Kawasaki ZX-RR: la verdona della MotoGP

Kawasaki ZX-RR: la verdona della MotoGP

14 Gennaio 2021 0 Di Stefano Ferrari

Ripercorriamo il percorso della casa di Akashi nella classe regina del motomondiale

Esattamente 20 anni dopo l’ultima apparizione nel Motomondiale, la Kawasaki torna nel mondo dei prototipi nel 2002 con la ZX-RR, seguendo il nuovo regolamento che impone motori a 4 tempi da 990cc in sostituzione dei 2 tempi 500cc. La ZX-RR si presentava equipaggiata con un telaio a doppia trave in alluminio, il più semplice da realizzare e da accoppiare al motore, che era un quattro cilindri in linea (unica moto assieme alla Yamaha ad utilizzare questo schema) capace – nella versione 2006 – di circa 240 cavalli di potenza, uno dei valori più alti per l’epoca. La moto di Akashi si distingueva per le sue forme piuttosto originali che miravano a una maggiore efficienza aerodinamica.

Purtroppo durante i suoi anni di carriera la ZX-RR non ha mai ricevuto sviluppi tanto importanti da permetterle un significativo passo in avanti delle prestazioni, riuscendo a cogliere solo dei podi sporadici senza mai vincere un gran premio, ma partiamo dall’inizio: la prima stagione della “Kawa” in MotoGP è davvero avara di soddisfazioni, infatti il bilancio finale è di soli 4 punti conquistati da Andrew Pitt e zero punti con Akira Yanagawa. Nel 2003 Andrew Pitt viene affiancato da Garry McCoy e alla guida di una terza ZX-RR si alternano Alex Hofmann e Akira Yanagawa. Interessante osservare come Hofmann pur avendo corso solamente 5 gare abbia conquistato più punti del titolare Pitt – 8 punti contro 4 – mentre McCoy ha chiuso ventiduesimo con 11 punti. Il 2004 rappresenta un netto passo in avanti rispetto alle stagioni precedenti infatti sia il nuovo arrivato Shin’ya Nakano sia Alex Hofmann chiudono il campionato in top-15, rispettivamente decimo e quindicesimo con 83 punti per Nakano e 51 per Hofmann. La Kawasaki si posiziona al quarto posto tra i costruttori davanti a marchi come Suzuki e Aprilia.

Nel 2005 i piloti sono gli stessi della stagione precedente ma al GP di Cina Hofmann viene sostituito dal collaudatore Olivier Jacque, che sfruttando la pioggia battente riesce a cogliere un grande secondo posto, primo podio per la Kawasaki. Dopo quella gara Jacque e Hofmann si alternano in sella alla Kawasaki e in rare occasioni ci sono tutte e tre le moto in pista. Il campionato si conclude con Shin’ya Nakano di nuovo decimo con 98 punti, mentre Jacque si classifica diciassettesimo a quota 28 punti precedendo di due posizioni Hofmann con i suoi 24 punti. Anche nel 2006 i risultati sono modesti: Nakano ottiene un podio e molti piazzamenti in top-10 e raccoglie 92 punti, solamente 6 in meno rispetto al 2005 ma questa volta si classifica quattordicesimo in campionato mentre il suo compagno di squadra, il giovane Randy de Puniet, termina la stagione sedicesimo con 37 punti.

Qui la ZX-RR del 2005

Il 2007 è un anno molto movimentato in Kawasaki: cambia il regolamento tecnico che impone di passare dai motori 990cc ai motori 800cc e durante la stagione i piloti a guidare la ZX-RR in almeno una gara sono addirittura 6! Olivier Jacque dopo essere stato promosso da collaudatore a pilota titolare viene sostituito dopo sole 6 gare da Anthony West (5 se consideriamo che in Francia è stato sostituito da Fonsi Nieto) avendo conquistato solo 4 punti. L’unico pilota a condurre la Kawasaki in tutti gli appuntamenti è Randy de Puniet che a fine stagione si piazza undicesimo con 108 punti e un secondo posto come miglior risultato mentre West termina quindicesimo con 59 punti. Tra i piloti che hanno guidato per il team giapponese durante il 2007 troviamo Roger Lee Hayden, fratello del campione del mondo Nicky, che ha ottenuto un buon decimo posto nella gara di casa negli Stati Uniti.

Nel 2008 il team compie un passo indietro a livello di risultati: il nuovo pilota John Hopkins ottiene discreti piazzamenti ma senza eccellere e infatti termina la stagione sedicesimo con 57 punti, ancora più indietro West che chiude diciottesimo con 50 punti. Le difficoltà del 2008 unite alla situazione di crisi economica di quel periodo, portano la Kawasaki ad annunciare il ritiro dal campionato MotoGP lasciando ai piloti che già avevano un contratto per il 2009 la possibilità di correre con una ZX-RR affidata ad un team privato – il team Hayate Racing – e non supportato dalla casa costruttrice. Questa opportunità viene colta da Marco Melandri mentre John Hopkins rescinde il contratto e saluta la Kawasaki. Nonostante le circostanze tutt’altro che favorevoli Melandri riesce a portare a termine una stagione dignitosa, impreziosita da un podio ottenuto in Francia e totalizzando 108 punti che gli valgono il decimo posto in classifica finale.

Marco Melandri in sella alla Kawasaki-Hayate nel 2009

Si chiude così il capitolo MotoGP per la Kawasaki che da quel momento si è concentrata esclusivamente sul campionato SBK, nel quale ha costruito un vero e proprio dominio vincendo sei campionati di fila con Jonathan Rea.

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