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Un giro di pista: analisi del circuito cittadino di Montecarlo

Come di consueto, dopo il GP di Spagna il circus della F1 si sposta in uno dei tracciati più iconici di questo sport: il Circuito di Montecarlo. Salta a bordo e scopri la storia e le peculiarità di questa pista!

Il Circuito di Montecarlo, nel Principato di Monaco, è uno dei circuiti cittadini più famosi al mondo, nonché storico e iconico circuito della Formula 1. Presente sin dal 1950, il GP di Monaco non è stato disputato solamente in cinque occasioni: tra il 1951 e il 1954 e nel 2020, a causa della pandemia.

Lungo 3,33 km, è il circuito più breve e lento del mondiale. I piloti devono affrontare 78 tornate, per un totale di 260 km. Il pilota con più vincente su questo circuito è Ayrton Senna, con 6 vittorie, mentre il team più vincente è la McLaren con 15. L’ultimo GP di Monaco, disputato nel 2019, ha visto vincere Lewis Hamilton davanti a Sebastian Vettel e Valtteri Bottas.

Quest’anno, il Gran Premio più glamour del mondiale torna in calendario, e ovviamente non possiamo esimerci dall’analisi tecnica di questo storico quanto difficile e intricato circuito cittadino. Questa volta andiamo ad analizzare il giro che nel 2018 è valso la pole position a Daniel Ricciardo, su Red Bull.

Disclaimer

Come al solito, l’analisi che segue non è da considerarsi professionale, ma frutto di uno semplice studio dell’onboard. Non vuole assolutamente sostituirsi ad analisi tecniche ben più precise e professionali.

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Curva 1-Sainte Dévote

A Monaco quasi ogni curva ha un nome e una sua storia. La prima curva del circuito è la Sainte Dévote (Santa Devota), che prende il nome dall’adiacente chiesa intitolata alla patrona di Montecarlo. Si arriva dopo il breve rettilineo in 7a marcia a circa 290 km/h. Si stacca  al cartellone pubblicitario sopra la carreggiata, cercando di mantenere dritta la monoposto, si scalano quattro marce e ci si butta sul cordolo a circa 115 km/h. In uscita, anche a causa del circuito stretto, si va quasi a toccare le barriere esterne.

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Si frena sotto il cartellone pubblicitario indicato dalla freccia
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Curva 2-Beau Rivage

Si va quindi in salita percorrendo la veloce sezione della Beau Rivage (bella riva) sull’Avenue d’Ostende, che sale lungo la costa del porto e che comprende curva 2, una lieve curva verso sinistra che si affronta in 7a marcia a circa 260-265 km/h. Questa sezione, sebbene venga affrontata full gas, non è un rettilineo, ma è invece abbastanza tortuosa.

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Curva 3-Massenet

Dopo la sezione della Beau Rivage si arriva al Massenet (che prende il nome da un celebre compositore francese) , un lungo curvone a sinistra che stringe sempre di più. Ci si arriva a circa 280 km/h in 7a marcia, si stacca, si scalano due marce e si va ad affrontare la curva in 5a marcia ad una velocità compresa tra i 170 e i 190 km/h.

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Curva 4-Casino

Subito dopo il Massenet c’è la curva del Casino. Appena dopo aver completato curva 3, si frena, si scala una marcia e ci si butta in una secca curva a destra, che passa vicino, come suggerisce il nome, al Casinò della città. Si percorre la curva in 4a marcia a circa 150 km/h.

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Curva 5-Mirabeau Haute

Dopo un breve rettilineo in discesa, si arriva alla curva del Mirabeau  Haute (belvedere alto, che si affaccia sul mare). Si percorre la curva in 2a marcia tra gli 80 e i 90 km/h. 

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Curva 6-Vecchia Stazione (Loews-Fairmont Hairpin)

Dopo il Mirabeau, si arriva al tornante della Vecchia Stazione (anche chiamato Loews, dal nome del secondo più grande Casinò di Montecarlo, o Fairmont Hairpin dal nome dell’albergo sovrastante). È la curva più lenta del mondiale, nonché una delle più difficili, se non la più difficile, del campionato. Si affronta in 1a marcia a circa 50-55 km/h. Per affrontare il tornante della Vecchia Stazione il pilota è costretto ad usare tutto l’angolo di sterzo che ha a disposizione.

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Curva 7-Mirabeau Bas

Subito dopo il tornante della Vecchia Stazione, arriviamo al Mirabeau Bas (belvedere alto). Si percorre in 1a marcia a circa 90 km/h.

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Curva 8-Portier

La curva successiva a destra, la 9, è la curva del Portier (La curva del Portiere, visto l’ingresso interno alla svolta). Si percorre in 2a marcia a 90 km/h, e poi si imbocca il famoso tunnel di Monaco. Qui è dove, nel 1988, Ayrton Senna mise a muro la sua McLaren, dilapidando l’enorme vantaggio che aveva nei confronti del compagno di squadra Alain Prost, e ritirandosi dalla gara.

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Curva 9-Il Tunnel

Quello che si imbocca dopo la curva del Portier è forse il tratto più famoso del circuito, il Tunnel. Non è un vero e proprio rettilineo, ma piuttosto un ampio curvone a destra che passa sotto i palazzi monegaschi. Si accelera fino in 7a marcia, si attraversa il tunnel e al cartello dei 100m si stacca forte.

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Curve 10 e 11-Nouvelle Chicane (Chicane del Porto)

Come già detto, dopo il Tunnel si freni forte ai 100 metri e si scala fino in 2a marcia, per affrontare una stretta chicane, la Nouvelle Chicane (Nuova Chicane), anche detta Chicane del Porto, perché si affaccia appunto sul porto di Montecarlo.

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Si stacca al cartello dei 100m come indicato dalla freccia

Si percorre la prima curva, curva 10, in 2a marcia a circa 90 km/h, mentre sfiorando le barriere interne, mentre la seconda, curva 11, la si percorre sempre in 2a marcia ma tra i 70 e gli 80 km/h.

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Curva 12-Tabac (Curva del Tabaccaio)

Dopo un breve tratto in rettilineo, c’è curva 12, la famosa Curva del Tabaccaio (Tabac in francese), una curva a sinistra di 90° dove una volta vi era appunto un tabaccaio, mentre ora vi è un ristorante-pizzeria. Si arriva in 6a marcia a quasi 240 km/h, si frena, si scalano due marce e si percorre la curva in 4a a 180 km/h. 

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Curve 13 e 14-Louis Chiron

Dopo la curva del Tabaccaio vi è la chicane intitolata al famoso pilota monegasco degli anni ‘50 Louis Chiron, che detiene il record di più anziano partecipante a un GP iridato (55 anni, 9 mesi e 19 giorni). È una chicane molto veloce, che si affronta in 6a marcia tra i 235 e i 245 km/h.

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Curve 15 e 16-Le Piscine

Immediatamente dopo questa veloce chicane, ve n’è un’altra, molto famosa: la Chicane delle Piscine, che prende il nome dalle piscine interne al tratto di pista. Subito dopo la Louis Chiron, si frena a 250 km/h, si scalano 3 marce e si percorre la prima curva della chicane in 3a a circa 145 km/h, mentre la seconda la si percorre tra i 120 e i 130 km/h, sempre in 3a.

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Curva 17-Rascasse

Curva 17 è un tornante a destra di 150° denominato Rascasse (letteralmente “lo scorfano”) e che prende il nome da un ristorante edificato in quel punto nel 1973, che ha causato la modifica del tornante a U che vi era prima, denominato “del Gasometro”. Vi si arriva in 5a marcia a circa 210 km/h. Si scala fino in 2a e si percorre la Rascasse con una velocità varia tra gli 80 e i 60 km/h.

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Curve 18 e 19-Anthony Noghes

Le ultime due curve del circuito, che immettono nel rettilineo principale, sono intitolate ad Anthony Noghes, un commerciante di tabacco che ha avuto il merito di organizzare le prime storiche edizioni del Rally di Montecarlo e del GP di Monaco. Curva 18 si affronta in 2a marcia a 85 km/h, mentre curva 19 si affronta sempre in 2a marcia a circa 115 km/h.

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Cosa significa affrontare il circuito di Montecarlo

Come abbiamo visto, il circuito cittadino del GP di Monaco, è stretto e non lascia spazio agli errori, soprattutto con le monoposto odierne che hanno raggiunto delle dimensioni ragguardevoli. C’è bisogno di tanto coraggio e sangue freddo per essere i più veloci tra le curve monegasche. “Montecarlo è una pista di montagna con una città intorno” disse una volta il grande Gilles Villeneuve, mentre David Coulthard dirà “Il segreto è quello di accarezzare i guardrail senza mai baciarli appassionatamente”. Ancora più simbolica è la visione che da Nelson Piquet “Correre a Montecarlo è come correre in bici nel salotto di casa”. Una vera e propria sfida per i piloti, tanto che chi vince tra i tornanti del Principato viene ricordato a lungo.

Per dare un’idea ancora più vicina alla realtà di quello che prova un pilota affrontando questo circuito, su YouTube si trova un bellissimo POV dal casco di Pierre Gasly, durante le libere del GP del 2018.

Molti negli ultimi tempi si sono lamentati della tappa monegasca del circus, accusando il circuito di essere noioso e per nulla spettacolare. È vero che la gara si decide perlopiù il sabato in qualifica, visto i pressoché inesistenti punti di sorpasso. Ma vedere le vetture sfrecciare tra il tortuosissimo e strettissimo percorso di Monaco ha un fascino senza fine. Damon Hill a suo tempo disse:”Se la Formula 1 non ti entusiasma a Montecarlo, non ti può entusiasmare da nessuna parte”.

Monaco dal punto di vista tecnico

Il circuito del Principato, dal punto di vista tecnico, presenta sfide uniche e soluzioni che non vengono utilizzate in nessun alto circuito. La macchina hanno bisogno del massimo carico aerodinamico per tutto il weekend, permettendo di concentrarsi al massimo sul raggiungimento del grip meccanico. Non conta infatti avere un buon motore, ma un buon telaio e una buona trazione, che permetta di non perdere aderenza uscendo dai vari tornanti e dalle varie chicane del tracciato. È preferibile anche  avere un passo non troppo lungo. I freni sono abbastanza sollecitati, mentre come mescole si utilizzano le più morbide a disposizione di Pirelli.

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Al prossimo “Giro di Pista”! 

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