Sorpassi, controsorpassi, vittorie, incidenti, cambi atmosferici, ribaltoni in classifica: tutto ciò ha caratterizzato la stagione 2023 di F2. Andiamo a scoprire chi quest’anno ci ha convinto e chi no
Top numero 1: Theo Pourchaire

L’aggettivo scelto giustifica la sua presenza nei nostri top e flop: nonostante una stagione in cui gli errori non sono mancati, il pilota del team ART porta a casa il titolo, che era ovviamente il suo obiettivo.
Top numero 2: Frederik Vesti

Col ritorno in PREMA, Vesti riesce ad esprimersi al meglio, tanto da vincere 6 gare e lottare per il titolo fino all’ultima gara. Per quanto riguarda la velocità, Vesti è sembrato superiore a Pourchaire, ma la sfortuna e l’errore a Monza hanno pagato molto caro.
Top numero 3: Victor Martins

Si trova subito a suo agio nella categoria, ma tanti errori nella prima parte di campionato gli impediscono di lottare per il titolo. Tuttavia, la vittoria a Silverstone e i vari podi conquistati durante l’anno gli permettono di essere il Rookie of the Year.
Top numero 4: Ayumu Iwasa

Il pilota giapponese lotta contro tutto e tutti e molte volte porta a casa buoni risultati grazie a ottime difese e bei sorpassi. Tuttavia, la sua aggressività lo porta anche a fare degli errori (come in Belgio) che non gli permettono di lottare per il campionato
Top numero 5: Jack Doohan

L’inizio di stagione, fatta eccezione per il podio a Jeddah, è completamente da buttare. Fortunatamente, dall’inizio dell’estate lotta costantemente per le prime posizioni e vince ben 3 Feature Race. Nell’ultimo weekend ad Abu Dhabi acciuffa pure il terzo posto in classifica.
Menzione onorevole: Oliver Bearman

In alcuni weekend (come a Baku) è incredibilmente veloce, ma in altri scompare nelle retrovie. Gli errori non mancano, anche se alcuni sorpassi (come sul bagnato a Silverstone) sono un vero e proprio capolavoro, e pure in situazioni delicate (come in Italia) risulta freddo e maturo. Inoltre, 4 vittorie per un rookie non sono male.
Come ormai è consueto dire: non è tutto oro ciò che luccica. È arrivato il momento di scoprire chi sono per noi i bocciati della stagione 2023.
Flop numero 1: PHM Racing

Più incidenti e safety car provocate, che punti portati a casa. Così si può riassumere la prima stagione del team PHM in Formula 2. L’annata di Benavides è un vero e proprio calvario, contrassegnata anche dai suoi 6 ritiri consecutivi tra la feature race di Jeddah (in cui è vittima di un contatto con Cordeel) e la sprint race di Monaco, ed il suo saluto prematuro alla categoria. Nissany invece riesce a totalizzare qualche top 10, ma sempre in sprint race e senza portare mai punti a casa. Su Mason si può dire poco, in quanto arrivato a stagione in corso e da un contesto completamente diverso come la Formula Regional Oceanica. Nel complesso una stagione da matita rossa, e da dimenticare al più presto.
Assenti
Flop numero 2: MP Motorsport

L’inizio di stagione è anche buono, ma nel complesso l’annata è deludente. Hauger, al secondo anno nella categoria, era chiamato a migliorare il 2022 non troppo esaltante ma sia per sfortune, che per errori suoi, non riesce ad andare oltre ai 113 punti e l’8° posto finale in classifica piloti. Ci sono stati comunque dei buoni segnali, come le vittorie nelle sprint di Melbourne e dell’Hungaroring ed il confronto con il compagno Daruvala ampiamente vinto dal norvegese. Dennis avrà anche il 2024 a disposizione, vedremo come se la caverà.
Jehan, appunto, delude e non poco. È vero, un’annata con 3 podi conquistati si potrebbe anche considerare positiva, ma oltre a questi 3 buoni risultati c’è ben poco nel 2023 del pilota indiano che lascia la Formula 2 prima del round finale, per concentrarsi sulla preparazione all’esordio in Formula E.
L’assenza di un trascinatore come Drugovich si è sentita e non poco, ed il 6° posto nella classifica a squadre dopo la vittoria dello scorso anno lo dimostra.
Meh
Flop numero 3: Arthur Leclerc

Il suo debutto nella cadetteria è sfortunato: infatti si becca una penalità che gli taglia le gambe nella sprint race del Bahrain, in cui stava lottando per il podio. A Jeddah, invece, un pit stop molto prolungato gli priva delle chance del primo piazzamento tra i primi 3, che riesce ad ottenere nella feature race di Melbourne, in una giornata da sogno per DAMS.
Da li, però, Arthur si spegne. Non riesce a dimostrare la velocità trovata nelle prime gare. Nelle qualifiche del Gran Premio di casa, inoltre, compie un errore alla Anthony Noghes, andando a sbattere e privandosi quindi della possibilità di brillare davanti al suo pubblico. A Silverstone in feature race la velocità non manca, ma le gomme troppo consumate lo relegano dalla lotta per il podio all’ottava posizione. Oltre ad un 7° posto nella sprint race di Monza ed il 6° nella feature di Abu Dhabi, ottiene una modestissima 15esima posizione in classifica generale.
Rimandato
Flop numero 4: Ralph Boschung

Dopo un inizio di stagione perfetto, in cui ottiene la prima vittoria in Formula 2, Ralph sparisce. Non ritrova la zona punti sino a Spa, venendo relegato sin da subito nei bassi fondi dello schieramento.
I punti conquistati sono 37, gran parte di essi arrivati in Bahrain, e per ora non sembrano valergli la riconferma per il 2024. Quel che si può dire è che la sua sia stata un’annata negativa.
Dove sei?
Flop numero 5: Amaury Cordeel

Altro giro, altra corsa. La corsa di Amaury Cordeel però è quasi sempre incentrata a lottare nelle retrovie, se non addirittura per le ultime posizioni. Dei punti riesce a portarli a casa, ma con solo 2 ottavi posti in 26 gare disputate non si può reputare di certo positiva la stagione del pilota belga, il cui confronto con il compagno di squadra Jack Doohan è impietoso. Ultimo tra i piloti classificati con punti conquistati, davanti a Roy Nissany che è appunto rimasto a secco, ed altra annata passata in ombra.
Nel 2024 avrà un’altra possibilità grazie alla chiamata di Hitech, vedremo se riuscirà a sfruttarla.
Bocciato
Menzione disonorevole: Hitech Pulse-Eight

Tanti, troppi errori. Jak Crawford ed Isack Hadjar riescono comunque a portarsi a casa qualche soddisfazione, ma la nel complesso la loro stagione (soprattutto la prima parte) è abbastanza incolore. L’essere degli esordienti ha sicuramente pesato, ma ci si poteva aspettare di più. Tuttavia, quel buono che hanno mostrato nel corso dell’annata fa comunque sperare in bene per il futuro.
Deludenti

