Ripercorriamo la storia del team meno longevo ma tra i più iconici della Formula 1.
Terminata la stagione 2008 la Honda, proprietaria di un team in Formula 1, si trovava in difficoltà economica. Da qui la scelta di Ross Brawn, ex direttore tecnico di Benetton e Ferrari, di acquistare la scuderia per la cifra simbolica di una sterlina, il team diventerà Brawn GP.
L’ex ferrarista fu abilissimo nel leggere fra le pieghe dei regolamenti, e quando si presentò ai primi test pre-campionato gli avversari restarono scioccati dalle prestazioni della BGP 001 di Rubens Barrichello e Jenson Button.
Ferrari, McLaren, ma soprattutto Red Bull convinta di avere una monoposto da titolo, subiscono distacchi imbarazzanti. La trovata del doppio diffusore, un super estrattore che convoglia l’aria verso il fondo schiacciandola ancora di più a terra, fa volare una squadra inizialmente data in lotta per le ultime file.

Una neonata Brawn GP con una livrea bianca, qualche sponsor e tanti sogni si aggiudicherà 6 vittorie nelle prime 7 gare, tutte a carica di Jenson Button.
Il sogno mondiale si avvicina sempre di più. Da lì in poi, però, la Red Bull divenne la vettura da battere.
Sebastian Vettel e Mark Webber provano tutto il possibile, ma niente da fare.
Di fatti, nonostante Button non abbia vinto neanche una gara dall’ottavo round fino all’ultimo, si laureerà campione del mondo.
La scuderia vincerà anche il campionato costruttori, poi verrà ceduta per la stagione 2010 alla rientrante casa tedesca Mercedes. Il resto, è storia.

