MotoGP | Jack Miller: Ora di crescere

MotoGP | Jack Miller: Ora di crescere

13 Febbraio 2021 0 Di Alessandro FDC
Tempo di lettura: 3 Minuti

L’Australia è una fucina di talenti da ormai tanti anni, basti pensare a Gardner, a Doohan o a Stoner. Attualmente l’unico australiano in classe regina è Jack Miller, che alla sua settima stagione in MotoGP è chiamato a fare il definitivo salto di qualità.

Jack Miller comincia la sua carriera a cinque anni quando anni partecipa alle competizioni su sterrato ottenendo titoli a livello nazionale. Il salto alle gare su strada avviene nel 2009 vincendo subito il campionato australiano. L’anno dopo si trasferisce in Europa per partecipare ai campionati nazionali di Spagna e Germania. Nel 2011 riesce a laurearsi campione nell’IDM tedesco 125. Nello stesso anno fa l’esordio nel motomondiale 125 correndo come wild card nel Gran Premio del Sachsenring in sella ad un’Aprilia RSA 125 del team RZT Racing. Nel 2012 cambia il regolamento e si ritrova in sella ad una Honda in Moto3.

Nel 2014 approda nel team Red Bull KTM e alla prima gara della stagione è subito vittoria. Quella KTM gli calza a pennello, tanto che all’ultimo round a Valencia si gioca il titolo di campione del mondo con Alex Marquez. Nonostante il primo posto di Jack, sarà lo spagnolo a festeggiare.

A questo punto arriva un grande colpo di scena: solitamente i piloti di Moto3 prima di approdare alla classe regina dedicano almeno una stagione al campionato di Moto2, ma non è il caso di Jack: infatti il team di MotoGP LCR Honda gestito da Lucio Cecchinello gli offre clamorosamente una sella per il 2015. Persino il campionissimo Marc Marquez ammetterà che per la sua carriera la Moto2 era stato un passaggio fondamentale. Ad oggi, l’australiano rimane il primo ed unico pilota della storia ad aver fatto il doppio salto di categoria da Moto3 a MotoGP senza passare per quella di mezzo.

Come ci si poteva aspettare il 2015 per Miller è stato un anno pieno di ombre, anche perché le sue prestazioni venivano spesso oscurate da quelle del ben più esperto compagno di squadra Cal Crutchlow.

Le critiche non tardano ad arrivare e l’australiano, seppur rimanendo un pilota Honda, nel 2016 cambia squadra passando al team  Estrella Galicia 0,0 Marc VDS. L’inizio della stagione è a dir poco disastroso, ma il 26 giugno sul circuito di Assen arriva finalmente la sua occasione: la gara è ricca di colpi di scena, tanto che la direzione di gara è costretta a sospendere la gara per la troppa pioggia. La corsa però riparte e in seguito a dei giri infuocati a spuntarla è proprio l’australiano, che zittisce le critiche con una prestazione da vero campione.

Purtroppo per Jack quella fu l’unica nota veramente positiva della stagione. Nel 2017 non cambia casacca, ma finalmente riesce a trovare la quadra: la moto non gli permette di lottare per podi e vittorie, però spesso e volentieri riesce a ottenere risultati degni di nota. Nel 2018 passa al team Ducati Pramac e gli ottimi piazzamenti continuano ad arrivare. È però nel 2019 che Miller ritrova il podio dopo tanto tempo. L’australiano ci prende gusto tanto che a fine anno arriverà addirittura a quota cinque terzi posti.

Il suo obbiettivo per il 2020 è tornare alla vittoria, ma in ben due occasioni viene beffato a pochi metri prima della bandiera a scacchi: in Austria si trova secondo ad una curva dal termine e decide di tentare un disperato attacco al leader Pol Espargarò: riesce a superare lo spagnolo, ma per farlo è costretto ad allungare la traiettoria quel tanto che bastava per permettere a Miguel Oliveira per beffare entrambi.

L’altro episodio avviene a Valencia: anche questa volta Miller si ritrova a dover attaccare, ma Franco Morbidelli non ci sta e al termine di un ultimo giro condito di sorpassi e controsorpassi si aggiudica il gradino più alto del podio. Per questa stagione finalmente Jack Miller ha la possibilità di correre in un team ufficiale, ovvero in Ducati. Conosce già la moto in quanto ci ha corso per tre stagioni con il team Pramac e adesso è chiamato a fare il salto di qualità definitivo. Il suo talento è assolutamente indubbio, ma come abbiamo potuto osservare nel 2020 la concorrenza è spietata e servirà il miglior Jack per far entrare lui e la Ducati nella storia.

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