Michael Masi ha tentato di spiegare l’offerta fatta alla Red Bull in regime di bandiera rossa, affermando che non è la prima volta che accade una cosa simile.
Il GP dell’Arabia Saudita è stato sicuramente uno dei più controversi dell’anno, e rimarrà nella storia per ciò che è accaduto tra Hamilton e Verstappen. Domenica la direzione gara (e Masi in particolare) ha avuto un ruolo chiave, ma non è sembrata all’altezza della situazione. La prima bandiera rossa, i diversi giri sotto regime di Virtual Safety Car sono solo alcuni dei momenti che mostrano delle insicurezze.
Ma l’episodio più discusso, sia nel paddock sia tra gli appassionati, è il negoziato tra Masi e la Red Bull. Verstappen, che aveva conquistato irregolarmente la posizione su Hamilton tagliando la chicane dopo la prima interruzione, avrebbe dovuto cederla all’inglese. La seconda bandiera rossa però, non ha permesso all’olandese di effettuare questa operazione. Per questo motivo, Masi ha parlato con la scuderia austriaca durante l’interruzione, avviando una sorta di trattativa: gli steward avrebbero chiuso un occhio se l’olandese si fosse schierato dietro ad Hamilton (e quindi terzo) in griglia.

Le parole del direttore di gara
In un’intervista senza giornalisti (dichiarazioni riportate da motorsport.com), Masi ha spiegato le sue azioni, etichettando ciò che è accaduto come “Qualcosa che accade regolarmente in diverse occasioni, sia nel corso di quest’anno che in precedenza”. Secondo Micheal l’unica differenza è che stavolta la trattativa è stata trasmessa in TV.
Inoltre, secondo l’australiano è sbagliato definire il tutto come un accordo.
“Non chiamerei quanto accaduto ‘un accordo’. Come direttore di gara non ho l’autorità di obbligare i team a fare qualcosa. In quella situazione potevo solo fare un’offerta, ma era una scelta loro [della Red Bull]. I commissari hanno ovviamente il potere di imporre sanzioni, ma io posso dare loro la mia prospettiva ed è per questo che ho offerto loro la possibilità di rinunciare a quella posizione” ha spiegato. “Quando ho visto quanto accaduto tra Max e Lewis alla Curva 2, ho subito suggerito ai commissari di dare ai team la possibilità di restituire la posizione. La bandiera rossa è stata poi esposta rapidamente. Vista la sospensione della gara, abbiamo lavorato per correggere efficacemente quanto accaduto prima di ripartire”.
Certamente non è facile prendere decisioni in un contesto del genere, ma la direzione gara ha avuto diverse incertezze ultimamente. Cosa succederà ad Abu Dhabi? Sicuramente anche le scelte delle FIA avranno la loro importanza…

