Dopo aver montato il quinto motore a combustione interna, la vettura di Lewis Hamilton sembra aver trovato quella potenza che fino al weekend del Messico era mancata nella lotta con Red Bull.

Prima di questo weekend, Mercedes aveva montato un nuovo motore in Turchia, cambiato dopo solo tre gare. I motori di F1 sono progettati per avere un’autonomia di 7 weekend di gara, quindi perchè si è sentito il bisogno di montarne un’altro visto che la quarta unità sarebbe stata sufficiente per concludere il campionato?
Il compromesso del motore:
Le prestazioni dei motori dipendono da 3 fattori: chilometraggio, giri al minuto e livello di carico. Per mantenere il più a lungo possibile le alte prestazioni bisogna trovare un bilanciamento di questi tre fattori. Se il motore percorre troppi chilometri, la potenza si riduce; in caso i piloti mantengano per troppo tempo alti giri del motore accelerebbero l’usura; se si aumenta il livello di carico, la durata del motore può diminuire di molto. Quindi, se aumentiamo il livello di carico o i giri, cioè la potenza disponibile, il chilometraggio diminuisce. Se vogliamo aumentare il chilometraggio, dobbiamo ridurre il livello di carico.
Mercedes ha quindi scelto di sacrificare 5 posizioni in griglia per non rischiare di ritrovarsi a fine campionato con un DNF per guasti al motore. Percorrere 7 GP con lo stesso motore avrebbe spinto oltre il chilometraggio e, per non usurare troppo il motore, non avrebbero potuto mantenere prestazioni elevate per lunghi periodi. Montando la quinta unità, Hamilton può permettersi di alzare il livello di carico e i giri al minuto dato che dovrà percorrere solo metà della distanza con questo motore.
Toto Wollf ha spiegato che il degrado del motore durante questa stagione è stato più elevato del previsto. Forse per un motore non progettato alla perfezione o perchè quest’anno, a differenza delle passate stagioni, le vetture sono sempre state al limite per la lotta con Verstappen. Ciò che è certo è che adesso, dal punto di vista di affidabilità e prestazioni, Mercedes può permettersi di spingere di più questo motore nelle ultime 3 gare su 3 circuiti dove la potenza sarà la chiave per la vittoria.

I timori in casa Red Bull:
Red Bull adesso teme che per questo finale di stagione Mercedes possa aver colmato, se non superato, il gap con il motore Honda. Horner e i suoi si aspettavano un aumento di prestazioni in seguito al cambio di motore, ma non di così grossa portata. La sostituzione dell’unità a combustione interna può portare un aumento di circa 10cv, non 20 come Red Bull crede sia avvenuto.
La squadra di Milton Keynes non ha presentato nessuna protesta nei confronti della Mercedes perchè questo improvviso aumento di potenza non si sa da dove possa arrivare. Per questo però ha chiesto alla FIA di indagare, come nel 2019 con Ferrari. In quell’anno la scuderia di Maranello aveva ottenuto un inaspettato aumento della potenza del motore andando fuori regola. Per questo motivo per cui le è stato imposto dalla Federazione di ridurre la potenza per il mondiale successivo.

Fatto sta che Hamilton è riuscito a sfruttare al 110% il nuovo motore montato sulla sua vettura. Red Bull adesso, nonostante il vantaggio di Verstappen in classifica, si troverà ad inseguire. Guardando i precedenti, se la FIA indagando dovesse trovare delle irregolarità, potrebbe non penalizzare immediatamente Mercedes. Al momento sembra che le frecce argento abbiano tutte le carte in regola per vincere questo Mondiale.

