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Russell risponde ad Horner sul porpoising: “Priorità alla sicurezza”

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Russell ha risposto in maniera decisa alle dichiarazioni di Horner. L’inglese crede che lui e gli altri team diano la priorità alle prestazioni invece che alla sicurezza.

Non accenna a terminare la discussione tra piloti, team principal e squadre sulla questione porpoising. Il dibattito si è acceso dopo Baku, GP in cui diversi piloti hanno sofferto molto i rimbalzi delle vetture in rettilineo. La FIA ha reso effettive alcune direttive a riguardo, che di fatto entreranno in vigore a partire dal prossimo GP in Gran Bretagna. La squadra che si sta battendo di più per apportare dei cambiamenti alle vetture attuali è la Mercedes, aiutata dai suoi due piloti Hamilton e Russell. La W13 soffre particolarmente di porpoinsing, e un qualsiasi cambiamento potrebbe risultare utile per tornare al vertice.

Russell, dopo le dichiarazioni in cui Horner ha criticato la scuderia di Brackley, è tornato sull’argomento. L’inglese si è rivolto ai suoi colleghi, alle squadre e ai team principal, affermando che la sicurezza è la prorità, non le prestazioni.

“Ovviamente ci sono diverse necessità, sia da parte dei vari team che da parte dei vari piloti. Quanto è fastidioso il porpoising lo abbimo sentito raccontare anche da altri piloti come Carlos, Checo e Max a inizio stagione. Ma ora le loro prestazioni sembrano essere molto buone, e ovviamente loro non vogliono cambiamenti da questo punto di vista perché questi possono solo dargli fastidio” ha esordito, come riporta gpfans.com. “Ovviamente, è un po’ un peccato vedere che le prestazioni hanno la priorità sulla sicurezza”.

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Il pilota della Mercedes ha poi raccontato un aneddoto spiacevole sulla gara di Baku. Russell ha affermato che non riusciva a leggere il suo nome sulla tabella esposta dalla squadra in fondo al rettilineo a causa dei tanti rimbalzi della sua W13.

“Ma, sapete, non ci sono dubbi su [quanto sia stato fastidioso a] Baku. Riuscivo a vedere la tabella dei box, ma non riuscivo a leggere il mio nome su di essa poiché avevo molto porpoising” ha spiegato. “Ho visto anche un video di Stroll in un dei giri, faticava a cliccare i bottoni sul volante. Si poteva vedere tranquillamente quanto la macchina si stesse muovendo, quanto fosse rigida, e tutto il resto. Tutti siamo animali da competizione in questo sport, tutti vogliamo vincere ma non possiamo mettere i nostri corpi a rischio per questo” ha concluso George.

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