La “Prison F.C.” della Formula Uno: un manager che crea scalpore.

La “Prison F.C.” della Formula Uno: un manager che crea scalpore.

17 Gennaio 2023 0 Di Giuseppe Ruffo

Continua la nostra nuova rubrica, in cui andiamo a svelare la scuderia più scorretta della storia del paddock.

Nell’articolo precedente abbiamo introdotto questa nuova rubrica trattando dell’assegnazione del ruolo di finanziatore della nostra squadra. Attualmente, invece, riveleremo il profilo da noi selezionato per ricoprire la carica di team manager. Andando ad attingere dalla terra nostrana, oggi parleremo di Flavio Briatore.

Flavio Briatore: l’ascesa verso il successo

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Il cuneese inizia la sua carriera lontano dai motori, lavorando come dirigente nella banca Conafi di Torino. Qui è dove , all’inizio degli anni settanta , incontra un certo Luciano Benetton; il quale viene subito colpito dalle incredibili abilità imprenditoriali di Briatore. Poco tempo dopo , infatti, i due siglano un accordo di partnership lavorativa riguardante un progetto immobiliare in Sardegna. L’intero accordo si dimostra essere particolarmente fruttifero, tanto da far pensare a Benetton di affidare la supervisione della sua scuderia al suo socio.

Le conquiste in Benetton e l’intuizione Schumacher

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Una delle prime scelte che l’italiano prende come team principal è quella di licenziare l’ingegnere John Barnard in favore di Tom Walkinshow.

Walkinshow nel tardo ‘91 ripaga la fiducia conferitagli prendendo una decisione che cambierà per sempre la storia della categoria: a sorpresa ingaggia il tedesco Michael Schumacher, giovane promessa che al tempo , però , aveva solo due gare all’attivo.

Schumacher vincerà una gara soltanto sia nel 1992 che nel 1993, per poi diventare bi campione del mondo nel 1994 e nel 1995, anno in cui la Benetton riesce ad aggiudicarsi anche il mondiale costruttori.

Nello stesso anno Briatore compra anche una quota del team Minardi, rivendendola successivamente all’omonima famiglia. Infine nel ‘97, in accordo con Luciano Benetton, lascia la scuderia e il suo posto viene occupato da David Richards.

Il vizio della vittoria

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Nel 2001 l’italiano viene insignito del compito di dirigere la Renault, con l’obiettivo di portare il team francese alla vittoria.

Dopo diversi anni di assestamento, Briatore nel 2005 riesce a spodestare il suo stesso ex-pupillo Schumacher (passato in Ferrari nel ’96) vincendo il mondiale con lo spagnolo Fernando Alonso. I due ripeteranno la stessa impresa l’anno successivo, per poi separarsi definitivamente. Alonso , infatti, nel 2007 passerà in Mclaren e Briatore continuerà in Renault due anni, per poi venir licenziato dal team.

Lo scandalo più grande della storia della Formula Uno: il caso Piquet

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Nell’estate del 2009 la Fia inizia ad indagare sulle insolite circostanze incorse durante l’incidente di Nelson Piquet Jr. nel gran premio di Singapore della passata stagione. Il sospetto che aleggiava nella commissione dei giudici era che Briatore avesse ordinato al suo pilota di schiantarsi appositamente, al fine di favorire la vittoria del compagno di squadra Alonso.

L’esito delle indagini sembra piuttosto chiaro, tanto da convincere la federazione a citare in giudizio l’intera squadra per illecità emerse nella vicenda in questione.

Dopo essersi rifiutata di esprimersi sull’accaduto, la casa d’oltre Alpi decide di espellere il cuneese con effetto immediato, lasciandolo alle conseguenze delle sue decisioni.

Alla fine di una lunga serie di processi, Briatore viene radiato dalla categoria almeno fino al 2013, ma ciò sancisce fattivamente un addio definitivo al paddock.

L’arrivo dei problemi fiscali: la questione “Force Blue” e le accuse di truffe allo stato

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Il biennio 2009/2010 costituisce un vero e proprio periodo nero per il nostro protagonista, che nel Maggio 2010 si vede privato anche del suo mega yatch da parte della guardia di Finanza.

Dai controlli , infatti, emergono diversi mancati pagamenti all’agenzia delle entrate, per un totale di oltre 3 milioni di euro ( il necessario per pagare gli stipendi della nostra nuova scuderia). La cassazione lo condanna anche a 1 anno e mezzo di reclusione, sancendo la messa all’asta dell’imbarcazione.

Stranamente quest’ultima verrà acquistata nel 2020 da un certo Bernie Ecclestone, alla modica cifra di 7 milioni; tuttavia, circa un anno fa il tribunale di Genova ha assolto Briatore da tutti i suoi crimini, annullando qualsiasi misura presa precedentemente. Tutto è bene quel che finisce bene.

Piaciuto il pezzo? Aspetta il prossimo per scoprire la nostra line-up!

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