Non ci sono solo centraline nella testa degli uomini di Maranello. Anche il problema del bouncing ha bisogno di essere affrontato.
Tra i tanti compiti che a Maranello devono fare prima di presentarsi a Jeddah non ci sono solo quelli riguardanti il degrado gomma e la centralina montata male sulla PU di Leclerc. Ferrari deve anche affrontare il problema del bouncing, del quale ne ha sofferto soprattutto Carlos Sainz e che non è da sottovalutare.
Certo, bouncing non è porpoising, ma affligge comunque la stabilità dell’auto e mina soprattutto la fiducia che ha il pilota nei confronti della monoposto. E non per ultimo, c’è anche il rischio di rovinare il fondo della vettura. Ecco perché è necessario lavorare anche su questo aspetto.
Bouncing da rivedere
Di questo problema ne ha parlato soprattutto Marc Gené al podcast F1 Nation. “Non è come il porpoising che abbiamo visto in passato” ha detto Gené, che ha sottolineato come sia stato Sainz, più che Leclerc, a soffrire di bouncing. “Ma è vero che Carlos ha sofferto di un po’ di bouncing. È un fenomeno fastidioso soprattutto per il pilota”.

Infatti, come dicevamo prima, il bouncing mina soprattutto la fiducia che un pilota ha nella propria monoposto, ed è un problema che può presentarsi anche in curva. Lo abbiamo visto con quel testacoda di Sainz in curva 9 durante i test del Bahrain. Quando la vettura “saltella” diventa difficile prevederne i movimenti e soprattutto se si avrà il giusto carico aerodinamico per fare la curva.
Dunque, il fenomeno diventa fastidioso soprattutto perché ostacola il pilota nella comprensione del vero limite della monoposto che sta guidando, obbligandolo ad andare “con più calma” facendogli però perdere tempo sul giro prezioso.
Il bouncing lo abbiamo visto, in misura minore, anche sulla vettura di Charles Leclerc, che però avendo un setup probabilmente diverso rispetto a quello di Sainz è riuscito forse ad attenuare il fenomeno. È dunque un problema della SF23 che in Ferrari saranno costretti giocoforza ad affrontare.
“Sono sicuro che è un qualcosa che il team dovrà affrontare” ha proseguito Gené.
Bahrain amaro
Il test driver di Ferrari, nonché commentatore tecnico per Sky Sport F1 Italia, ha poi tirato le somme sul primo GP dell’anno. “Per noi il podio sarebbe stato un buon risultato. Purtroppo non è arrivato, anche se la gara prometteva bene. Charles è sembrato andare bene anche sulle Soft, la mescola che consideravamo peggiore per noi”.

“Poi abbiamo montato le Hard e ci aspettavamo di essere competivi con questa mescola. E invece non è stato così, eravamo dispersi. Quello che abbiamo visto in gara non ha coinciso con quello che abbiamo visto durante i test”.
“Penso però che saremmo potuti salire sul podio con Charles, quello era il nostro obiettivo. Credo che avrebbe avuto il passo per farcela. C’è delusione per non essere riusciti a centrare il podio, sia con Charles che con Carlos” ha poi concluso lo Gené.
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