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Clark e Hill, la storica rivalità negli anni ’60

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Due piloti, due talenti pronti a darsi battaglia per quasi un decennio. Ecco la storia degli anni ’60, ecco la storia di Jim Clark e Graham Hill

Jim Clark

Clark fu un pilota scozzese nato nel 1936. Alle sue origini si intravede una famiglia ricca di agricoltori. Il suo destino, però, non era quello di zappare la terra ma quello di guidare. Il suo stile di guida si basava semplicemente sullo spingere: in qualifica portava l’auto al limite già dal primo giro e se il tempo era abbastanza buono rientrava ai box e non faceva altri giri, assicurandosi la pole. In gara, invece, spingeva dal primo istante, spesso migliorando il suo stesso giro fatto in qualifica e spesso portando talmente tanto al limite l’auto causava problemi di affidabilità. Per questo fu sopprannominato “lo scozzese volante

Graham Hill

Pilota inglese, nato nel 1929. Sin da piccolo fu un simpatico ribelle. Quando entrò in marina si fece crescere i baffi, il suo futuro marchio di fabbrica. In strada era uno spericolato, ma non con le auto, bensì con le moto. Fece, infatti, un incidente che gli rese una gamba più corta dell’altra. Fu un talento puro: quando entrò nel team esordiente Lotus non doveva fare il pilota, ma il meccanico. Tutto questo nonostante gli avessero tolto la patente a 23 anni.

Si presentò in F1 con questa frase: “Sono un artista, la pista è la mia tela, la macchina il mio pennello”

Clark e Hill, la storica rivalità negli anni '60

La storica rivalità

Hill iniziò la sua carriera in F1 a trent’anni. Le prime prestazioni furono molto deludenti: faceva fatica a portare, sia punti, sia l’auto a casa: nella prima stagione non fece punti e concluse solo quattro gare. Colin Chapman, proprietario della Lotus, aveva bisogno di un pilota forte e costante e decise di sostituire Hill con Clark. Hill fu costretto ad approdare alla BRM. “La proposta della BRM fu un lampo meraviglioso nel mio grigiore quotidiano. Vivevo nel mondo delle corse” . Dichiarò Hill quando ricorda quel periodo “Eppure mi annoiavo; avevo perso anche il mio solito humor”.

Il 1960 e il 1961 furono anni di approdamento e abituamento alla F1. Entrambi i piloti si dimostrarono veloci e affidabili, anche se con macchine lente. Dopo lo sbancarotta della Ferrari nel 1961 la Lotus e la BRM trovarono ottime prestazioni nel 1962. I piloti si dimosrarono all’altezza e dopo le prime cinque gare si trovavano a 1 punto di distanza. Dopo un breve allungo di Hill i due si trovano all’ultima gara a decidersi tutto. Clark vola e Hill non brilla. Tutto va a favore dello scozzese, che però, a metà gara, rompe il motore. Campionato buttato e vittoria di Hill.

Nel ’63 la lotta sembra ancora aperta ma Clark, dopo la rottura al motore nella prima gara, stravince con 7 gare su 9. Il titolo è suo. Nel ’64 la lotta sembra essere ristabilita e Clark si riconferma il fulmine mentre Hill il costante. Nella lotta però si aggiunge Surtees. Quest’ultimo non è all’altezza dei due campione del mondo ma, grazie a problemi tecnici degli avversari, vince il titolo all’ultima gara.

Nel 1965 Hill si vuole rifare a tutti i costi. Nonostant ciò Clark salta una gara per partecipare alla 500 miglia di Indianapolis (gara che vince) e, una volta tornato pieno regime, distrugge tutti e stravince il titolo iridato. Jim Clark è stato l’unico pilota a vincere Indianapolis e il mondiale nello stesso anno.

Clark e Hill

Il ’66 e il ’67 saranno anni difficili per i due campioni. Brabham e Hulme saranno i principali combattenti. Nonostante le difficoltà nel 1967 i due diventano compagni di squadra e divertiranno molto il pubblico (soprattutto quello italiano a Monza).

Nel 1968 i due tornano a battagliarsi, anche se nella stessa auto. Solo che, in una gara di F2 (allora i piloti partecipavano a più categorie), Jim Clark perse la vita in un terribile incidente. A fine dell’anno vinse Hill.

Finita una storia e finiti 8 anni di rivalità tra Clark e Hill. Nel 1975 Hill raggiungerà Clark per un incidente aereo. Il pilota non riuscirà nemmeno a vedere suo figlio, Damon Hill, vincere un mondiale di F1.

Sicuramente è stata un’ottima rivalità, dura e onesta, in un tempo in cui i piloti rischiavao di mettere a muro le auto solo per avvisare agli avversari che la loro gomma era bucata. Un periodo di amicizia, con tanta passione e poco business. Questa è stata la storia di due protagonisti della loro epoca: Clark e Hill.

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