Wolff difende Mazepin: “Merita di stare in Formula 1”

Wolff difende Mazepin: “Merita di stare in Formula 1”

7 Marzo 2022 0 Di Daniele Donzelli

Toto Wolff ha difeso Mazepin, scaricato dalla Haas per motivi extra sportivi. L’austriaco crede che Nikita meriti un sedile in Formula 1.

L’attuale situazione politica in Europa la conosciamo tutti. Le truppe russe ormai da giorni stanno assediando Kiev, e la Russia non sembra intenzionata a fermarsi davanti a nulla, così come l’Ucraina. Purtroppo, in queste situazioni, le vicende e i meriti sportivi passano talvolta in secondo piano. Infatti, tra le varie sanzioni imposte alla Russia, ce n’è una riguardante il mondo del motorsport: i piloti russi e bielorussi possono correre ma senza la propria bandiera. La questione si complica se si tratta di Nikita Mazepin. Il russo, pilota Haas nel 2021, è legato ad Uralkali, azienda di proprietà del padre, e sponsor principale della scuderia americana lo scorso anno. La presunta vicinanza tra Dmitry Mazepin e Putin ha condannato Nikita, che si è ritrovato improvvisamente senza sedile per il 2022 per cause di forza maggiore.

Toto Wolff è intervenuto sulla questione. Come riporta gpfans.com, l’austriaco è convinto che Mazepin meriti di essere in Formula 1:

“Capisco entrambi i punti di vista (FIA e Mazepin), perché Nikita è un ragazzo che merita di essere e di guidare in Formula 1” ha esordito. “Si può vedere che alcuni campionati hanno deciso di permettere agli atleti russi di gareggiare, mentre altri hanno lo hanno impedito fortemente. Penso che parlando di un atleta in sé e per sé sia difficile [da capire] ma, in un certo senso, è un modo per supportare le sanzioni che sono state attuate. Ecco perché si possono comprendere entrambe le parti” ha detto Wolff.

Wolff difende Mazepin: "Merita di stare in Formula 1"

In seguito, Toto ha parlato della questione riguardante il GP di Russia. La Formula 1, infatti, non solo ha cancellato la gara dal calendario di quest’anno, ma ha addirittura rescisso il contratto con la nazione, che quindi non potrà organizzare più Gran Premi fino a nuove decisioni. Wolff concorda con la decisione della FIA:

“Chi avrebbe mai pensato che fosse possibile combattere una guerra in Europa? La Formula 1 e lo sport in generale sono piuttosto minuscoli in un contesto simile. Perciò abbiamo deciso di non correre in Russia, e credo che la Formula 1 abbia dato una chiaro segnale da questo punto di vista, in linea con altre grandi industrie nel mondo” ha dichiarato. “Penso che questo sia l’argomento principale al giorno d’oggi. Questo ci permette di riflettere su tutte le piccole battaglie e fastidi che abbiamo nel nostro sport. Ci sono cose molto più importanti”.

Infine, Wolff ha parlato delle difficoltà personali di alcuni componenti della squadra, originari di Russia ed Ucraina, che non stanno certamente passando un momento facile.

“Abbiamo sia ucraini che russi in squadra e certamente non è facile per coloro che hanno la famiglia lì. Sono tempi difficili. Personalmente, essendo cresciuto a Vienna con genitori di origini slave, ciò che sta accadendo è davvero molto vicino al mio cuore” ha concluso.

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