F1 | Analisi Telemetria – Qualifiche Austin: magia di Leclerc con margine. E all’ultima curva…

F1 | Analisi Telemetria – Qualifiche Austin: magia di Leclerc con margine. E all’ultima curva…

21 Ottobre 2023 0 Di Nicola Cobucci

Charles Leclerc ha conquistato la Pole Position del Gran Premio degli Stati Uniti. Il pilota monegasco è stato autore di una grande qualifica, ma si è tenuto anche del margine nell’ultimo settore per evitare di incorrere nei track limits. Analizziamo insieme la telemetria.

Margine. Quello che ha fatto la differenza tra l’essere in Pole Position e l’essere in P6. Per maggiori informazioni chiedere a Max Verstappen, che pur di conquistare la partenza al palo ha commesso un errore “alla Perez”. Il pilota olandese si è regalato una domenica più movimentata del solito, che non può che non far piacere agli appassionati.

Chi alla pole ci ha pensato ma si è tenuto comunque qualcosa in tasca è stato Charles Leclerc. Domenica sarà sicuramente un’altra storia, ma nel frattempo il monegasco regala alla Ferrari e ai suoi tifosi un sabato di trepidante attesa.

Disclaimer

L’analisi si basa sui dati telemetrici estrapolati grazie ad un software interno di Fuori Pista, ed il periodo di campionamento è di circa 14 metri. Pertanto, i dati non possiedono un’elevata precisione, ma sono sufficientemente accurati per trarre alcune interessanti conclusioni. Si consiglia di zoomare sulle immagini della telemetria per una lettura migliore.

Confronto Leclerc – Verstappen

Charles Leclerc ha conquistato la Pole Position del Gran Premio degli Stati Uniti. Il pilota monegasco è stato autore di una grande qualifica, ma si è tenuto anche del margine nell’ultimo settore per evitare di incorrere nei track limits. Analizziamo insieme la telemetria.

5 millesimi separavano Charles Leclerc e Max Verstappen poco prima che la direzione cancellasse il giro veloce del pilota olandese. Nessun dubbio sul track limit del pilota Red Bull, che i più attenti avranno notato anche ad occhio nudo durante la diretta. Interessante notare come, nonostante la minima differenza, i due piloti costruiscano il proprio giro in modo diverso, sfruttando le caratteristiche e i punti di forza della vettura.

Nonostante una RB19 più alta terra del solito (le piste sconnesse sono forse l’unico vero punto debole di questa vettura), Verstappen riesce comunque a confermare una importante superiorità nelle curve veloci.

Nello Snake del primo settore non c’è storia, con Verstappen che in curva 6 rifila 22 km/h a Leclerc. Il monegasco è bravo a difendersi nella prima del complesso di curve veloci e in generale nel primo settore, un settore che Ferrari soffre particolarmente: è più veloce nei rettilinei, complice una vettura più scarica, negli allunghi e in trazione. Insomma, è la solita Ferrari.

Leclerc è poi più veloce di Max nel curvone con 4 punti di corda, ridefinito da Gené in telecronaca come “la curva 8 di Istanbul specchiata”, in cui guadagna sull’olandese 6 km/h.

All’inizio dell’articolo abbiamo parlato di margine. Ed è quello che si è preso Leclerc nell’ultima curva, non prendendosi nessun tipo di rischio. Forse mostrandosi anche fin troppo prudente. Il monegasco paga 31 km/h nei confronti di Verstappen. Avete letto bene. 31 km/h. In una curva del genere è praticamente impossibile prendere un tale distacco di pura prestazione, infatti Leclerc rispetto al primo tentativo fatto segnare in Q3 perde all’incirca due decimi. Tutto sommato, una buona Ferrari, che ancora una volta nei weekend Sprint dimostra di saper partire con un ottimo assetto di base.

Situazione in casa McLaren e Mercedes

Per comodità abbiamo paragonato i giri di Lando Norris e Lewis Hamilton con la Pole Position di Charles Leclerc.

Charles Leclerc ha conquistato la Pole Position del Gran Premio degli Stati Uniti. Il pilota monegasco è stato autore di una grande qualifica, ma si è tenuto anche del margine nell’ultimo settore per evitare di incorrere nei track limits. Analizziamo insieme la telemetria.

Onor del merito a Lando Norris, che ha risollevato una McLaren apparsa anonima fino all’ultimo run del Q3. Con il colpo di coda nel finale, il pilota inglese diventa il rivale più accreditato di Verstappen per la vittoria di domenica.

La McLaren non è così malvagia nei rettilinei e negli allunghi, confermando i progressi fatti in termini anche di efficienza. Questo fa ben sperare soprattutto in ottica 2024. Una vettura che ricorda comunque i comportamenti della RB19.

Infine Mercedes, con un Hamilton in lotta per la Pole che è mancato sul più bello. La “Diva”, così è stata denominata la W14, è sembrata rinvigorita dal nuovo fondo portato in terra texana. Hamilton paga un decimo nell’ultimo settore: questo fa riflettere sul fatto che la vettura arrivasse all’ultimo settore con delle gomme in condizioni peggiori rispetto agli avversari.

Una Mercedes molto buona nei primi due settori, che paga ancora qualcosa in termini di efficienza: Hamilton è il più lento tra i 4 top team con i suoi 322 km/h contro i 327 di Leclerc, i 326 di Norris e i 325 di Verstappen.

La gara si apre a tante interpretazioni: Ferrari, McLaren e Mercedes potrebbero lottare per i due gradini del podio alle spalle di Max? Oppure riusciranno a dare qualche grattacapo al leone olandese?

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