Nella terza puntata di questa serie ripercorreremo le orme di una scuderia che ha fatto esordire molti campioni: parliamo di Alpha Tauri.
La storia del team Alpha Tauri parte in realtà molto più indietro di qualche anno fa. Infatti, le origini della scuderia bianco-nera risiedono negli anni ‘80 dello scorso secolo, più precisamente in Minardi.
Il DNA Minardi e l’acquisizione di Red Bull
Prima dell’acquisizione del gruppo Red Bull nel 2005, la squadra che risiedeva a Faenza era infatti quella fondata da Gian Carlo Minardi. Il team, che dopo 25 anni di attività e oltre 300 GP corsi non conquistò mai un podio, venne messa in vendita dall’ultimo proprietario, Paul Stoddart. Così, nel 2006, dopo diverse trattative tra Minardi ed il gruppo Red Bull, la prima monoposto della neo-fondata Toro Rosso debutta in Formula 1. Il duo scelto dalla dirigenza è composto dall’italiano Vitantonio Liuzzi e dallo statunitense Scott Speed. Il primo ed unico punto di quella stagione andrà proprio all’italiano che lo conquisto nel GP di Indianapolis. I punti più alti della storia di Toro Rosso saranno nel 2008, 2016 e 2020 (paragrafi sottostanti).
Proprio nel 2020, dopo 14 stagioni con un nome che era diventato iconico agli occhi dei fan, Toro Rosso decide di fare ciò che viene chiamato rebranding e cambiare dunque il nome in Alpha Tauri, cambiando anche i colori delle loro livree. Infatti, dalla bicromia blu-rosso che si era creata, si passò ad un (monotono) bianco e nero.
2008 e 2015/2016: la nascita dei campioni
Il biennio 2006-2007 non vide particolari picchi. La miglior posizione nel campionato costruttori arivò proprio nel 2007, ma fu comunque solo un settimo posto dopo il nono dell‘anno precedente. Poi, nel 2008, arrivò una boccata d’aria fresca. Un giovane che affiancherà Bourdais, un tedesco, un certo Vettel. Questo certo Vettel incanterà tutti al Gran Premio d’Italia 2008. Una gara, che, per chi l’ha vista e vissuta, non va spiegata. Una magia del tedesco, sia il sabato che la domenica, porterà una storica prima Pole Position e una incredibile vittoria sotto la pioggia monzese. Il tedesco, grazie a questo spettacolare weekend ma in generale ad un’ottima prima stagione, fu promosso al team madre, Red Bull, per la stagione 2009. Il proseguimento della storia di Vettel insieme a Red Bull, poi, lo conosciamo tutti.

Nel biennio ‘15-‘16 invece, si parla di una storia che questa volta ha indirettamente a che fare con Alpha Tauri (ai tempi ancora Toro Rosso). Max Verstappen infatti, prima correre per Red Bull, passò una stagione e mezza nel team satellite. Nel 2015, stagione del suo esordio, si mise in mostra, offrendo buone prestazioni insieme al nuovo compagno di squadra, Sainz. La stagione 2016 iniziò ugualmente bene per la coppia, che però, dopo pochi GP, si separò per decisione della dirigenza. Il motivo? Mateschitz e compagnia volevano l’olandese in Red Bull. Lo scambio con il russo Kvyat avvenne prima del famoso GP di Barcellona della stessa stagione. Per via della collisione tra le due Mercedes, Verstappen si ritrovò alla guida della gara.
Grazie ad un’ottima strategia della scuderia di Milton Keynes e alla rampa di lancio offertagli da Toro Rosso, quel giorno, Verstappen vinse il Gran Premio e un’altra stella nacque nel cielo della Formula 1.
2020: nuovo nome, nuova vittoria
Coma abbiamo raccontato prima, il 2020 vede Alpha Tauri ufficialmente apparire in Formula 1, sostituendo Toro Rosso. La coppia di pilota è la stessa dell’anno precedente: Gasly, alla sua quarta stagione nel pinnacolo del Motorsport e Kvyat, che entra nella sua quinta stagione da pilota per la scuderia faentina. Il caso sa essere meraviglioso e con la gara di Monza 2020 ne abbiamo avuto un’altra prova. Gasly era reduce da una stagione 2019 molto complicata, la prima metà passata in Red Bull era andata male, infatti venne retrocesso in Toro Rosso. Nonostante un secondo posto ad Interlagos, il francese non visse bene quel periodo. Ma proprio a Monza, dove tutto nacque per Toro Rosso e Vettel 12 anni prima, quel giorno di settembre del 2020 segnò una rivincita impagabile per Gasly che vinse quel Gran Premio, il primo della sua carriera.

La storia della ex Toro Rosso, oggi Alpha Tauri (e forse qualcosa di diverso nel 2024), è dunque un racconto di promozioni, retrocessioni, sogni di piloti, poi realizzati o meno.
Ambizioso, perfezionista ed in cerca di miglioramento.

