Verstappen Leclerc GP d'Austria

# Hashtag: il Gran Premio d’Austria

Torna alla vittoria Leclerc, Mick Schumacher vola e Alonso regala perle. Vediamo insieme gli hashtag di questo weekend.

#mainagioia: Sebastian Vettel

Weekend storto per Sebastian Vettel. Il tedesco rimane un’altra volta fuori dal Q2 al venerdì (addirittura 20°) e poi al sabato nella Sprint Race si ritira all’ultimo giro dopo essere finito in ghiaia per colpa di Alex Albon. La domenica non va meglio, con Seb che termina 15° dopo un contatto con Pierre Gasly in curva 4. Va tutto male e per Vettel questo è un fine settimana da buttare nel cestino e dimenticare il prima possibile. L’hashtag va quindi a lui.

#saturdaynightfever: Max Verstappen

Sabato atipico con la Sprint Race che viene vinta da Max Verstappen, che trae vantaggio dalla lotta interna tra Leclerc e Sainz e rimane in testa per tutta la gara Sprint. Nulla di eccezionale da parte dell’olandese, ma vince l’ennesima Sprint e quindi, siccome si corre di sabato e colpi di scena ce ne sonno stati pochi, l’hashtag va a lui.

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#bestoftheday: Charles Leclerc & Mick Schumacher

Torna alla vittoria Charles Leclerc, che vince da vero campione. Avvantaggiato dal grande degrado di cui ha sofferto Verstappen in gara, Charles lo avvicina e con un sorpasso super si mette davanti a dettare il passo. Con la strategia a due soste è costretto a costruire il sorpasso sull’olandese per ben altre due volte. Leclerc li prepara magistralmente e non fa mai nessuna manovra che possa dare la possibilità a Max di rispondere. Chiude i sorpassi in maniera molto pulita e fa il martello per tutta la gara. Negli ultimi giri bisticcia con l’acceleratore che rimane bloccato al 20% in frenata, portando a stoicamente il primo posto da vero campione, guidando sopra i problemi. Weekend super e hashtag strameritato.

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Garone anche per Mick Schumacher. Il giovane, fumante di rabbia dopo la Sprint Race, va in gara con una bella dose di “cazzimma” (vista a suo tempo al padre Michael) e nei sorpassi non risparmia nessuno, nemmeno Lewis Hamilton. La Haas va forte ma lui ci mette molto del suo e fa vedere veramente di che pasta è fatto. Duelli duri ma sempre puliti e sorpassi con alcune staccate veramente da manico vero. Si è sbloccato e vederlo guidare così è un piacere, quasi una goduria. Hashtag meritato anche per lui, che tra l’altro vince anche il Driver of the Day.

#andratuttobene: Sergio Perez

Domenica da dimenticare per Sergio Perez, che si vede costretto al ritiro dopo aver tentato invano di rimontare posizioni come conseguenza del contatto in partenza con George Russell. In realtà il weekend comincia ad andare in salita già il venerdì, dove Checo non riesce ad entrare nel Q3, girando ben un secondo più lento del compagno Max. Meglio il sabato con la 5a posizione della Sprint Race, vanificata dall’incidente con George che non gli lascia scampo. È tornato a faticare sul giro secco, forse a causa dei nuovi aggiornamenti che hanno scombussolato il suo feeling con la RB18. Se vuole giocarsi qualcosa di importante serve rialzarsi in fretta, cosa che comunque sappiamo che Checo sa fare bene. Questo hashtag va quindi a lui.

#memeoftheweekend: Fernando Alonso & gli “Orange” di Max Verstappen

Hashtag diviso tra il momento più divertente e quello meno divertente del weekend, che però finisce in questa sezione perché non ce n’è una dedicata. Fernando Alonso è protagonista di un altro momento epico firmato Nando da Oviedo. L’asturiano viene spinto sull’erba da Yuki Tsunoda e il pilota dell’Alpine non ci sta, decidendo di redarguire il giovane nipponico mostrando il dito a mo’ di “non si fa così” mentre stacca a 300 km/h andando verso curva 4. Momento veramente epico che non può non guadagnarsi questo hashtag.

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Gli “Orange” di Max Verstappen, invece, si distinguono per un brutto episodio che li ha visti protagonisti tra il sabato e la domenica di comportamenti non del tutto consoni all’interno di un circuito di F1. Tra presunti Cat Calling, molestie e insulti verso fan di altri piloti, i supporters del pilota Red Bull non fanno una bella figura, rendendosi pure protagonisti di un duro comunicato di Liberty Media contro di loro. Peccato perché è impensabile presentarsi ad un gran premio con la paura di essere vittima di violenze verbali per essere solamente un tifoso Ferrari o, ancora peggio, Mercedes. Boato per il botto di Hamilton in qualifica, poi, veramente indecente.

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