Mercedes, il tramonto di una dinastia?

Mercedes, il tramonto di una dinastia?

12 Marzo 2023 0 Di Aurora Lunari

Tutte le dinastie sono destinate a cadere, no? È quello che è successo alla Mercedes a partire da Abu Dhabi 2021.

C’è qualcosa di estremamente “romantico” in queste parole. Sembra il racconto storico di una guerra tra due regni, in cui la vittoria di uno porta al declino dell’altro. Beh, metaforicamente parlando, una “guerra” c’è stata; c’era un Re con il suo esercito e un nemico che voleva espropriargli il trono. Chiaramente non c’erano cavalli, ma monoposto e, le armi, erano le abilità dei piloti, aiutate da strategie azzeccate e, perché no, trucchetti poco leali.

Sta di fatto che, dopo anni, Lewis Hamilton, il Re che nessuno osava più sfidare; colui che ha vinto più di tutti e riscritto le pagine della storia, è stato deposto. Ora il regno è di qualcun altro e, si chiama Max Verstappen.

Così la dinastia anglo-tedesca è caduta. Regna ora quella austro-olandese.

Inizio di stagione da dimenticare, le parole di Simon Lazenby

Perdere contro una team cliente è qualcosa di spaventoso“, ha dichiarato Simon Lazenby, presentatore principale della Formula 1 per Sky Sports.

Infatti Mercedes è in una “fase di transizione“, ha continuato il presentatore canadese; alludendo al tentativo del team di Brackley di riscattarsi dalla passata stagione. Inoltre il tutto è condito dal tentativo di sanare la perdita di personale, di soggettivi da sempre chiave nell’organizzazione Mercedes.

Dunque hanno stupito fino ad un certo punto il quinto e settimo posto, rispettivamente di Lewis Hamilton e George Russell. Quello che è stato un fulmine a ciel sereno (sereno si fa per dire), è stato il podio dell’Aston Martin con Fernando Alonso; per non parlare del sesto posto di Lance Stroll, rientrato a dodici giorni da un intervento chirurgico, che correva con ancora delle viti in corpo.

Insomma, un inizio da dimenticare e, anche alla svelta.

Tutte le dinastie sono destinate a cadere, no? È quello che è successo alla Mercedes a partire da Abu Dhabi 2021.

Non c’è da stupirsi che lo stesso Toto Wolff abbia descritto la gara come “Uno dei giorni peggiori“, riflettendo sulla sconfitta inflitta a Mercedes “da un team cliente al team principale“, come ha sottolineato Lazenby.

Tuttavia, se da un lato Lazenby comprende la frustrazione del tp Mercedes, dall’altro è leggermente perplesso circa l’idea di Mercedes di abbandonare l’attuale monoposto, per muoversi in un’altra direzione. Secondo Lazenby, infatti, avrebbe più senso attendere fino ad Imola prima di prendere decisioni così drastiche.

Pertanto sembra evidente che il duo Wolff-Hamilton stia terminando la pazienza.

La fine di un’era

È fin troppo evidente la netta differenza tra la situazione attuale di Mercedes e i loro sensazionali successi tra il 2014 ed il 2021.

Lazenby li ha definiti come un team “in transizione“, a causa della grande predita di nomi importanti tra l’organico in questi ultimi due anni. Un nome su tutti? James Vowles, ex capo della strategia; l’incubo del buon Bottas con la sua frase lapidale “Valtteri, it’s James“. Volwes, infatti, si è inaspettatamente dimesso dal suo ruolo, per ricoprire quello di team principal in Williams. Per non parlare di Andy Cowell, James Allison e una quindicina di ingegneri passati in Red Bull.

Tutte le dinastie sono destinate a cadere, no?” ha affermato Lazenby, “È quello che è successo a Mercedes“.

Tuttavia, resta una cosa ancora da dire; parliamo di un team che ha vinto otto mondiali consecutivi, impensabile che dall’oggi al domani abbiano perso il loro smacco. Certo, hanno intrapreso una strada sbagliata, ma un team così ritrova sempre la retta via; risorge dalle proprie ceneri come una fenice.

E, a guidarlo, c’è il team principal più carismatico del paddock, quello più “cattivo”ed enigmatico. E non è solo. Con lui il fedele compagno; colui che ha reso grande Mercedes. Una pilota che ha vinto l’inimmaginabile e, non smette di avere fame di vittorie; colui che vuole prendersi ciò che gli è stato tolto in una notte costellata di polemiche. Mai dare Mercedes per vinta.

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