Hamilton ha sfruttato una Virtual Safety Car per prendere la testa del GP di Barcellona, che ha poi vinto indisturbato. Come sarebbe andata senza VSC?
Il momento in cui tutto il popolo ferrarista ha capito che Lewis Hamilton avrebbe potuto vincere il GP di Barcellona è stato il giro 41, quando la direzione gara ha optato per una Virtual Safety Car dopo che Alonso ha parcheggiato la sua Aston Martin a bordo pista. A quel punto la Ferrari, che doveva ancora effettuare l’ultima sosta, ha colto l’occasione per cambiare gli pneumatici dell’inglese senza perdere la testa della gara.
Che la Rossa abbia avuto la dea bendata dalla sua è evidente, ma i 20 secondi rifilati a Russell nell’ultima parte di gara fanno sorgere una domanda: Hamilton avrebbe vinto anche senza la VSC? Vediamolo insieme.

Uno stint da incorniciare
Al giro 41, Hamilton viaggia equipaggiato con una gomma media vecchia di 12 tornate. In questo stint il ferrarista ha girato sempre sul piede del 20 alto/21 basso (con oscillazioni tra il 20.6 e il 21.3), ad eccezione dei passaggi 39 e 40, in cui era salito sul 21 alto. Per questo motivo possiamo supporre che la Ferrari avrebbe comunque effettuato la terza sosta nell’arco di qualche giro, presumibilmente attorno al quarantacinquesimo, così da garantire ad Hamiton un ultima fase di gara d’attacco con una gomma hard nuova.
Dal canto suo Russell (primo inseguitore di Hamilton dalla VSC in poi) ha recuperato mediamente 7 decimi al giro quando non ha dovuto fare i conti con Antonelli. Di conseguenza, escludendo ulteriori corpo a corpo tra i due, il pilota della Mercedes (distante 16 secondi dal leader all’uscita della VSC) si sarebbe ritrovato circa 13 secondi dietro Hamilton al dell’ipotetica sosta del giro 45.
Considerando che un pit stop medio a Barcellona costa circa 23 secondi (stime ufficiali della Formula 1), Lewis avrebbe dovuto recuperare mezzo secondo al giro con una gomma 8 giri più fresca dopo essere uscito dai box (10 secondi in 20 giri prendendo Russell come riferimento). A questo punto, possiamo tornare alla gara reale: per guadagnare 10 secondi alla Mercedes #63 Hamilton ha impiegato 14 tornate (precisamente dal giro 45 al 59).
Stando alla matematica, quindi, senza VSC il ferrarista avrebbe avuto circa 8 giri di tempo per sopravanzare le due Mercedes e Norris. E non è da escludere che Hamilton potesse colmare il gap con un paio di passaggi d’anticipo, poiché nel nostro approssimativo calcolo non abbiamo tenuto conto né del picco di prestazione con gomma nuova della Ferrari (già terminato al quarantacinquesimo giro reale) né di eventuali cali di gomma della Mercedes nel finale.
La strategia della Mercedes
A questo punto, diventa chiaro che la chiave della gara sarebbe diventata la battaglia tra Russell e Antonelli. Se da un lato è vero che il corpo a corpo tra i due ha aiutato Hamilton a guadagnare terreno (prima della VSC), è altrettanto vero che in uno scenario ipotetico di lotta per la vittoria Antonelli avrebbe tentato allo stesso modo il sorpasso sul suo primo rivale. Questo avrebbe favorito la rimonta di Lewis, che nel frattempo avrebbe dovuto fare i conti anche con la McLaren di Norris.
Senza VSC, quindi, la gara avrebbe regalato un finale più incerto ed emozionante, con una doppia battaglia certa tra il giro 50-60 e un probabile terzetto in lotta per la vittoria negli ultimi passaggi. Uno scenario del genere avrebbe anche chiamato la Mercedes ad una scelta forte ed interessante: Toto Wolff avrebbe congelato le posizioni o avrebbe lasciato i piloti liberi di lottare? La risposta non possiamo saperla, ma sarebbe probabilmente diventata il più grande tema di discussione del post gara.

Una vittoria piena
Ad ogni modo, quella di Lewis Hamilton a Barcellona resta una vittoria piena, di prestazione e di guida. Fattori come la Virtual Safety Car e la strategia imperfetta della Mercedes, che non ha coperto le tre soste di Hamilton con nessuno dei due piloti, hanno sicuramente aiutato, ma il ritmo mostrato dalla SF26 è un ottimo segnale.
Possiamo ricavare la conferma di tutto questo anche dallo stint centrale della gara, in cui il futuro vincitore ha sostanzialmente tenuto lo stesso passo di Russell. Tra i giri 13 e 27, particolarmente significativi perché percorsi a parità di gomma e con pista libera, Hamilton è risultato più lento solamente di 71 centesimi a tornata, perdendo complessivamente un solo secondo. Ed è proprio grazie a questo ritmo che si è costruito la possibilità di infastidire e poi battere le Mercedes.
Il weekend di Barcellona ci restituisce senza dubbio la miglior Ferrari e il miglior Hamilton della stagione, che se dovessero ripetersi su questi livelli potrebbero spaventare (e non poco) l’intero paddock nei prossimi mesi. Per la conferma o per la smentita, l’appuntamento è fissato a Spielberg.


