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Jim Clark e l’impresa a Monza 1967

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L’Indimenticabile gara dello scozzese volante al Gran Premio di Italia 1967

Settembre 1967, Monza. Lo scenario perfetto della F1 classica. Straordinaria performance di Jim Clark alla guida della sua Lotus 49. Macchina che ha rivoluzionato la F1 col telaio monoscocca e le ale laterali. Il tracciato impegnativo di Monza, con le sue curve veloci e i rettilinei infiniti, mise a dura prova tutti i piloti e tutte le vetture. Il Gran Premio è stato caraterizzato dalla alta temperatura a cui le macchine non erano abituate. La qualifica va perfettamente per lo scozzese volante che stampa un 1’28″5 e oltre 233 km/h di media.

Dopo la partenza Jim Clark si trova in prima posizione e tutto può condurre a una facile vittoria. Ma dal 10° giro il suo gap con gli avversari si assottiglia. Il suo avversario Jack Brabham nota che la sua gomma si sta afflosciando sempre di più e fa di tutto per farlo notare a Clark. Nel tentativo Brabham rischia un incidente. Altri piloti in un’altra era caratterizzata da sportività e divertimento, dove i piloti e le scuderie correvano principalmente per divertimento, non per soldi. Al 13° giro Jim entra ai box. Tutti lo doppiano, ma lui non si arrende.

Jim clark, lo scozzese volante, a Monza

La rimonta di Clark

In pochissimi giri è già undicesimo: sta volando. Ogni giro è più veloce. Stampa tempi da qualifica, migliorando addirittura quello che ha fatto il giorno prima. La sua rimonta non si ferma e passato il suo compagno di squadra Baghetti si ritrova davanti Icks e Hill. Li passa facilmente. Ora è sul podio. Mancano solo i primi due. Una volta raggiunti li passa in un giro. La folla brianzola è in delirio. Un impresa così mai si era vista e Clark, in una gara in qui si sdoppiato da tutti e poi li ha passati, sta prendendo molto vantaggio.

Tutto fila liscio finchè nel penultimo giro la macchina inizia a singhiozzare e causare problemi. Alla curva Ascari del giro dopo l’auto rallenta ancora e la benzina sembra finita. Brabham e Surtees lo passano e concludono 1° e 2°. Dopo 40 secondi di agonia Clark conclude terzo. Alla fine si è scoperto che non è stato un problema dell'”oro nero” ma dell’auto: non pescava più i tre litri rimasti. Questa “vittoria” fece impazzire i tifosi italiani, nella speranza che Jim Clark andasse in Ferrari. Questo fu semplicemente lo “scozzese volante”.

Jim clark, lo scozzese volante

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