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Auguri, Kaiser

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Oggi, 3 gennaio, è il compleanno del Kaiser. Michael Schumacher spegne cinquantacinque candeline e, noi lo celebriamo così.

Oggi, ma 55 anni fa, in un rigido venerdì tedesco, nasce Michael Schumacher. Un neonato, allora, che oggi festeggiamo chiamandolo Kaiser.

Il kaiser, ossia il sovrano di quello che un tempo era L’Impero di Germania, non veniva eletto; bensì ascendeva al trono per linea dinastica. Come nel Regno Unito, ma forse meno fastoso.

Noi, però, il nostro kaiser lo abbiamo eletto certo; ma possiamo dire che in qualche modo, quel piccolo bambino tedesco, fosse destinato. In un modo che è proprio solo delle grandi leggende; Michael è stato “benedetto” dalla gloria dei Grandissimi dello sport.

Nasce a Hürth, un piccolo paesino della Germania, in una famiglia in qualche modo già con il cuore nel motorsport. Il papà Rolf è da sempre un grandissimo appassionato di motori e di velocità. Lo è a tal punto da investire tutti i suoi risparmi per aprire un circuito di kart a Kerpen. È qui che il piccolo si appassiona alle corse, ma non solo. È qui che inizia a mostrarsi, passo dopo passo, il suo talento. Quel bambino ne ha e, si vede. Come si vede che questo talento è destinato ad esplodere in futuro.

Ironia della sorte, non vi ricorda qualcuno? Un papà con un bambino e kart di quinta mano a sfidare la creme dei ragazzini inglesi?

Cose da leggende, da altri pianeti.

Oggi, 3 gennaio, è il compleanno del Kaiser. Michael Schumacher spegne cinquantacinque candeline e, noi lo celebriamo così.

Michael viene appoggiato finanziariamente da Jürgen Dilk, un grosso imprenditore che rimane stregato dalle sue abilità; decidendo così di aiutarlo a muovere i suoi primi passi nel motorsport.

E, lo sappiamo, di strada ne fa.

L’inizio del Regno

Siamo nel 1991, anno di debutto del Tedesco in Formula 1. Un debutto inaspettato, non scontato. Disputa un’unica gara in Jordan, a Spa; circuito che si legherà al pilota nella storia. Una pista che come nessun’altra ha segnato la carriera di Schumacher.

Dopo quella gara, Flavio Briatore resta così ammaliato dal Tedesco, che porta Schumi direttamente in Benetton. La prima gara è proprio quella di Monza; come se l’Italia fosse entrata subito nel suo destino. A casa della Rossa fa meglio del suo più esperto compagno di squadra. Per l’intero weekend.

La sua prima vittoria arriva proprio in Belgio. E come ci si aspetta la pioggia cade copiosa sulla pista. Questo però non ferma il nostro campione, certo che no. Anzi, dimostra quanto sia un gigante in queste condizioni.

Passiamo al 1994, l’inizio del Regno. Siamo in Australia. Dopo un GP rocambolesco e, non privo di polemiche, Michael Schumacher si laurea Campione del Mondo per la prima volta. Un primato favoloso, da condividere con un team anch’esso al primo successo in Formula 1.

L’anno successivo, con ancora due gp da disputare, il Kaiser si riconferma Campione. Un degno e meraviglioso addio a Benetton e Briatore.

Quel ragazzino tedesco, così riservato nella vita di tutti i giorni, ma al tempo stesso così temerario in gara, ha una missione: far tornare grande la Ferrari.

Oggi, 3 gennaio, è il compleanno del Kaiser. Michael Schumacher spegne cinquantacinque candeline e, noi lo celebriamo così.

L’era della Rossa

L’inizio non è semplice, le aspettative sono alte.

I Ferraristi devono aspettare cinque anni per la tanto agognata vittoria.

2000. Suzuka si tinge di rosso, il Rosso Ferrari. Sono passati ventun anni dall’ultimo titolo di Jody Scheckter. Michael Schumacher aveva spezzato la maledizione, scatenando festa e gioia nelle piazze italiane. Ovunque è “Ferrari mania”. Soprattutto ovunque è Michael Schumacher.

La storia sembra ripetersi, perché, l’anno seguente, in un lampo arriva la doppietta anche con Ferrari; dimostrando un’assoluta superiorità.

Anno 2002. In pista nessuno sembra in grado di reggere il confronto con il Kaiser. Lo strapotere imposto da Schumi è disarmante. I giochi si chiudono ben sei gare prima della fine del Mondiale. Michael Schumacher ottiene il suo quinto titolo.

Oggi, 3 gennaio, è il compleanno del Kaiser. Michael Schumacher spegne cinquantacinque candeline e, noi lo celebriamo così.

L’impresa, però, avviene nel 2003. L’anno in cui si consacra al di sopra degli dei dell’Olimpo. Siamo ancora in Giappone, Schumacher vince il suo sesto titolo mondiale; superando il record di Juan Manuel Fangio. Nessuno come lui, se non per più di una decina di anni, ma quella è un’altra storia leggendaria.

È la vittoria più difficile in Ferrari, ma per il quarto anno consecutivo, il mondo delle corse deve inchinarsi d’innanzi al proprio Imperatore.

L’anno successivo, nel 2004, con quattro gare d’anticipo sigla l’impresa delle imprese. Sette volte Campione del Mondo. Un numero stratosferico e potente, che quasi intimidisce.

Oggi, 3 gennaio, è il compleanno del Kaiser. Michael Schumacher spegne cinquantacinque candeline e, noi lo celebriamo così.

Abdicazione

Nel 2006 il popolo Rosso riceve la notizia che mai avrebbe voluto sentire. Il sette volte Campione del mondo annuncia il suo ritiro alla fine della stagione. Si tratta di un vero e proprio fulmine a ciel sereno, perché nessuno si aspettava un annuncio simile, quando tutto era ancora da scrivere.

Il Kaiser ha abdicato, il suo regno è finito. Lunga vita al nuovo re! Michael, però, resta sempre il Kaiser. La corona non gliela può togliere nessuno e, mai nessuno potrà. È una consacrazione e tale rimarrà nella storia.

Schumacher tornerà poi nel 2010 per correre con la nuova scuderia la tedesca, la Mercedes. È affascinante riflettere su come giochi il destino. Il team per cui ha corso gli ultimi suoi anni in carriera, più per una questione di nostalgia e sponsor, è lo stesso che ha riscritto la storia ed i suoi record, ma con il suo Re. Un ragazzino per molti aspetti molto simile a Schumacher, mentre per altri totalmente diverso; accomunati dal talento, dal destino a compiere imprese, dalla leggenda. Il Kaiser tedesco ed il Sir inglese.

Oggi, 3 gennaio, è il compleanno del Kaiser. Michael Schumacher spegne cinquantacinque candeline e, noi lo celebriamo così.

Tuttavia, come accade a molte leggende, il fato gioca brutti scherzi. Quella del 2013 è stata sì l’ultima sua stagione in Formula 1, ma quell’anno segna anche l’inizio di una battaglia ben maggiore.

Buon Compleanno, Schumi

A fine dicembre il tremendo incidente di scii lo conduce in uno stato comatoso, ma la passione e l’attaccamento alla vita non gli hanno ancora fatto dire la parola “fine”. Non è ancora giunta la bandiera a scacchi, un tempo tanto agognata.

E noi, eccoci qui. Dopo un breve excursus della sua irripetibile carriera, torniamo all’inizio; al 3 gennaio.

Oggi è il compleanno del Kaiser, cinquantacinque candeline per la leggenda tedesca.

Dopo anni in cui non si hanno notizie, e forse è giusto così, celebriamo un altro anno di silenzio. Ma dobbiamo tenere alto lo spirito, nel giorno del suo compleanno va celebrato come merita. Non ricordato, celebrato. Facile? No, ma apprezzerebbe di più.

Perché i sovrani si celebrano, si innalzano alla gloria.

Si festeggia la persona ed il pilota che abbiamo potuto ammirare. Forte, testardo, imprendibile, di ghiaccio; ma meraviglioso quando finalmente riusciva ad emozionarsi dopo un ennesimo trionfo. Divino sul bagnato; autore di sorpassi impensabili.

Grande come pochi, con la capacità di alzarsi dopo le sconfitte, perché è questo che fanno le leggende. Si sollevano fino al cielo rendendo possibile l’impossibile. Apparendo come divinità che scendono tra i comuni mortali. Divenendo loro stesse essenza.

Questo va celebrato oggi. Certo con un velo di malinconia, ma allo stesso tempo di gratitudine e ammirazione. E, un po’ anche di consapevolezza di aver potuto assistere alle sue imprese; cosa che le nuove generazioni potranno ammirare solo in video; non è la stessa cosa. È come rimpiangere di non essere stati giovani negli anni ’70, solo per assistere ad un concerto dal vivo di Freddie Mercury con i Queen. Altra grande leggenda.

Quindi oggi, caro Kaiser, ovunque tu sia, tutti noi ti auguriamo Buon Compleanno! Perché non te ne sei mai andato e, mai lo farai. La tua essenza è impressa nella storia; è storia.

Per il resto, grazie.

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