Il Team Principal della Ferrari ha giustificato le scelte strategiche della squadra, nonostante la frustrazione di Sainz a riguardo.
La rabbia di Carlos
Il pilota spagnolo, infatti, si è alterato quando il muretto ha deciso di richiamarlo ai box al giro 33, per difendere la posizione su Lewis Hamilton.
Sainz si è espresso così in un team radio: “Questo è esattamente ciò di cui vi avevo parlato”, quando ha visto di esser rimasto dietro Esteban Ocon.
Il suo ingegnere di pista, Riccardo Adami, cerca di tranquillizzarlo: “Ci siamo fermati per coprire Hamilton, che ci avrebbe superato con l’undercut”, gli dice.
Carlos, totalmente annebbiato dalla foga, risponde così: “Non mi interessa niente di Hamilton”.

Il pilota numero 55 si è poi scusato con la squadra, ammettendo che ha sbagliato a lasciarsi trasportare nei team radio.
Frédéric Vasseur ha difeso la scelta della squadra, ritenendo la minaccia del sette volte campione del mondo troppo grande per lasciare fuori lo spagnolo.
“Penso che sia stata una buona strategia perché dovevamo evitare di perdere la posizione su Lewis“, ha detto.
“Le posizioni in pista qui sono fondamentali. Probabilmente sarebbe stato meglio allungare, ma in questa situazione credo sia stata una buona scelta”.
Ancora errori al muretto?
Prima dell’arrivo della pioggia, la squadra ha deciso di fermare Leclerc dopo che il monegasco stava soffrendo sul set di gomme hard con cui aveva corso dall’inizio della gara.
Probabilmente questo pit stop è stato attuato per evitare un possibile undercut da parte di Gasly e Russell, che invece hanno aspettato che la pista si bagnasse per montare direttamente le intermedie.
Anche in quella fase di gara, il team di Maranello è stato l’ultimo a far entrare i propri piloti ai box per montare le gomme da bagnato.
Proprio in quel giro in più, Sainz ha commesso un errore alla curva 5, che gli ha fatto perdere la posizione anche sul compagno di squadra, ritardando le tempistiche del proprio rientro ai box.

La scelta attendista è stata giustificata dallo stesso Charles. Si poteva ottenere un risultato migliore con più reattività? Non lo sapremo mai.
Quel che sappiamo è che sulla gestione di situazioni incerte c’è ancora molto da lavorare.
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