Silverstone. Dove tutto ha avuto inizio. Motori, velocità, passione, record. Benvenuti nella casa della Formula 1.
Storia, maestosità, velocità. Ladies and Gentlemen, benvenuti a Silverstone!
La Formula 1 trova le sue radici nel Regno Unito e, riflettendo, ha perfettamente senso.
Basti pensare alla tradizione motoristica che da sempre ha pervaso la storia poi mondiale. Non è un caso che alcune tra le più grandi scuderie hanno bandiera inglese: McLaren, Williams, Aston Martin. Non a caso anche diversi team non britannici hanno insediato il loro quartier generale in UK. Red Bull e Mercedes, giusto per citarne alcune; con la seconda che ha ben due stabilimenti nel Regno Unito.
Al di là delle pure auto da pista, la Gran Bretagna vanta un legame unico con le auto in generale.
Bentley, Rolls-Royce, Aston Martin sono alcuni dei nomi più altisonanti nell’universo nelle automobili. Auto potenti, eleganti e di prestigio; che altrove non potevano nascere.
Dunque, ecco perché quando diciamo che ha perfettamente senso la nascita della Formula 1 qui, c’è un perché. Una connessione ancestrale.
L’origine di Silverstone.
Pochi magari lo sanno, ma il circuito, che oggi conosciamo lungo 5.891m e dotato di 18 curve, non è sempre stata una pista. O meglio sì, ma per un utilizzo leggermente diverso.
Ci troviamo nel Northamptonshire, Inghilterra.
Nel 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, Silverstone è un aeroporto militare della RAF; la famosa Royal Air Force britannica.
La configurazione era quella standard con la quale venivano realizzati tutti gli aeroporti britannici della Seconda Guerra Mondiale: tre piste disposte a triangolo.
Nel dopoguerra le prime gare automobilistiche avevano luogo proprio sulle tre piste; collegate tra loro da tre curve secche realizzate con balle di paglia. Il circuito fu da subito velocissimo.
Dal 1950 si cominciarono a utilizzare per le competizioni le vie perimetrali, dando così origine al circuito vero e proprio, il cui schema rimase quasi invariato per 37 anni.
Il 2 ottobre 1948, il Royal Automobile Club ospitò il primo Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone. Si stima che 100.000 persone abbiano afluito per vedere Luigi Villoresi battere gli altri piloti nella sua Maserati segnata da balle, corde e barriere di tela.

Le modifiche del tracciato
Come accade per tutti i tracciati, anche quello di Silverstone ha subito diversi cambiamenti nel corso degli anni.
La superficie, in realtà, si estende in due diverse contee; quella del Northamptonshire appunto e, quella del Buckinghamshire. Caratteristica tipica è il tempo mutevole, con pioggia molto quotate anche in luglio (dopotutto siamo in Inghilterra!).
Nel 1975 venne realizzata una chicane nel tentativo di limitare la velocità di percorrenza della curva Woodcote, mentre nel 1987 venne modificata la curva Bridge.
Ma è a cavallo tra il 1990 ed il 1991 che la pista cambia maggiormente.
La sua configurazione è cambiata, divenendo più lenta; eliminando le storiche curve Stowe, Club e Woodcote. Queste modifiche, in realtà, non sono andate molto a genio ai piloti; proprio per la riduzione di velocità.
Nel 1997 il tracciato fu riasfaltato e le curve Priory e Luffield furono modificate: la Priory diventa veloce, mentre il complesso Luffield non ha più due curve essendo stato ridotto a una singola, fu allungata l’uscita della pit lane e nel 1998 furono colorati i cordoli della pista.
Le modifiche più recenti
Nella stagione 2010 il circuito è stato allungato di 750 metri e la F1 ha utilizzato il percorso inizialmente previsto per la MotoGP.[5] Dalla stagione 2011 la griglia di partenza è stata spostata dalla posizione originale tra le curve Woodcote e Copse, inserendola tra le curve Club e Abbey, dov’è sorta anche la nuova pit lane e il nuovo paddock. Il tratto di circuito tra la curva Woodcote e la Copse, lungo cui è presente la vecchia pit lane, è stato chiamato rettilineo internazionale.

Nel 2018 la pista è stata riassaltata, non senza lamentele e polemiche, tanto che si istituì una commissione di inchiesta. In seguito alla delibera, la pista ha sfoggiato un nuovo asfalto; con lavori svolti in tempi record.
Il record assoluto della pista appartiene a Sir Lewis Hamilton; che ha siglato il tempo di 1’24″303; durante le qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna 2020.
Il pilota di casa, oltre ad avere sempre il suo pubblico a Silverstone, ha ricevuto un ulteriore riconoscimento.
Infatti Il 12 dicembre 2020 il rettilineo principale di partenza del circuito, conosciuto come International Pits Straight, viene rinominato in Hamilton Straight, come riconoscimento ai risultati ottenuti nella stagione 2020, tra i quali il raggiungimento dei sette titoli mondiali.

Fatti curiosi e pillole di storia
1950: Ospiti Reali. L’unica volta che un monarca regnante ha assistito ad una gara è stata proprio nel 1950. Re Giorgio VI ha presenziato insieme alla moglie, la Regina Elisabetta ed alla figlia erede al trono, l’allora Principessa Elisabetta.

1971: Jackie Stewart domina. Vincendo il GP di Gran Bretagna, Stewart stabilisce un nuovo record su pista. Il resto è storia.
2008: Maestro di Silverstone. Lewis Hamilton prende la leadership della gara dal compagno Heikki Kovalainen al quinto giro e, grazie ad una chiamata perfetta per il cambio gomme; vince il suo primo GP di casa.
2020: Due gare e una vittoria su tre gomme. A causa del Covid il circuito ospita ben due gare. La prima viene vinta in modo clamoroso da Hamilton su tre ruote, causa foratura, Nonostante il danno, con non poca apprensione del pubblico, taglia per primo il traguardo. La seconda, invece, se l’aggiudica Max Verstappen.
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