James Vowles, Team Principal Williams, difende il fondo della FW45 sostenendo che la prospettiva delle immagini inganni lo spettatore.
Gli utlimi due Gran Premi, rispettivamente Monaco e Spagna, hanno regalato non poche sorprese agli amanti della tecnica in Formula 1. Approfittando dei frequenti incidenti e delle rispettive operazioni di messa in sicurezza, infatti, i fotografi a bordo pista hanno potuto immortalare con i propri obiettivi l’elemento più interessante delle moderne monoposto ad effetto suolo, ossia il fondo.
La varietà di fotografie emerse dai precedenti due appunamenti ha consentito di realizzare delle comparazioni tra i fondi di vetture differenti – soprattutto per quanto riguarda i tre top team (Red Bull, Mercedes e Ferrari) – con lo scopo di mettere in evidenza le principali differenze tra le varie soluzioni aerodinamiche ed ipotizzare possibili filosofie di sviluppo.
Non manca all’appello nemmeno Williams che, pur non essendo un top team, ha ugualmente saputo far puntare i riflettori su di sé. La FW45 incidentata di Logan Sargean ha infatti catturato l’attenzione non tanto per le sue soluzioni inoovative ed inedite, quanto piuttosto per la sua eccessiva semplicità se paragonato ai fondi di cui sopra. È triviale sottolineare che il confronto derivante è impietoso: il fondo montato dalle due Williams FW45 è di gran lunga più semplice rispetto quello montato dai tre top team, il che ha suscitato l’ilarità di una generosa fetta di pubblico.
Le parole di Vowles
Il Team Principal della scuderia di Grove, tuttavia, non ha esitato a difendere la bontà del proprio progetto, sostenendo che gran parte delle differenze siano dovute ad una prospettiva ingenerosa.
“Questo fine settimana sono state scattate alcune foto al nostro fondo dopo che Logan è andato fuori pista nelle FP3 e ovviamente sono state subito confrontate con quelle dei nostri concorrenti scattate qualche settimana fa. Una cosa che penso di dover sottolineare è che tutto ciò risulta un po’ ingannevole. La foto della nostra vettura si focalizza molto sulla rampa del diffusore posteriore, a differenza delle altre che invece si concentrano maggiormente sulla parte centrale del fondo dove, entro i regolamenti, puoi effettivamente aggiungere più dettagli“.
L’ingegnere britannico ha però proseguito l’intervista ammettendo l’inferiorità della propria monoposto rispetto le proposte dei tre top team. “Detto ciò, è chiaro che ci mancano parecchi dettagli rispetto ai nostri concorrenti. Ma non c’era bisogno delle foto del fondo per rendersene conto, lo si può vedere anche dai tempi sul giro“.
Il punto dopo il GP di Spagna
Parlando del fine settimana spagnolo, che ha visto entrambe le Williams finire fuori dalla zona punti per la sesta volta consecutiva, Vowles ha poi fatto notare come la mancanza di competitività non sia stata una vera e propria sorpresa per i tecnici del team di Grove.
“Barcellona è una pista più normale rispetto quelle di inizio stagione, dove abbiamo visto molti circuiti cittadini. È anche un circuito che richiede molto carico aerodinamico, con un’efficienza completamente diversa da quella di cui avevamo bisogno per le prime cinque o sei gare del campionato. In genere i team possono scegliere tre principali livelli di carico aerodinamico dell’ala posteriore – una sorta di grande, medio, piccolo. Barcellona rientra nella categoria delle piste con grandi livelli di carico e non si adatta alle caratteristiche della nostra monoposto” ha affermato in conclusione Vowles.




