WRC | Carlos Sainz e la sua voglia di cambiare il mondiale rally

WRC | Carlos Sainz e la sua voglia di cambiare il mondiale rally

26 Dicembre 2022 0 Di Sebastiano Vanzetta

Nel corso di un’intervista al canale ufficiale WRC, Carlos Sainz si è soffermato su alcuni momenti della sua carriera.

Passione è la parola che sta al centro della carriera di Carlos Sainz. Lui stesso, in un’intervista a wrc.com, il canale ufficiale del WRC, lo ha sottolineato.

Il madrileno classe 1962, padre del pilota Ferrari in F1 Carlos Sainz Jr, è ancora impegnatissimo su tanti fronti, uno su tutti la partecipazione al Rally Dakar, che lo vede tutt’ora coinvolto con Audi. Per ben 20 anni, però, la vita del due volte campione del mondo sono stati i rally del mondiale, e la sua volontà non è mai stata solo quella di correrli, ma anche di cambiarli.

Passione e voglia di cambiare

Correre nei rally è stata tutta la mia vita, una passione così forte che ancora oggi alla mia età ho ancora la voglia, la passione e il desiderio di guidare un’auto da rally, sia essa del campionato mondiale o della dakar.” Esordisce così Sainz, a cui ancora brillano gli occhi nel parlare della sua passione più grande.

Sono stato così fortunato da aver trasformato la mia vera passione e il mio sogno nel mio lavoro, ed è veramente facile per me spiegare perché ho ancora voglia di correre” va avanti lo spagnolo, che poi spiega il suo desiderio di cambiare la storia di questo sport.

Sainz in Finlandia nel 1990

Quando sono arrivato nel mondiale rally, volevo cambiare un po’ la storia. Quando voglio qualcosa, lotto per averla. Volevo veramente cambiare il fatto che bisognasse essere degli specialisti per vincere i rally. A quel tempo gli scandinavi vincevano in Finlandia, i francesi in Corsica e così via. Volevo cambiare questa cosa, e ovviamente la mia vittoria in Finlandia da questo punto di vista è stata molto speciale”.

Infatti Sainz, nel 1990, fu proprio il primo pilota non scandinavo a vincere il Rally dei 1000 Laghi di Finlandia, a bordo della Toyota Celica ST165 che gli farà vincere il primo titolo proprio quell’anno. Un altro rally in cui Sainz spezzò il dominio britannico-scandinavo fu quello di Gran Bretagna, il Lombard RAC Rally, che vinse proprio nel 1990 ma al quale andò vicino alla vittoria nel 1989, quando ancora non aveva vittorie in tasca.

Ho quasi vinto quel rally. L’auto si ruppe a due prove speciali dalla fine e fu uno dei momenti più duri della mia carriera, perché ancora non avevo vinto nessun rally”.

La storia dietro la vittoria in Finlandia

Tornando alla storica vittoria di Sainz in Finlandia, gli viene fatto notare che nei festeggiamenti sopra il cofano della sua Toyota Celica, egli indossava due differenti scarpe, e in effetti il buon Carlos ha un’interessante storia da raccontare a riguardo.

Facevo il 140-150% per vincere quella gara, quindi la sera prima delle verifiche andammo durante la notte a dare un’occhiata alla prima prova speciale, e a quel tempo avevamo vere e proprie auto da rally per fare le ricognizioni. Volevo fare l’ultimo passaggio molto velocemente”.

Sul podio in Finlandia nel 1990

Dopo un salto mi trovai di fronte un’auto parcheggiata e per evitarla uscii fuori strada. L’incidente fu abbastanza grosso e la mia anca era veramente in un brutto stato. Pensai che non sarei riuscito a correre. Andai in ospedale e feci le lastre. Grazie al nostro grande fisioterapista in 48 ore riuscii a rimettermi a posto. Non so che cosa fece al mio piede ma diventò così grosso che non entrava nella scarpa da gara. Quindi dovetti guidare co una normale scarpa da jogging”.

“Ricordo che alla prima curva della prima speciale mi rimase il freno a mano bloccato e feci un testacoda. Il commentatore ovviamente non lo sapeva, pensava fosse dovuto al mio piede e disse ‘È così in un brutto stato che è già andato in testacoda alla prima curva’. Poi alla fine riuscimmo ad arrivare fino alla fine e a vincere la gara. Fu emozionante”.

L’emozione del primo titolo

Come detto, nel 1990 Sainz vinse il suo primo titolo mondiale, facendo segnare ben 140 punti vincendo 4 rally su 11 e andando a podio altre 5 volte, mettendolo in cassaforte già al Rally di Sanremo.

Vincere il titolo è una grande emozione, soprattutto la prima volta. Quello che è venuto dopo la vittoria è stato bellissimo, arrivare a Madrid e vedere tutta la gente in piazza, negli autobus, essere seguito da così tante auto, le persone per strada. È stato grandioso. In quel momento ho realizzato che avevamo scritto la storia, anche per il nostro paese. A quel tempo non c’erano piloti spagnoli nel mondiale, e tanto meno piloti che vincevano rally”.

Sainz nel 1998 su Toyota Corolla WRC con la classica bandiera spagnola sopra il parabrezza

Ciò fa parte del perché dico che sono stato molto fortunato a vivere il mio sogno. Sono tutt’ora grato a tutta la famiglia del rally, e ancora oggi ho un grande rapporto con tutti. Sono veramente grato di tutto ciò”.

Alla domanda se, col senno di poi, cambierebbe qualcosa del passato, Carlos risponde così. “Con un po’ più di fortuna forse avrei due o tre titoli in più, ma non ci penso mai. La vita è stata veramente buona con me, non penso di dover chiedere qualcosa in più. Sono orgoglioso di ciò che ho fatto. Fare della tua passione il tuo lavoro e avere successo non è da tutti, cosa puoi chiedere di più? Solo avere una bella famiglia ed essere in buona salute”.

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