Red Bull Verstappen Silverstone

Quando pochi centimetri bastano per rovinare una gara

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A Silverstone, un impotente Max Verstappen è costretto – suo malgrado – a farsi da parte dalla lotta per la vittoria. A causa di un guasto al fondo, il pilota olandese non va oltre la settima posizione, sprecando una gara che sembrava aver preso la strada di Milton Keynes.
 

Tra incidenti, decisioni controverse e una lotta intensa per il podio, il Gran premio di Gran Bretagna ci ha regalato una gara densa di emozioni. Ad avere la meglio sul resto della griglia è Carlos Sainz, vincitore del primo Gran Premio dopo 150 gare di attesa, completando un “cerchio” iniziato con la pole position del sabato. A completare il podio Sergio Pérez e un Lewis Hamilton in gran spolvero, esaltato dalle caratteristiche del suo circuito di casa.

Parte dell’attenzione è comunque rivolta ad uno sfortunato Max Verstappen, solo settimo al traguardo della gara di Silverstone. L’olandese, dopo aver conquistato la prima posizione, è costretto ad alzare i tempi a causa di un danno riportato alla parte sinistra del fondo. Damage limitation per il pilota Red Bull, che conquista sei punti preziosi in ottica mondiale.

 

La dinamica

Nel corso del 11° giro la situazione è rapidamente degenerata. Dopo aver superato Sainz, che dal canto suo aveva commesso un errore, il pilota olandese era riuscito a conquistare la leadership della gara, tornando nuovamente in vetta alla classifica. Dopo pochi metri, tuttavia, Verstappen ha drasticamente rallentato e ha dovuto cedere nuovamente la posizione al pilota spagnolo, complici una serie di cirscostanze che in corso d’opera apparivano poco chiare. L’olandese è quindi dovuto entrare ai box, segnalando al muretto una possibile foratura.

La situazione non è comunque migliorata con il cambio gomme. Il problema, infatti, si è rivelato più grave del previsto e Verstappen non ha più trovato il giusto feeling con l’auto per il resto della gara. La mancanza di carico aerodinamico e la relativa mancanza di grip hanno reso la RB18 inguidabile, a tal punto che l’olandese l’ha descritta come “rotta al 100%”.

Verstappen ha quindi lottato duramente contro le noie dell’auto, in quella che a tutti gli effetti sembrava la stessa situazione verificatasi durante lo scorso Gran Premio d’Ungheria. L’olandese ha addirittura rischiato di scivolare in decima posizione, perseguitato dalle due Haas che lo inseguivano a debita distanza. Tuttavia, la safety car innescata dalla vettura di Ocon ha offerto una tregua e Verstappen è stato in grado di respingere per un pelo Schumacher nelle fasi finali della gara. La Red Bull numero 1 ha quindi tagliato il traguardo in settima posizione, conquistando sei punti che pesano come una vittoria, considerate le circostanze.

 

Cosa ha causato il danno

Intervistato al termine della gara, Verstappen ha rivelato di aver travolto con la monoposto alcuni detriti che stanziavano in curva 5, danneggiando il fondo. Come poi confermato da Christian Horner, i detriti provenivano dalla collisione tra le due AlphaTauri di Yuki Tsunoda e Pierre Gasly. Pochi centimetri quadri di fibra di carbonio: una quantità irrisoria, ma sufficiente per rovinare la gara di un pilota. “Ho già parlato con Carlos che mi ha chiesto ‘cosa è successo, stavi perdendo pezzi quando eri in testa!. Quando sono saltato fuori dalla macchina ho dato un’occhiata al fondo e ho notato che l’intero lato sinistro era completamente rotto. Non ho ancora chiesto quanto deportanza abbia perso” ha detto Max Verstappen. L’olandese, al momento dell’intervista, non sapeva quantificare l’entità del danno poiché non aveva ancora contattato gli ingegneri della scuderia. Ma come poi confermato da Christian Horner, il guasto riportato dalla RB18 era tale da causare una perdita del 20% circa di downforce.

Dopo essere passato in testa grazie all’errore di Sainz, in curva 5 ho incontrato un detrito di carbonio in traiettoria. Non potevo spostarmi drasticamente a sinistra o destra, quindi ho provato a colpirlo frontalmente, ma invece è finito nel fondo e ha distrutto tutto. Inizialmente sembrava una foratura perché all’improvviso non avevo equilibrio, molto sovrasterzo, come se la macchina saltasse. Quindi, ovviamente, abbiamo deciso di cambiare le gomme, ma anche dopo l’auto era difficile da guidare” ha proseguito il pilota della Red Bull.

Verstappen Red Bull Silverstone
Verstappen in quel di Silverstone

L’olandese ha poi specificato di aver apportato alcune modifiche all’equilibrio durante la gara che hanno alleviato, ma non risolto, la situazione. “La parte difficile era cercare di trovare un buon equilibrio aerodinamico a causa della massiccia perdita di carico al posteriore. Abbiamo cercato di ridurre il carico dell’ala anteriore, ma ovviamente quando lo fai perdi in termini di carico complessivo della vettura. Non era l’ideale con le gomme dure, quindi per l’ultimo set siamo saliti di carico per cercare di dare un po’ più di prestazioni alle basse velocità. Nel complesso è stata molto dura, ma alla fine penso che il settimo posto sia stato comunque un buon risultato considerando il danno”.

 

Poche prestazioni, ma massima sicurezza

Durante la gara il muretto Red Bull ha comunque rassicurato Verstappen informandolo che il danno non comportava ulteriori rischi oltre al peggioramento delle prestazioni. “GP [l’ingegnere di pista Gianpiero Lambiase, ndr] mi ha detto che la macchina era sicura da guidare. Voglio dire, non mi metterebbe mai in pericolo. Quando c’è un danno alla carrozzeria possiamo vedere perdite di carico aerodinamico, ma la macchina nel complesso va bene ed è sicura. Se invece c’è un danno come la sospensione è una storia diversa, ma per fortuna non è stato quello” ha dichiarato Verstappen, che in conclusione può lasciare Silverstone guardando il bicchiere mezzo pieno.

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