Sergio Perez vince davanti a Charles Leclerc una pazza gara in quel di Singapore. Tanti ritiri e tanti errori a causa del bagnato.
Sergio Perez vince il GP di Singapore davanti a Charles Leclerc, che non sfrutta il jolly della pole position e Carlos Sainz. Gara condizionata dalle condizioni atmosferiche e dai tanti colpi di scena. Di seguito il resoconto.
Pre-gara e partenza
Arriva la pioggia a Singapore e la partenza viene ritardata di un’ora e 5 minuti a causa dell’acqua in pista. Giro di formazione, dunque alle 15:05 e gara che partirà sicuramente sul bagnato. Ed infatti le monoposto si schierano in griglia con gomme intermedie, confermando dunque le sensazioni.
Parte benissimo Sergio Perez che si mette subito davanti a Charles Leclerc mentre Carlos Sainz prende posizione su Lewis Hamilton, costretto ad andare largo dallo spagnolo che lo tocca leggermente. Max Verstappen, invece, perde tante posizioni, finendo addirittura in 13esima piazza. L’olandese fa tanta fatica e la mette quasi a muro nel tentativo di difendersi dagli attacchi di Kevin Magnussen e Daniel Ricciardo. Al 2° giro, però, Max si riprende e infila subito Magnussen e Stroll.

Molto critico Hamilton in radio con il suo team, arrabbiato per le gomme intermedie, anche se sembrano la scelta più azzeccata: “Ve l’avevo detto, queste gomme non vanno bene, non ho grip. Dovete ascoltarmi di più”. Intanto Leclerc cerca di rimanere sotto al secondo rispetto a Perez, anche se comunque il DRS sul bagnato non si può utilizzare. Endplate dell’ala anteriore rotto per Magnussen, cosa già segnalata da Max durante le prime battute di gara.
Attacco di George Russell, partito dalla pitlane, su Nicholas Latifi che va a buon fine. L’inglese si mette così in 17esima posizione. Verstappen in 9a piazza, intanto, è francobollato (per citare un famoso cronista motociclistico) a Sebastian Vettel, ma l’olandese non potendo usare il DRS non ha vita facile. Al 7° giro bandiera gialla per Guanyu Zhou che finisce fuori pista per un contatto con Latifi, che subisce una foratura. Ritiro per il cinese che tenta il sorpasso ma viene chiuso dal canadese, che gli causa la rottura della sospensione destra. Pitstop per Magnussen che cambia il muso della sua monoposto, richiamato ai box per la pericolosità dell’endplate rotto.

Safety Car e ripartenza
Intanto esce la Safety Car per l’incidente tra Zhou e Latifi e rientra alla fine del 10° giro, senza nessuno che azzarda un pitstop. La gara riparte senza stravolgimenti di posizioni. Grande sorpasso di Verstappen su Vettel, con l’olandese che si riprende la posizione di partenza: l’8a. Max si prende velocemente anche la posizione su Pierre Gasly.

Comunicazione di un’investigazione per l’incidente tra Latifi e Zhou che ha causato la Safety. Davanti, Leclerc è sempre a un secondo da Perez, mentre Sainz rispetto ai primi giri di gara è più vicino a Charles, circa 3 secondi. La pista fatica ad asciugarsi tant’è che si è ancora ben lontani dal delta per il passaggio alle gomme slick.
Al 15° giro Hamilton arriva sotto a Sainz, che probabilmente soffre di temperature alte degli pneumatici visto che il suo ingegnere Adami si apre in radio raccomandando lo spagnolo di passare il più possibile sopra i tratti bagnati per raffreddare le coperture. Poco più indietro Verstappen rimane incollato al posteriore della Alpine di Fernando Alonso senza però tentare l’attacco. Giro veloce di Leclerc che è il primo a scendere sotto il minuto e 59.
Sainz si apre in radio dicendo che “Non siamo lontani dalle slick”, mentre parere diverso per Verstappen, che pensa che sia meglio continuare con le intermedie. Pista dunque che si sta asciugando ma non così velocemente da poter far pensare che le slick siano le gomme migliori.
Virtual Safety Car
Attorno al 20° giro Perez comincia ad allungare su Leclerc portando il suo vantaggio a quasi 2 secondi e mezzo, mentre Verstappen accusa qualche “lag” sulle cambiate. Si apre in radio a favore del mantenimento delle gomme intermedie anche Alonso. “Può volerci ancora un po’ per le slick” dice lo spagnolo al suo ingengere di pista. Un giro dopo Fernando accusa problemi al motore e si ritira, facendo uscire la Virtual Safety Car.
Entra ai box Russell che monta gomma media per tentare l’azzardo. Outlap molto complicato per l’inglese che rischia tantissimo già nelle prime curve. La gara riprende dopo due giri, al 23°. Tre giri più tardi Alex Albon finisce a muro perdendo l’ala anteriore e fa uscire un’altra VSC. La gara riparte il giro successivo.

Altra bandiera gialla, stavolta per Esteban Ocon che accusa problemi al motore come il compagno di squadra. Altra VSC che rientra al 30° giro. Rischio per Max Verstappen che alla ripartenza va all’attacco di Norris con ancora la Virtual attiva e quindi è costretto a bloccare l’anteriore per non avere ulteriori problemi.
Max comunque non molla l’osso e si attacca al posteriore di Norris, mentre Leclerc comincia a riguadagnare su Perez. Al giro 33 altro colpo di scena, con Hamilton che va a muro ma che riesce a ripartire, mettendosi a sandwich proprio tra Norris e Verstappen, rischiando quasi il contatto con il pilota della Red Bull. La Mercedes di Lewis però ha l’endplate rotto.

Comincia la danza dei pitstop (con SC)
Russell comincia a far funzionare la gomma gialla, e quindi molti piloti rientrano ai box per montare le gomme slick. Dentro anche Leclerc che monta gomma gialla. Pitstop lungo però per il monegasco che rientra dietro a Sainz. Ai box anche Vettel, Hamilton, Gasly, Schumacher, Tsunoda, Bottas e Magnussen.
Al giro successivo rientrano anche Perez, Sainz e Verstappen mentre in McLaren entrambi i piloti restano fuori. Yuki Tsunoda va a muro e causa la seconda Safety Car della gara. Rientra Russell per montare un nuovo set di gomme medie. Anche Norris entra per montare le slick e sfruttare il jolly della SC. L’inglese però rientra dietro a Sainz. Dentro anche Ricciardo che però monta gomma soft. Visto che ci si avvicina al limite delle due ore, al posto del conteggio dei giri esce il countdown, poco meno di 40 minuti.

A 34 minuti dalla fine rientra la SC. Verstappen prova l’attacco su Norris ma va lunghissimo subendo un grande bloccaggio. Per fortuna non va a muro e riesce a ripartire. Viene notato una possibile violazione della procedura di SC per Perez. Russell intanto colpisce Mick Schumacher e subisce una foratura.
Leclerc si avvicina a Perez e si mette sotto il secondo. Il messicano si apre in radio per lamentare qualche problema riguardante il motore, anche se non sembra perdere tempo rispetto al monegasco. A 27 minuti dalla fine viene abilitato il DRS. Giri al cardiopalma per Leclerc che per rimanere il più attaccato possibile a Perez si prende dei grandi rischi. Infatti a circa 18 minuti dalla fine Charles va al bloccaggio e perde un po’ di terreno rispetto a Checo. Nelle retrovie bel sorpasso di Verstappen su Bottas, con l’olandese che entra in zona punti e si prende anche la posizione su Gasly. Esce comunicazione che l’episodio di Perez verrà valutato a fine gara.

Negli ultimi minuti nessun colpo di scena da segnalare, con Leclerc che perde ulteriore terreno da Perez e Verstappen che si riavvicina ad Hamilton e poi passa nelle ultime battute di gara per un errore dell’inglese.
Vince Perez davanti a Leclerc e Sainz. Chiudono la top 10 Norris, Ricciardo, Stroll, Verstappen, Vettel, Hamilton e Gasly. Di seguito la classifica finale completa.
Classifica finale


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