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Verstappen in Mercedes nel 2014: se fosse stata realtà? | Parte 1

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Cosa sarebbe cambiato alla carriera di Verstappen se nel 2014, alle trattative con Mercedes e Red Bull, avesse scelto la scuderia di Brackley?

È il 2014, l’era turbo-ibrida ha appena avuto inizio in Formula 1 e Mercedes sta iniziando il suo ciclo di dominio che durerà fino al 2020. Nel paddock però due top team si stanno dando battaglia per accaparrarsi un talento spaventoso, ma molto grezzo, ancora da limare per portarlo al successo mondiale.

Stiamo parlando del tre volte campione del mondo Max Verstappen, all’epoca fresco vincitore dell’Euro Series KZ1 e della Master Series KZ2 sui kart. Il pilota olandese era considerato da tutti gli addetti ai lavori un vero e proprio talento generazionale, uno di quelli che capitano una volta ogni dieci anni se non più.

Mercedes e Red Bull lo notano e restano stupite dalle capacità del ragazzo, quel cannibale assetato di vittoria che non voleva lasciare nemmeno le briciole agli avversari. L’anno 2014 diventa così una vera e propria guerra tra i due team per mettere sotto contratto Verstappen.

Helmut Marko crede in Verstappen e offre un contratto monstre

A Luglio sembrava tutto fatto per la firma dell’olandese con l’Academy delle Frecce d’Argento, ma Red Bull, precipitatasi con un’offerta che gli assicurava un posto in Formula 1 già dall’anno seguente nella scuderia satellite, ha bruciato ogni possibilità di Mercedes di portarsi a casa Max.

Verstappen approda in Toro Rosso nel 2015

Lo stesso anno, Verstappen debutterà in tre sessioni di prove libere ancora minorenne. Prima a Suzuka, poi ad Austin e infine ad Interlagos con una prestazione sontuosa.

Dal 2015 Verstappen si mette in mostra nel Circus, prima con Toro Rosso, con cui verrà insignito del premio come miglior rookie, poi dal 2016 con il team ufficiale Red Bull con cui conquisterà la vittoria al debutto in Spagna.

Da lì in poi sarà una continua ascesa per il pilota olandese, anche se sarà oggetto di molte critiche per il suo stile di guida aggressivo e per i molti incidenti in pista. Tutto ciò però non lo ferma, lui continuerà a spingere alla morte, fino ad arrivare al pilota che conosciamo oggi, tre volte campione del mondo e capace di dominare un’intera griglia grazie all’intesa con la squadra e con il suo ingegnere di pista Gianpiero Lambiase, che rappresenta un pilastro fondamentale della sua carriera.

Ma ora il dilemma è un altro, ed è tutt’altro che semplice. Se Mercedes fosse riuscita a portare Max Verstappen sotto la sua ala, come sarebbe cambiata la carriera del pilota olandese, tanto conteso quanto discusso?

Verstappen e Toto Wolff nel paddock

Ci tengo a ricordare che questa è una storia completamente immaginata, sentitevi liberi di immaginare altri scenari e nel caso scriverli nei commenti. Detto questo andiamo a scoprire questo universo parallelo!

2014: Verstappen mette la firma sul contratto Mercedes e approda in GP2

È il momento cruciale, quello per cui la scuderia di Brackley ha tanto lottato contro Red Bull, forte anche di un appoggio di Niki Lauda. Verstappen ha firmato con Mercedes, legandosi alla squadra anglo-tedesca per due anni a partire dal 2015. In Formula 3 intanto Max conquista il terzo posto in classifica con 10 vittorie stagionali, confermando tutte la aspettative riposte in lui.

La prima stagione da pilota Mercedes, Verstappen la passa in GP2 a fianco di Stoffel Vandoorne nella ART Grand Prix come pilota titolare, bruciando la concorrenza di Nobuharu Matsushita, fresco campione della Formula 3 giapponese.

La ART diventa la “bestia nera” per qualunque squadra della GP2 grazie ad una line-up di altissimo livello e prospettiva. Ai test la scuderia francese si posiziona subito benissimo, con Verstappen che tiene costantemente un distacco molto ridotto dal compagno di squadra, allineandosi anche ai tempi di Pierre Gasly sulla DAMS.

La ART Grand Prix di Verstappen

Alti e bassi alle prime gare in GP2

Arriviamo al primo Gran Premio stagionale in Bahrain, in cui la promessa olandese inizia a far vedere fin da subito di che pasta è fatto: prima fila dietro solo a Pierre Gasly, staccando Vandoorne di 2 decimi in qualifica. La prima gara però si rivela più ardua del previsto per Verstappen, che a causa di un duello con il pilota francese della DAMS in curva 1 perde 5 posizioni, trovandosi costretto a rimontare dalla settima posizione.

Conclude Gara 1 comunque in P4, mostrando una qualità invidiabile sul sorpasso, grazie anche a papà Jos che gli vietava di passare sul dritto per affinare le sue abilità in curva. Gara 2 invece è in discesa per Max: si mette subito al comando con una strenua difesa su Vandoorne nei primi due giri anche se con delle manovre al limite. Il suo compagno però non le manda a dire, si apre via radio con un messaggio per il muretto che distinguerà poi l’intera carriera di Verstappen: This guy is going to break our cars in two ******* pieces”.

Il primo weekend di Verstappen si conclude comunque con la vittoria di Gara 2 con il giro veloce, collezionando complessivamente 35 punti e mettendosi in testa al campionato, staccando Gasly di tre punti.

I due weekend successivi però non regalano scintille per Max, che porta a casa un solo podio in seconda posizione in Gara 2 a Barcellona. Ciò che fa storcere più il naso è però l’errore in qualifica a Montecarlo, dove il pilota ART sbatte sulle barriere interne della chicane delle Piscine, andando a finire la sessione sul muro esterno in uscita. Verstappen si trova così a retrocedere in quarta posizione nel campionato, a -22 punti dalla vetta, occupata al momento da Alexander Rossi.

La prima doppietta spettacolo di Verstappen in terra nemica

Red Bull Ring, la casa di chi ha perso la lotta con Mercedes per accaparrarsi il talentino olandese. Max è deciso, vuole far vedere tutte le sue qualità dopo due weekend non straordinari.

Le qualifiche sul bagnato diventano una vera e propria incognita, con il box ART in apprensione per le prestazioni di Verstappen. La promessa olandese però entra in trance e stampa un tempo pauroso: 1’16″041, rifilando la bellezza di 9 decimi a Rossi, secondo classificato. Pura gioia nel box, che si prepara a vedere il weekend della consacrazione.

Gara 1 è un dominio assoluto, Verstappen cala l’hat-trick in scioltezza (vittoria, giro veloce e tutta la gara in testa), mettendosi già in testa al campionato grazie anche al ritiro di Rossi a causa di un problema idraulico.

Ma è Gara 2 l’appuntamento che fa cadere la mandibola a tutti. Max parte ottavo come previsto dalla griglia invertita, ma a quanto pare a lui non interessa, quel weekend doveva essere solo suo. In 3 giri si trova già in P3, mentre nei giri successivi sorpassa sia Gasly che Mitch Evans, arrivando in testa quando mancano 4 giri alla fine. La vittoria è scontata ormai, Verstappen taglia il traguardo da vincitore e regala una doppia gioia alla ART, che può contare anche una Bella P3 di Stoffel Vandoorne.

Toto Wolff, a fine gara della GP2, ai microfoni della BBC dichiara: “È bello mostrare ai nostri rivali cosa si sono persi, siamo certi che oggi andranno a casa con gli incubi. Verstappen deve continuare così per prendere ciò che gli abbiamo promesso”. Il paddock infatti vocifera di un sedile Williams pronto per Max nel 2016 se le sue prestazioni in GP2 dovessero essere all’altezza per tutta la stagione.

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Fermate l’Olandese Volante, non si vede più!

Dopo la doppietta austriaca, Max si trova con 8 punti di vantaggio sul secondo in classifica. Il prodigio olandese non si fa pregare e nei successivi Gran Premi, da Silverstone fino a Sakhir colleziona 5 vittorie e 4 podi in 12 gare totali, confermandosi alla testa della classifica con un larghissimo distacco di 41 punti da Vandoorne, che occupa il secondo posto.

Le prestazioni di Cannibal Max, così lo chiamano nel paddock, sono incredibili ma allo stesso tempo al limite dell’accettabile se guardiamo i duelli corpo a corpo. Sul giro secco è fortissimo, stampa 4 pole in 6 sessioni di qualifica, ma nelle lotte ravvicinate è aggressivissimo, confermato anche dal fatto che a Spa-Francorchamps ha preso una penalità di 10 secondi per aver messo nel muro Rio Haryanto in un tentativo di sorpasso a Les Combes. I piloti in griglia sono visibilmente contrariati dal comportamento di Verstappen: c’è chi lo definisce “un killer senza scrupoli”, chi come il suo compagno di squadra “una pressa su 4 ruote” a causa della sua tendenza a portare gli avversari verso il muro.

Nulla è ancora deciso…

Siamo ad Abu Dhabi, l’ultimo appuntamento stagionale per decidere chi verrà incoronato campione della GP2 per la stagione 2015.

Verstappen è ovviamente il favorito visto l’enorme distacco da Vandoorne, ma fino a che la matematica non decreterà la fine del campionato il belga ci vuole credere.

Partono le qualifiche: Verstappen si mostra molto in difficoltà, mentre il suo compagno di squadra sembra poter lottare per la pole position. La sessione è tiratissima e per Vandoorne la pole serve come il pane; all’ultimo tentativo stampa il tempo migliore che lo porta a conquistare la P1, portando così il distacco a -37 punti.

Ai media il pilota belga si mostra deciso a correre ogni rischio necessario per vincere il campionato, dichiarando guerra aperta a Max Verstappen. “La pole è solo un passo verso il grande obiettivo. [Max] deve capire che non corre da solo, lo farò soffrire fino alla fine”.

È tutto pronto per Gara 1, che vede Vandoorne scattare dalla P1 mentre il pilota olandese è costretto a partire dalla P11 dopo le brutte qualifiche disputate. Il primo appuntamento per la gloria però risulta monotono, con una prestazione in solitaria del pilota belga che conquista la vittoria mentre un Verstappen bloccato non riesce a rosicchiare punti per chiudere la pratica mondiale. Arriviamo così a Gara 2 con 12 punti che dividono la testa della classifica dal secondo.

Quante polemiche, ma soprattutto che botto!

Ci siamo, è l’atto finale per questa stagione che ha visto succedersi qualsiasi tipo di evento possibile.

Vandoorne parte in P8, mentre Verstappen scatta dalla P12, si attende solo lo spegnimento dei semafori. I piloti però non sanno a cosa stanno per andare incontro; un evento che deciderà le sorti della stagione, e stavolta non sarà nessun pilota ART a compiere l’atto.

La partenza è buona per entrambi i contendenti al titolo, ma non per Pierre Gasly che si trova risucchiato da 5 vetture già dal via. Dopo due curve, accade il fattaccio: il francese della DAMS va in testacoda e innesca una serie di tamponamenti infinita.

Il super tamponamento in GP2 in Gara 2 ad Abu Dhabi

La paura nel paddock per i piloti è tantissima e nessuno è certo se la gara riprenderà o meno. Dopo un’ora arriva l’ufficialità della FIA: non si corre. L’incidente è grave, per fortuna nessun ferito, ma la pista è impraticabile per tutto l’olio disperso e le barriere di sicurezza completamente distrutte.

Verstappen si conferma così campione della GP2 Series del 2015, tra le polemiche di fan e addetti ai lavori verso la direzione gara, in evidente difficoltà a scegliere se continuare o meno anche a causa della lotta mondiale ancora aperta.

Una pausa invernale off-limits per le voci sui trasferimenti: Verstappen resta comunque il sogno

Sono finiti i campionati più importanti, e con loro la stagione 2015. Gli occhi di ogni scuderia di Formula 1 però sono puntati sul talento olandese neocampione della GP2.

Wolff sa che può contare un un fortissimo contratto stipulato con Verstappen, vincolandolo ad un team della Mercedes Academy, ma non è al 100% a prova di team esterni. Nell’accordo sono solo due i team liberi di mettere sotto contratto Max Verstappen se offrono una cifra monstre sia come contratto che come durata dell’accordo: Ferrari e Red Bull Racing.

L’accordo tra Mercedes e Max Verstappen prevede il rilascio dalla Academy senza penali se i due top-team dovessero offrire almeno 8 milioni di Euro per almeno tre anni di contratto, dato che Mercedes non vuole correre il rischio di portare il suo talento nella squadra ufficiale fin da subito.

Le trattative iniziano, ma il paddock stranamente è più chiuso che mai. Filtra poco questa volta, si vocifera solo di un quadriennale di Ferrari per 8,2 milioni di Euro a cui Verstappen potrebbe legarsi in tempi record, andando a sostituire Kimi Raikkonen.

Christian Horner si offre però alla stampa: “Non vogliamo mettere le mani su un pilota che non ci appartiene, soprattutto se così giovane assumendoci tutti i rischi del caso. Le voci sull’accordo con Ferrari inoltre sono prive di ogni fondamento, da quello che so Max resta dov’è perchè crede nel progetto a lungo termine.” Un fulmine a ciel sereno per i tifosi della Rossa che speravano di poter vedere a Maranello un talento generazionale della portata di Max dai tempi di Schumacher.

Per evitare di creare una storia troppo lunga da leggere in un sol colpo, la divideremo in due parti distinte per alleggerirne la lettura. A presto con la parte 2!

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