Max Verstappen non ha montato una quinta Power Unit in questa stagione, diversamente da Lewis Hamilton. Lo farà in Arabia Saudita?
In questa stagione dove tutti i dettagli contano, uno degli aspetti più importanti è quello dei motori. Da regolamento, le scuderie possono utilizzare solo 3 diverse unità senza incappare in nessuna sanzione. Se si supera questa soglia, il pilota sconta una penalità in posizioni in griglia, che varia a seconda dei componenti sostituiti. Ad esempio Verstappen, che ha cambiato interamente il suo propulsore in Russia, è scattato dal fondo dello schieramento. Hamilton invece, che ha montato solamente un nuovo ICE (motore a combustione interna), ha pagato 10 posizioni in griglia in Turchia.

Ma non è tutto. Infatti, se le squadre decidono di cambiare di nuovo la Power Unit, montando la quinta unità, la penalità diventa di sole 5 posizioni: è ciò che ha fatto la Mercedes con Bottas (negli USA) e con Hamilton (in Brasile). Quindi, visto che un motore fresco fornisce un vantaggio importante rispetto a uno usurato, può convenire scontare questa piccola sanzione di 5 posizioni.
La Red Bull ha portato a casa un gran colpo arrivando addirittura in seconda posizione nel GP di Russia partendo dal fondo, ma Hamilton ha fatto anche meglio, attuando una grande rimonta in Brasile che lo ha portato addirittura alla vittoria dopo essere partito 20° nella Sprint Qualifying e 10° in gara.
Fatto sta che il motore con cui Verstappen sta correndo da Sochi non è più fresco, non garantisce il massimo delle prestazioni, né dell’affidabilità. Al contrario Lewis, il cui quinto motore non è neanche stato utilizzato in Qatar, avrà a disposizione una Power Unit in ottima forma, su un tracciato come quello di Jeddah in cui la potenza sarà fondamentale.
Sorge quindi un dubbio: conviene cambiare il motore in casa Red Bull in queste ultime due gare?
“Mai dire mai”
Dopo il gran premio disputato in terra russa, Christian Horner aveva commentato così una possibile ulteriore sostituzione del propulsore:
“Se non ci sono imprevisti, dovremmo riuscire a finire il mondiale con questi motori. Ne abbiamo ancora 3 utilizzabili, teoricamente dovremmo arrivare a fine stagione. Ma mai dire mai. L’affidabilità sarà un fattore importante, e una seconda penalità sarebbe solo di 5 posizioni, ora. Dovremo fare la scelta giusta al momento giusto”.
Il britannico appariva piuttosto convinto di poter arrivare in fondo, ma le sue parole finali sulle sole 5 posizioni da scontare fanno riflettere. In un tracciato in cui i sorpassi non sono impossibili, per Max non sarebbe impossibile arrivare secondo e perdere solo 7 punti da Hamilton, magari 6 conquistando il giro veloce. Ma la nuova pista araba è un’incognita per tutti. A prima vista non sembra per nulla facile sorpassare, perciò sembra difficile che la Red Bull possa fare un scelta simile. E, a meno di problemi, gli uomini di Verstappen non andranno a metter mano al suo motore ad Abu Dhabi, che sarà probabilmente la tappa decisiva.
Sicuramente, sapendo della penalità dovuta alle bandiere gialle, il Qatar sarebbe stato il circuito giusto in cui effettuare la sostituzione. L’ufficialità della sanzione però è arrivata solo qualche ora prima della gara, e i meccanici non hanno avuto tempo per lavorare.

La situazione non è per nulla chiara e le voci contrastanti che circolano in questi giorni non contribuiscono certo a chiarirla. Infatti, ci sono rumors di un possibile cambio nel GP dell’Arabia Saudita, ma le dichiarazioni di Helmut Marko a De Telegraaf sembrano smentirli.
“Sappiamo che Hamilton con il motore utilizzato in Brasile ha percorso circa 400 chilometri, e che l’usura di quel motore è elevata. Pensiamo che quel ‘missile’ non garantirà la stessa potenza vista a Interlagos nelle prossime due gare” ha spiegato.
Ovviamente potrebbero essere parole dette per confondere i piani della Mercedes, ma per le ragioni già spiegate un cambio di motore per Max sembra difficile, ma in Formula 1 ricordiamoci di non dare mai nulla per scontato…

