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Gilles Villeneuve avrebbe compiuto oggi 74 anni…

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Oggi avrebbe compiuto gli anni Gilles Villeneuve, il pilota entrato nella storia anche senza titolo e, noi ricordiamo l’Aviatore così.

Buon Compleanno, Gilles! Sì, perché oggi il grande Gilles Villeneuve avrebbe spento ben 74 candeline.

Oggi ricordiamo un personaggio particolare; entrato nella storia e nel mito della Formula 1, senza neanche un mondiale vinto. A lui, però, non è servito un titolo per raggiungere la gloria.

Nessun pilota nella storia della Formula 1 ha mai lasciato un segno così iconico e memorabile in così poco tempo e, senza corone.

Come tante leggende, è morto presto, troppo presto; senza mai aver conquistato quell’alloro mondiale che ne avrebbe consacrato la sua immensa grandezza; e, soprattutto, togliendo agli appassionati un’altra incredibile serie di sorpassi e magie al volante.

Oggi avrebbe compiuto gli anni Gilles Villeneuve, il pilota entrato nella storia anche senza titolo e, noi ricordiamo l'Aviatore così.

Le origini

Joseph Gilles Henri Villeneuve nasce a Saint-Jean-sur-Richelieu, nel Québec in Canada; il 18 gennaio 1950.

Un fatto curioso riguarda proprio la sua data di nascita; nello specifico l’anno. Pare che non gli piacesse molto, tanto da dire di essere nato nel 1952. Il motivo? Solo per non sembrare troppo vecchio all’interno dei vari circuiti. Già da qui si può intuire la mentalità agonistica, affamata di vittoria e di velocità.

Fin da ragazzino dimostra una passione smodata per i motori, quasi da sfociare nell’ossessione, che non riesce a frenare nemmeno quando cerca di conquistare colei che, in seguito diverrà sua moglie, Joanna.

Il Canada, però, non è certamente noto per gli sport motoristici; bensì più per quelli invernali.

Così, mentre cerca di iscriversi a quante più gare possibile per migliorarsi, cerca di farsi un nome nel suo Paese con le gare di motoslitta.

Nel 1973 diventa campione canadese e, l’anno successivo vince il titolo iridato.

Le vittorie sono anche frutto di una sua grande intuizione ingegneristica: modifica il sistema di trasmissione senza cinghia, per ottenere un miglioramento delle prestazioni.

È anche grazie al lavoro in officina con il fratello, che inizia a fare proprio vari trucchetti del mestiere, tanto da farlo diventare un collaudatore davvero niente male.

Oggi avrebbe compiuto gli anni Gilles Villeneuve, il pilota entrato nella storia anche senza titolo e, noi ricordiamo l'Aviatore così.

Gli esordi di Gilles

A ventitré anni Gilles Villeneuve approda in Formula Ford. Fa il suo ingresso con una vettura privata di seconda mano, che fa suscitare anche l’ironia nei suoi avversari (anche qui, non vi ricorda qualcuno?). Risate che, però, durano poco perché, già al debutto, si laurea Campione.

Inizia a circolare l’opinione che questo “piccoletto” ha gran talento.

Il primo ad accorgersene è Kris Morrison, che lo mette subito sotto contratto. Alla guida della March avviene un salto di qualità, forse un po’ azzardato. La vettura possiede una punta di velocità massima talmente maggiore che, a Mosport, sbatte rompendosi una gamba.

1975. Villeneuve decide di creare una propria scuderia, nella quale sarà pilota, meccanico e costruttore. Il tutto, però, ad un prezzo altissimo; per realizzare l’impresa si vede costretto a vendere casa.

Nel giugno di quell’anno realizza un capolavoro. Sotto il diluvio vince la gara partendo diciannovesimo; infilando una serie di sorpassi leggendari.

Il piccolo canadese sta sorprendendo sempre di più; su tutti James Hunt, Campione del mondo nel 1976.

Impressionato, contatta Teddy Mayer, per far sì che venga messo subito sotto contratto con la McLaren; che nel 1977 lo fa esordire nella massima categoria.

Oggi avrebbe compiuto gli anni Gilles Villeneuve, il pilota entrato nella storia anche senza titolo e, noi ricordiamo l'Aviatore così.

L’esordio in Formula 1

É il 16 luglio e il circuito è quello storico di Silverstone. La vettura di Woking, però, non è più che ha ottenuto il grande successo l’annata precedente.

Il Canadese realizza un’ottima qualifica, ottenendo la nona posizione.

Il debutto, si sa, è sempre stato difficile per chiunque; con l’emozione che spesso gioca brutti scherzi, ma Villeneuve non la sente minimamente. Al via ha già superato due avversari, anche se i problemi della vettura inglese sono evidenti.

McLaren non lo ritiene ancora pronto per la F1. La delusione è evidente, ma non tutto il male vien per nuocere. A chilometri di distanza, a Maranello, si sta svolgendo uno dei più clamorosi divorzi nel mondo del motorsport. Niki Lauda, che si è appena laureato campione, lascia il team con ancora due gare da disputare. Il sedile è vacante.

Allora Enzo Ferrari pensa di chiedere al Canadese, se ha voglia di correre per il Cavallino Rampante. La prima risposta è un bel “What did you say?”, ossia, “Cosa hai detto?”; giusto per enfatizzare l’incredulità.

Il giorno seguente è già a Maranello e, gli viene chiesto “Quanto vuoi per essere felice?”. Ed è con queste parole che ha inizio uno dei sodalizi più straordinari della Formula 1, quello tra Gilles Villeneuve e la Ferrari.

Villeneuve e la Ferrari

La prima gara, proprio in Canada, è un disastro. Il suo modo di guidare porta praticamente alla distruzione totale della vettura. Va ancora peggio in Giappone, dove finisce per toccare la ruota posteriore di un avversario; per poi impennarsi e andare a colpire diversi spettatori; causando la morte di due persone e diversi feriti.

Ormai sembra una scommessa fallimentare.

Tuttavia Enzo Ferrari non vuole gettare la spugna e, ai detrattori, che già chiamano Gilles “l’Aviatore” per la sua guida estremamente spericolata, risponde esattamente così: “Spetta a noi dargli un auto che possa resistere alla sua guida distruttiva“.

Oggi avrebbe compiuto gli anni Gilles Villeneuve, il pilota entrato nella storia anche senza titolo e, noi ricordiamo l'Aviatore così.

La speranza nei suoi confronti cresce, anche grazie alle buone parole di Fangio e, nonostante la sua “incapacità” di gestire la vettura, diventa comunque molto amato dalla gente che ammira il suo coraggio.

A Zolder, però, arriva l’ultimatum e, allora Gilles si sblocca.

In Belgio ottiene i suoi primi punti concludendo la gara al quarto posto, che viene visto come una vittoria. Da qui la stagione diventa più regolare.

In Canada compie una meravigliosa impresa. Partendo terzo, perde un po’ terreno, ma poi in pista compie un perfetto passaggio sul rettilineo ai danni di Scheckter. Si porta così in vetta al Gran Premio, restandovi fino alla fine.

Quel ragazzo piccoletto, timido, accusato di essere un pericolo pubblico era maturato, dando ragione a tutti coloro che avevano riposto fiducia in lui; e a Montréal ottiene una prima grande vittoria in carriera.

Uno dei momenti sicuramente da ricordare è avvenuto nel 1979. La lotta per il secondo posto con Arnoux. Praticamente senza più freni, realizza un’impresa che resterà nella storia. Con la sua arguzia fa in modo di creare una nube di fumo, per poi affrontare la curva ad alta velocità, realizzando un sorpasso leggendario che gli varrà il secondo posto.

Il 1980 è un po’ l’anno di transizione; forse ricordato come il peggiore nella storia della Rossa. Ferrari è già concentrata sulla creazione del motore turbo per l’anno seguente.

Tuttavia anche il 1981 porta poche glorie.

Il 1982 sembra davvero essere il suo anno. Invece fu il principio della fine.

La tragica scomparsa

Qualifiche del GP di Zolder. Villeneuve colpisce la March di Mass, le sue ruote posteriori fanno da trampolino alla Rossa di Gilles, che si impenna ribaltandosi più volte e, lanciando il pilota come un proiettile contro la rete di protezione; uccidendolo sul colpo.

É uno dei giorni più dolorosi nella storia della Formula 1, perché quel ragazzo così alla mano, così buono con tutti, così appassionato non meritava una fine così drammatica. Fu così che il numero 27 venne ritirato per sempre.

Generoso, passionale, disponile con tutti e voglioso di migliorare costantemente la propria vettura per poter regalare ogni volta una gioia in più al pubblico ed a se stesso. Perché prima di tutti voleva essere lui ad emozionarsi.

Enzo Ferrari l’ha accolto, coccolato, soprattutto ha dato fiducia ad un ragazzo che è riuscito ad entrare nell’albo dei migliori piloti di sempre, anche senza corona. Perché, a volte, i re del popolo sono tali anche senza riconoscimenti, ma solo grazie all’amore del proprio popolo.

Ha disputato pochissimi mondiali, solo quattro, ed è proprio per questo motivo che è incredibile il modo con il quale ha segnato in maniera così indelebile il mondo delle corse.

Caro Gilles,

noi ti ricordiamo così e, ti auguriamo Buon Compleanno!

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