Perdere il mondiale a 300 metri dal traguardo: WRC 1998

Perdere il mondiale a 300 metri dal traguardo: WRC 1998

7 Dicembre 2022 0 Di Sebastiano Vanzetta

I mondiali, si sa, possono sfuggire di mano all’ultimo rally della stagione. Se si è sfortunati, anche a 300 metri dal traguardo.

La vittoria di un mondiale, si sa, è il punto di arrivo di un percorso che inizia da molto lontano. Un campionato lo si comincia a preparare nel pre-stagione, con i test invernali e con la preparazione fisica in palestra. Poi, pian piano, la vittoria la si costruisce col passare delle gare.

Spesso la lotta al mondiale può arrivare fino all’ultima gara o all’ultima curva. E può succedere, nel caso in cui la dea bendata si giri dall’altra parte, di vedersi sfumare tutto ciò che si è costruito in un anno a 300 metri dal traguardo. Ecco la storia del mondiale WRC 1998

La stagione WRC 1998

Le premesse per una stagione 1998 scoppiettante ci sono tutte. I quattro team hanno tutti almeno un potenziale campione del mondo e delle vetture che possono giocarsela fino alla fine. Gli indiziati principali sono però Tommi Makinen a bordo della Mitsubishi e Carlos Sainz su Toyota, anche se non bisogna sottovalutare Colin McRae su Subaru e il già quattro volte campione del mondo Juha Kankkunen su Ford.

Al Rally di Monte-Carlo, già alla prima giornata di gara il campione in carica Makinen ha un minuto di vantaggio su Carlos Sainz. Il finlandese però entra troppo veloce in una curva a destra ghiacciata, uscendo di strada e lasciando il comando all’inseguitore spagnolo, che amministra fino alla fine e porta a casa la prima vittoria della stagione.

Sainz al Rally di Monte-Carlo 1998

In Svezia Makinen pareggia i conti con Sainz, solo secondo. Il terzo rally è quello del Kenya, dove tutto sembra fatto per Makinen. La catena di distribuzione della sua Lancer, però, si rompe, consegnando la vittoria al compagno di squadra Richard Burns, alla prima affermazione in carriera.

In Portogallo Sainz non riesce per un pelo a recuperare lo svantaggio nei confronti di McRae, chiudendo a soli 5 secondi dallo scozzese, mentre Makinen si ritira. A vincere il quinto rally della stagione, quello di Catalunya, è invece Didier Auriol. In Francia McRae vince il secondo rally della stagione mentre Sainz è solo ottavo e Makinen si ritira.

Il finlandese torna a vincere in Argentina, mentre uno dei rivali più accreditati per contendersi il titolo, Sainz, è secondo. Lo spagnolo, in classifica generale, rimane comunque due punti avanti su McRae e quattro su Makinen. La lotta a tre prosegue anche in Grecia, dove però Makinen ha problemi sin dalla prima speciale, mentre McRae vince con Sainz solo quarto, sorpassando quindi il madrileno in classifica generale.

Makinen a bordo della sua Mitsubishi Lancer

Giunti in Nuova Zelanda, è Sainz a tornare alla vittoria, che gli permette di passare nuovamente McRae in campionato. Lo scozzese infatti termina 5°, mentre Makinen è 3°. In Finlandia è Makinen a tornare alla vittoria, con Sainz secondo. L’asso della Mitsubishi ingrana la quarta e si porta a casa anche il Rally di Sanremo e quello di Australia, ricucendo il gap in campionato con Sainz, mentre McRae ha perso terreno e la possibilità di giocarsi il mondiale, visto che dopo l’Australia rimane matematicamente fuori dai giochi.

Il Rally GB 1998

Si arriva così al Rally di Gran Bretagna con il titolo ancora da assegnare. Makinen guida la classifica con 58 punti, mentre il suo diretto inseguitore, Carlos Sainz, è dietro solo di due punti, a 56.

Tutti si aspettano un duello entusiasmante tra il finlandese della Mitsubishi e lo spagnolo della Toyota. Aspettative però che vengono deluse dopo solo 6 speciali. Makinen infatti scivola sull’olio lasciato perso da un’auto storica, distruggendo una ruota e vedendosi costretto al ritiro. A Sainz, dunque, bastano 3 punti per laurearsi campione del mondo per la terza volta, e decide di amministrare lasciando che gli eroi di casa McRae e Burns combattano per la prima posizione.

Sembra tutto fatto per lo spagnolo, che deve solamente rimanere in 3a posizione e portare a casa la macchina. Sainz non commette errori e si presenta all’ultima speciale, la SS27 Margam, praticamente già campione. Sono solo 27,09 i km che separano il madrileno dal titolo.

A 300 metri dal traguardo, però, succede l’impensabile. La Corolla WRC di Sainz ha già percorso senza problemi 26,80 km, ma visto che se la fortuna è cieca, la sfortuna ci vede benissimo, l’intoppo è dietro l’angolo. Il motore della vettura nipponica, di colpo, si spegne, lasciando a piedi Sainz e il suo navigatore Luis Moya. I due scendono dall’auto nel disperato tentativo di farla ripartire, ma invano. Sainz rifiuta di credere a ciò che è appena successo, mentre Moya lancia il casco contro il lunotto della vettura. Le speranze titolate per la coppia di spagnoli sono letteralmente andate in fumo a pochi secondi e metri dal traguardo.

Tommi Makinen è quindi campione del mondo per la terza volta di fila. Il finlandese, che viene informato del fatto durante un’intervista TV, quasi non ci crede.

Così è la vita” dirà a caldo Sainz, a cui il mondiale è scivolato letteralmente dalle mani all’ultimo rally. All’ultima speciale. A 300 metri dal traguardo.

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