Hamilton ha parlato dei suoi gusti in merito alle vetture passate alla storia in Formula 1. Ma qual è stata la migliore in assoluto?
In termini di esperienza e anni passati nel Circus, pochi possono definirsi superiori a Lewis Hamilton. L’inglese è entrato in Formula 1 nel 2007, disputando 6 stagioni (2007-2012) al volante della McLaren e le restanti alla corte della Mercedes, con cui sta cercando in tutti i modi di tornare in lotta per li titolo (che è di fatto l’obiettivo del 2024). Tra vetture da corsa, auto sportive al di fuori della pista e monoposto storiche, dire che Hamiton ha guidato ogni tipo di macchina esistente al mondo non è troppo distante dalla verità.
Molti nel corso degli anni si sono chiesti a quale periodo storico appartenessero le migliori vetture di Formula 1. Solamente un pilota può rispondere ad una domanda del genere, e tra quelli in attività chi può esserci meglio dell’esperto Lewis? Prendendo spunto da un sondaggio pubblico, racingnews365.com ha posto a domanda al diretto interessato.
“Probabilmente la mia vettura preferta è stata la MP4/4 di Ayrton Senna” ha detto Hamilton. “Le auto di allora erano molto meno efficienti da un punto di vista aerodinamico. Era più come un go-kart allora, perché avevano pneumatici enormi con tanto grip meccanico”.
Il 7 volte campione del mondo ha avuto la possibilità di guidare la monoposto in questione nel 2010 a Silverstone, ed evidentemente ne è rimasto impressionato.

Parlando di momenti memorabili nel corso della propria carriera, Hamilton ha citato alcuni dei più beli in assoluto, mettendo in evidenza l’esordio e l’emozione della prima vittoria.
“Uno dei miei momenti più belli della mia carriera è stato arrivare in F1. Non potevamo crederci. C’erano così tanti momenti bui e difficili in cui pensavamo davvero che fosse fosse finita. A volte pensavamo che non sarebbe mai successo, ma non ci siamo mai arresi. Inoltre, vedere mio padre felice alla prima vittoria a Montreal, sotto al podio, è stato gratificante. Ho capito il valore di tutte le notti e i viaggi che abbiamo fatto, le avversità che abbiamo affrontato… ne era valsi la pena” ha concluso Lewis.

