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Ferrari, l’eterno ritorno dell’anno che verrà

Per Ferrari a Barcellona cambio radicale nell’estetica della vettura, ma ai soliti problemi se ne aggiungono di inaspettati. E continua a piovere sul bagnato…

Gli occhi di Leclerc, la gestualità e la voce dell’asso monegasco nel dopo gara. Basterebbe questo per capire lo stato d’animo di chi la Ferrari la vive come una fede, per capire cos’è la Ferrari oggi.

A Barcellona la Scuderia di Maranello ha portato le famose nuove pance in stile Red Bull. Un addio ad un tratto distintivo della F1-75, al bello che ci ha fatto sognare ma che ora viene abiurato. Una svolta necessaria, perché la SF-23 è impantanata, bloccata forse da una gestazione caotica, da un cambio ai vertici GeS durante l’inverno, dell’impossibilità da parte di Ferrari di costruire una vettura che possa lottare per il mondiale, magari dominandolo come ai vecchi tempi.

Per Ferrari a Barcellona cambio radicale nell'estetica della vettura, ma ai soliti problemi se ne aggiungono di inaspettati. E continua a piovere sul bagnato...

Fermata da errori, dalla pressione, da un meccanismo che non riesce a sbloccarsi, ma che in fondo, non è nient’altro che un eterno ritorno al nulla.

Si inizia una nuova stagione con le aspettative migliori, ma dopo una manciata scarsa di gare, si sta già cercando di capire cosa non va per essere pronti al meglio per la stagione che verrà. 

Ferrari sta affrontando certamente una nuova ristrutturazione, ma parlare di fiducia è veramente difficile. 

Un cantiere aperto, una definizione da troppo tempo legata alla GeS Ferrari, ma che sembrerebbe descrivere al meglio la situazione a Maranello. Anche se manca ancora qualcosa, perché la direzione tecnica del cantiere ancora non c’è, e nonostante qualche nuovo nome, unito a nuove nomine dopo uscite più o meno pesanti, chi lavora e progetta sono sempre le stesse persone. 

Forse in Ferrari manca una direzione solida, che sappia prendere le decisioni giuste (aspetto assolutamente non banale in un mondo che corre sul filo del decimo di secondo) e che mostri solidità. 

Dopo un weekend che non aggiunge nulla di nuovo alla desolante stagione 2023, e che anzi, ci ha mostrato altri imprevisti negativi, sembra sempre più una missione impossibile quella di Vasseur. 

Resta di buono la capacità di Ferrari di mettersi in discussione, la scelta di Vasseur di cambiare e provare a seguire la filosofia introdotta da Red Bull. Per alcuni un sacrilegio, ma forse è solo la presa di coscienza che certi cambiamenti bisogna affrontarli senza remore. 

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