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Ferrari, un esordio da incubo

Al primo appuntamento della stagione, una Ferrari senza i favori dei pronostici delude, con Sainz quarto e Leclerc costretto al ritiro.

Chi bene comincia è a metà dell’opera, e la Red Bull con Max Verstappen sono ripartiti esattamente da dove ci avevano lasciati la scorsa stagione, non mancando all’appuntamento con la vittoria anche nella prima gara stagionale. Se da una parte c’è chi rispetta i pronostici, dall’altra, sulla sponda Ferrari, è venuto a mancare il raggiungimento del minimo sindacale. 

In qualifica, consci di una macchina dalla quale non si è ancora estratto tutto il potenziale, il distacco dai bibitari non è parso così mercato, ma non si può dire lo stesso di quanto accaduto in gara.

Al primo appuntamento della stagione, una Ferrari senza i favori dei pronostici delude, con Sainz quarto e Leclerc costretto al ritiro.

Sul circuito illuminato a giorno di Sakhir, la Ferrari, con Leclerc nel primo stint è riuscita a mantenere il ritmo di Perez (partito male) ma mai quello di Verstappen, con differenza di passo e gestione gomme tra le vetture sottolineato, oltre che dal gap cronometrico, dal fatto che le hard su Ferrari si siano deteriorate più velocemente che le soft su Red Bull.

Un primo esame da incubo per Ferrari (nel passo gara dietro anche ad Aston Martin), “coronato” dal ritiro di Leclerc per problemi di affidabilità. Un passo falso tale da non poter esser vero.

Con il tanto criticato “dobbiamo capire” di Binotto diventato “ho un quadro completo di ciò che si deve fare” detto da Vasseur la forma è cambiata, ma la sostanza per il momento no. Anche se il doppio pit stop rosso iniziale non può non aver fatto pensare ad un nuovo inizio nella gestione gara degli uomini del Cavallino. 

La scorsa stagione a causa della mancanza di affidabilità si è voluto puntare sulla vettura scesa un pista in Bahrein già dalla scorsa estate, difficile quindi credere che i motoristi di Maranello abbiano fallito la propria missione. Inoltre, dopo le dichiarazioni positive fatte a riguardo durante i test, nel dopogara Vasseur ha definito il guasto patito da Leclerc uno shock, in quanto mai verificatosi prima.

Con la speranza che non abbia intaccato definitivamente parti soggette a penalizzazione e che il guasto sia di facile risoluzione, si aspettano aggiornamenti già a Jeddah o al massimo a Melbourne.

Secondo il nuovo team principal con l’obbiettivo di migliorare la performance in qualifica, in quanto il passo gara sarà migliorabile con lavori sul set up e attraverso piccoli aggiustamenti. 

Quanto visto in questo primo weekend è quindi tutto da buttare? No, perché Ferrari, oltre ad avere uno straordinario Leclerc, non ha mostrato di temere le qualifiche e perché, anche la storia recente ci dice che un mondiale non potrà mai essere deciso dopo una sola gara, debacle comprese.

Nelle stagioni dove Ferrari è sembrata più promettente, il circuito del Bahrein non è mai stato un problema per la rossa. Nelle stagioni 2017 e 2018 arrivarono i trionfi di Vettel, nel 2019 Leclerc raggiunse il gradino più basso del podio solo in seguito a problemi alla vettura e dopo aver agguantato la sua prima pole position, mentre la scorsa stagione, la doppietta rossa ed i problemi Red Bull ingannarono le aspettative mondiali del popolo rosso. Insomma, vittorie che poi non hanno avuto riscontri sulla maggior parte delle altre piste in calendario, una speranza alla quale aggrapparsi, consci di come fino ai ritiri di inizio stagione 2022 Red Bull fosse sempre vicinissima a Ferrari, ad eccezione del dominio assoluto mostrato a Melbourne da Leclerc. 

Che gli uomini di Vasseur mettano le ali all’ultima creazione di Binotto, troppo brutta per essere vera…

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