In Austria arriva la conferma: quanto mostrato da Ferrari in Canada non è stato solo un fuoco di paglia.

Ferrari, in Austria la conferma che qualcosa è cambiato

In Austria arriva la conferma: quanto mostrato da Ferrari in Canada non è stato solo un fuoco di paglia.

La strada è quella giusta, Vasseur ed i suoi sono riusciti rendere la SF-23 una vettura in grado di agguantare il podio. Certo, Red Bull ed i suoi restano un miraggio, ma nonostante gli aggiornamenti portati anche da Mercedes ed Aston Martin, ora è Ferrari la seconda forza in pista.

Quello visto nel weekend austriaco è stato un quadro abbastanza importante della Rossa di Maranello, performante e concreta sull’asciutto, ma non ancora pronta alle condizioni di misto del sabato.

In Austria arriva la conferma: quanto mostrato da Ferrari in Canada non è stato solo un fuoco di paglia.

Al netto della lunghezza del Red Bull Ring, che ridimensiona i distacchi delle qualifiche, sull’asciutto Leclerc e Sainz si sono mostrati veloci fin dal venerdì. Lo spagnolo, che è parso più sul pezzo rispetto al proprio compagno per tutto il fine settimana, ha pagato forse troppo il colpo di reni dato nel Q3 del venerdì da Leclerc. 

Ma la gestione Vasseur sta prendendo sempre più forma, e l’ordine di mantenere le posizioni ad inizio gara ne è la prova. Scelta additata come ingiusta o come una presa di posizione non necessaria da parte del muretto, ma al netto di tutto, credo che questo tipo di chiarezza gestionale, anche in sfide non titolate, serva a preparare il team in vista di quando i punti avranno un peso diverso. Giro veloce di Verstappen docet.

Nonostante il doppio pit stop lento a causa di problemi con il cambio gomme all’anteriore sinistra e le penalità per track limit inflitte a Sainz, la Ferrari vista allo Spielberg è stata una Ferrari ordinata, conscia dei propri problemi, ma finalmente pronta ad affrontare il futuro nella maniera migliore. 

I risultati della pista mostrano una Ferrari che sta uscendo dal caos arrivato a Maranello con la tristemente nota direttiva tecnica 39. Troppo poco rispetto al vantaggio di Red Bull sul resto della griglia, ma un primo passo fondamentale per una scuderia che sembrava persa tra dichiarazioni e risultati che non sono mai arrivati. 

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