Partito dalla tredicesima posizione in Messico, Alain Prost firma una delle rimonte più straordinarie della sua carriera, regalando alla Ferrari una doppietta memorabile e riaprendo la sfida mondiale con Ayrton Senna
Città del Messico, 24 giugno 1990. Sul circuito dell’Autódromo Hermanos Rodríguez va in scena il sesto appuntamento del Mondiale di Formula 1. Una gara destinata a entrare nella storia della Ferrari e a ricordare, ancora una volta, perché Alain Prost sia soprannominato “Il Professore”.
La stagione 1990 si apre nel segno di una rivalità ormai leggendaria. Dopo due anni di convivenza esplosiva in McLaren, Prost ha scelto la Ferrari, lasciando Ayrton Senna libero di guidare la scuderia inglese insieme a Gerhard Berger. Il francese, Campione del Mondo in carica, è arrivato a Maranello con un obiettivo preciso: riportare il Cavallino sul tetto del mondo.
Ma l’inizio del campionato racconta un’altra storia. Senna domina a Phoenix, Monaco e Montréal, mentre Prost, dopo il successo in Brasile, fatica a trovare continuità. Alla vigilia del Gran Premio del Messico, il brasiliano comanda la classifica con 17 punti di vantaggio sul rivale. La Ferrari è chiamata a reagire, ma il weekend messicano sembra complicare ulteriormente i suoi piani.
Le qualifiche sono un incubo per Prost. Problemi tecnici, poco tempo in pista e l’impossibilità di sfruttare le gomme da qualifica relegano il francese in tredicesima posizione. Davanti a tutti c’è la McLaren di Berger, seguita dalla Williams di Riccardo Patrese. Senna è terzo, mentre Nigel Mansell, con l’altra Ferrari, parte quarto.
Per Prost si prospetta una domenica tutta in salita. Eppure, dietro quella posizione deludente, si nasconde una strategia precisa. Il francese lavora con tecnici e meccanici per perfezionare l’assetto della sua Ferrari 641, privilegiando la velocità sul rettilineo con un assetto studiato sulla lunga distanza. Gli ultimi interventi vengono completati direttamente sulla griglia, pochi istanti prima del via.

Dalla tredicesima posizione a caccia di Senna
Alle 14 i semafori si spengono. Patrese sorprende Berger e conquista il comando della gara, ma la sua leadership dura appena un giro: Senna e Berger lo superano, imponendo immediatamente il ritmo delle McLaren.
Nelle retrovie, intanto, Prost comincia a costruire il suo capolavoro. Un sorpasso dopo l’altro, il francese risale la classifica, senza commettere errori. Davanti, Berger è costretto a fermarsi anticipatamente per problemi alle gomme, mentre Mansell avanza fino alla seconda posizione.
Al 42° giro, Senna guida con 18 secondi di vantaggio su Mansell e 24 su Prost, ormai terzo. La vittoria sembra saldamente nelle mani del brasiliano. Ma qualcosa inizia a cambiare.
La McLaren di Senna soffre un degrado gomme sempre più evidente. Il brasiliano non ha ancora effettuato la sosta, mentre le Ferrari riescono a mantenere un ritmo nettamente superiore. Mansell recupera terreno, ma è Prost a impressionare: il francese guadagna fino a due secondi al giro sul leader.
Al 45° giro, approfittando del traffico di un doppiato, Prost supera Mansell sul rettilineo principale. Adesso davanti a lui resta soltanto Senna. Il distacco si assottiglia inesorabilmente. Al 58° giro Prost è ormai a meno di tre secondi dalla McLaren. Il francese studia l’avversario, attende il momento giusto, poi affonda il colpo in fondo al rettilineo e conquista la leadership della gara.

È il sorpasso che completa una rimonta straordinaria, ma la gara non ha ancora esaurito i suoi colpi di scena. Anche Mansell attacca Senna, riuscendo momentaneamente a superarlo prima di commettere un errore e restituirgli la posizione. Poco dopo, però, lo pneumatico posteriore destro della McLaren cede definitivamente. Senna è costretto al ritiro, vedendo svanire una vittoria che per gran parte del pomeriggio sembrava certa.
Undici giri dopo, Alain Prost taglia il traguardo davanti a tutti. Mansell completa una clamorosa doppietta Ferrari, mentre Berger conquista il terzo gradino del podio.
Quella domenica messicana rappresenta molto più di una semplice vittoria. È la dimostrazione della straordinaria intelligenza agonistica di Prost, capace di trasformare una qualifica disastrosa in un trionfo attraverso strategia e sorpassi impeccabili. Una convinzione, la sua, che aveva già trovato voce poche ore prima del via, quando, dopo aver verificato nel warm-up che l’assetto fosse quello giusto, aveva rassicurato il proprio ingegnere di pista: “Non preoccuparti, vincerò la gara.”
La vittoria rilancia il francese nella corsa al titolo, destinata a culminare nel controverso epilogo di Suzuka, dove Senna conquisterà il Mondiale dopo il contatto con il rivale alla prima curva.

