Perchè Tsunoda non ha colpe

Perchè Tsunoda non ha colpe

7 Novembre 2021 1 Di Prisca Manzoni

Nell’ultimo run di qualifica di ieri, la favorita Red Bull ha visto sfumare le sua chance di pole position per un’ uscita di pista di Tsnuoda. Un gesto che non è piaciuto al suo grande capo, Christian Horner, il quale ha ammesso che i suoi piloti sono stati “Tsnuodizzati”. Ma che colpe ha il giovane pilota giapponese?

Il rookie, nel momento dell’ultimo giro lanciato in Q3, stava girando piano, al contrario di tutti gli altri. Tuttavia, Tsunoda aveva un piano differente: dovendo partire dal fondo della griglia per una penalità al motore, egli doveva solo qualificarsi meglio degli altri penalizzati e dare la scia al suo compagno di squadra. Dunque, alla fine del rettilineo, Tsunoda sapeva di doversi spostare per lasciare spazio agli altri piloti più veloci. Nella conversazione con il suo ingegnere si sente: “Ok, nessuno sta spingendo dietro, possiamo aprire il gap. Due secondi ora. Sei secondi ora. Va bene, spingiamo” dato che il giovane pilota aveva lasciato lo spazio necessario da Ricciardo e aveva dietro solo Gasly.

Tsunoda si è lanciato dunque lungo il rettilieno, spostandosi alla fine per lasciare pista libera al compagno francese. Dopo aver superato le prime tre curve, la difficoltà era non prendere penalità per impeding. Dopo curva 6, Tsunoda quasi si ferma per lasciar passare Sainz, grazie alle comunicazioni con il muretto box, che gli dice “Sainz sei secondi dietro, mantieni il delta negativo”. Un’importante comunicazione quest’ultima, che gli ricorda di andare veloce.

“E dopo abbiamo Perez dietro. Continua a spingere”

Tsunoda ora è nello snake, dove è facile essere in traiettoria. Per evitare questo, si getta fuori pista in curva 10, sollevando una grande polvere.

“Perez è dietro di te. Verstappen a tre secondi. Cazzo”.

Con questa affermazione, il suo ingegnere si rende conto che il suo giro aveva rovinato quello di Perez e, possibilmente, anche quello di Verstappen.

“Volevo lasciarlo passare, non ho fatto nulla” dice subito il rookie, e lo ripete anche nei box: “Non potevo fare nulla”. “Capisco, non potevi fare nulla di puù”, lo tranquillizza il suo ingegnere, per dargli subito dopo le posizioni.

La positività di Spini è in netto contrasto con la frustrazione di Perez, che ha visto i suoi sogni di gloria cancellati. Persino Verstappen si è aperto in radio con espressioni colorite. Il pilota Red Bull, infatti, ha alzato il piede per evitare un incidente, aspettando una bandiera gialla che non è mai arrivata.

Nell’intervista dopo, egli ha aggiunto “Non ho capito quello che è successo davanti a me. Deve essere stato Yuki che ha fermato Checo ed entrambi sono dovuto andare larghi. Tu arrivi così lanciato che è difficile capire quello che sta accadendo. Ho visto un sacco di polvere e pensavo ci fosse stato un incidente, in più con le nuove regole delle bandiere gialle… ci sono già passato qui nel 2019, perciò ho rallentato. Poi non ci sono state bandiere, ma ormai avevo già perso due decimi, quindi il giro era rovinato.”

Horner ha aggiunto poco dopo: “Non capisco perchè stava passando in quella parte di circuito. E’ frustrante, perchè ha colpito entrambi i nostri piloti e sono arrabbiati”.

A dire il vero, nemmeno il Giapponese aveva capito cosa era successo, e di fronte ai microfoni era spaventato di aver fatto arrabbiare il management Red Bull, non sapendo di aver rovinato anche il giro di Max.

“Sono andato largo e non potevo fare molto di più. Se tornassi indietro farei la stessa cosa.”

Perez si è giustificando per il suo risultato, dicendo che era andato largo perchè aveva perso deportanza con Yuki davanti. Ma dato che Tsunoda stava andando piano, il problema è stata davvero l’aerodinamica? O Perez che si è distratto? Il Messicano stava già avendo dei problemi: il bilanciamento della macchina (Poi spiegato), il nuovo ritmo Mercedes, il fatto di avere una macchina davanti di cui non era stato avvisato e la polvere.

In ogni caso, come suggerito da Toto Wolff, nemmeno nel nuovo giro sarebbero stati davanti, ma almeno due decimi dietro. Una serie di sfortunati eventi, per cui la FIA non ha nemmeno indagato per impeding. Pochi secondi dopo e non ci sarebbero stati problemi.

Colpa di Tsunoda? No, ma nel posto sbagliato al momento sbagliato.

+ posts