Johann Zarco: in Ducati Pramac l’ultima spiaggia?

Johann Zarco: in Ducati Pramac l’ultima spiaggia?

11 Febbraio 2021 0 Di Daniele Donzelli
Tempo di lettura: 4 Minuti

Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale, ciò che conta è il coraggio di andare avanti.

Questa frase di Winston Churchill descrive molto bene il corso della vita di ognuno, ma anche, andando più nello specifico, la carriera di molti piloti. Tra questi, spicca la figura di Johann Zarco che, giunto a 30 anni, è nel pieno della sua maturità sportiva, e nel 2021 avrà la possibilità di far decollare la sua carriera a bordo del Team Pramac, che fornirà due moto ufficiali ai suoi piloti.

Ma cominciamo dall’inizio. Johann, dopo aver dominato il mondiale di Moto2 nel 2015, si sta giocando il titolo anche nel 2016 con Thomas Luthi e Alex Rins.

Il 14 luglio 2016 arriva l’annuncio tanto atteso: la Yamaha Tech 3 gli offre un sella per la stagione 2017. Le speranze pre-stagione sono buone, il Team francese è sempre risultato competitivo, Zarco nel frattempo è diventato bi-campione del mondo Moto2.

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Zarco campione del mondo di Moto2

Il successo

All’esordio Zarco sembra in formissima, e dopo un’ottima quarta casella conquistata al sabato, si ritrova in testa con un buon margine dopo 2 giri. Ma, durante il settimo giro, arriva il fattaccio: il francese finisce nella ghiaia ed è costretto al ritiro, buttando al vento quella che è stata la sua migliore occasione per vincere una gara. Ma Johann non si scoraggia, e mette in fila una serie di buone prestazioni, in più di un’occasione anche migliori dei piloti ufficiali. Terminerà la stagione al sesto posto, con 174 punti, 3 podi e una pole position. Gli manca solo la vittoria.

Il 2018 continua sulla falsariga del 2017, di nuovo arrivano podi, pole position e tanti buoni risultati, che mettono anche in crisi la Yamaha ufficiale, dato che la sua moto non aggiornata spesso si rivela più competitiva di quella di Viñales o di Rossi. Tutto sembra andare per il meglio per Zarco.

Ma è proprio in questi momenti che avvengono i colpi di scena che rovinano la festa, perché il successo non è mai eterno.

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Il fallimento

Nel corso della stagione 2018, la Tech 3 annuncia che dalla stagione successiva metterà a disposizione dei proprio piloti non più delle Yamaha ma delle KTM. A questo punto Zarco accetta la sfida, andando incontro ad un rischio, accettando la proposta della KTM factory, sperando in una crescita della casa austriaca nel corso della stagione.

Ma il 2019 sarà un fallimento clamoroso, sia per il team che per Zarco: i punti totalizzati saranno solo 27, e il francese verrà licenziato a metà stagione, a causa anche di vari dissapori con Pit Beirer, il direttore sportivo, dovuti ad alcune dichiarazioni un po’ fuori luogo riguardo alla poca competitività del mezzo.

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Al momento del licenziamento però, quasi tutti i posti per il 2020 erano occupati, e Zarco si dovrà accontentare del Team Esponsorama, con la promessa di supporto da parte di Ducati.

Ma il francese è un combattente nato, non si arrende mai, cerca sempre di essere aggressivo e dare il meglio con la moto che ha.

La rinascita

Dalla frase iniziale di Churchill capiamo come serva coraggio per andare avanti e non abbattersi mai. Questa è di sicuro una caratteristica che non manca a Zarco.

Il 2020 per lui sarà un’annata tutto sommato positiva, anche considerando il fatto che la Ducati non è assolutamente una moto facile da capire, e nel corso della stagione si è visto come non fosse di certo la migliore moto in griglia.

Nonostante questo, in più di un’occasione il francese è lì a lottare per le posizioni di vertice, andando spesso controcorrente rispetto ai compagni di marca: quando lui si gioca il podio (a Brno ad esempio) gli altri galleggiano attorno alla decima posizione, mentre in altre gare come Misano succede il contrario.

Complessivamente raccoglie 77 punti, un podio e una pole position, arrivando dietro a Danilo Petrucci solo per colpa di qualche scivolata di troppo (Barcellona, Valencia 2) dove poteva ottenere punti pesanti.

Zarco Avintia

I suoi risultati hanno convinto la Ducati a promuoverlo nel Team Pramac, dove guiderà una moto ufficiale, affiancato da Jorge Martin.

Dopo 2 anni in cui il podio è stato sempre abbastanza lontano (tranne Brno di 2020), avrà finalmente una seconda occasione per dimostrare quanto vale. Riuscirà a ripetere le ottime prestazioni dei primi due anni in Yamaha e a cogliere quella vittoria di cui ha già sentito l’odore e che ancora gli manca?

Il percorso di rinascita è iniziato, ma va ancora completato, e conoscendo i vertici della Ducati, va completato in fretta, altrimenti Zarco rischia di dover ricominciare nuovamento tutto daccapo.

Cosa aspettarsi

Dal pilota francese ci si può aspettare molto nel 2021: ha già fatto esperienza e guidato una Ducati lo scorso anno, possiamo dire che è probabile rivederlo ai livelli del 2017-2018.

Ma molto dipenderà anche dalla moto. Se sarà quella dell’anno scorso, la vittoria sembra ancora lontana, ma il suo aiuto nello sviluppo potrebbe essere fondamentale per migliorare le prestazioni anche nelle prossime stagioni.

Solo il tempo ci aiuterà a scoprire la verità, ma di una cosa possiamo essere sicuri: Johann Zarco sarà lì a lottare, sempre e comunque, indipendemente dalle situazioni esterne o dalla competitività del mezzo.

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