Jake Dennis domina in quel dell’Arabia Saudita. Vittoria e ben 13 secondi di distacco a Jean-Eric Vergne e Nick Cassidy.
Il campione del mondo in carica suona la nona sinfonia. Capolavoro strategico e condotta di gara magistrale per Jake Dennis, che stravince l’E-Prix di Ad-Diriyah davanti a Jean-Eric Vergne e Nick Cassidy. 4° posto per Sam Bird, mentre conclude 5° un Evans strepitoso, che perde il podio solo nelle ultime curve. Arriva 8° Pascal Wehrlein, che mantiene la leadership nel mondiale, mentre Buemi è solo 12°. Primi punti per il team ERT, grazie al 9° posto di Sergio Sette Camara.
Il racconto della gara
Si spengono le luci e lo start del poleman Vergne è ottima. Il francese chiude subito la porta a Mitch Evans, che viene poi attaccato in curva 18 da Sergio Sette Camara. Il brasiliano affonda la staccata e lo sorpassa in un primo momento, ma successivamente perde la posizione sia su Mitch, che su Jake Dennis che sale invece 3°. Subito problemi per Sacha Fenestraz, che scivola ultimo durante la prima tornata di gara. Al giro 3 il franco argentino si ritira dalla contesa.
Il primo pilota ad usufruire dell’attack mode è proprio Jean-Eric Vergne, che la attiva al 4° giro seguito poi da coloro che occupano le ultime posizioni, ovvero Di Grassi, Rowland, De Vries, Daruvala e Ticktum. Nella tornata successiva anche Evans attiva l’attack mode e subito dopo viene a contatto con Vergne, nessuna conseguenza per entrambi. Nel frattempo Jake Dennis approfitta di queste scaramucce e costruisce un gap di un secondo e 3 tra se e tutti gli altri. Jev risalirà però in testa quando, al 7° giro, il britannico dell’Andretti attiva 2 minuti di potenza aggiuntiva.
Al giro 12, dopo la seconda attivazione dell’attack mode da parte di Vergne, Mitch Evans riaccende la battaglia col francese che sorpassa con una staccata profondissima in curva 1, per prendersi la seconda posizione. Il neozelandese sembra prevalere anche dal lato strategico, in quanto attiva l’attack mode dopo JEV, ma riesce a sopravanzarlo e va anche alla caccia del leader Dennis, che prova a sorpassare allo stesso modo in cui ci è riuscito con Vergne andando però lungo. La leadership di Dennis è quindi salva, con JEV che ha la possibilità di riaccodarsi al neozelandese, rimasto senza potenza aggiuntiva in quanto arrivato alla fine del tempo previsto.
Il duello tra i 2 si scalda sempre di più e si sfiorano un’altra volta, all’uscita di curva 18. Il contatto c’è ma è molto leggero, ed ancora una volta senza conseguenze.
Evans arranca, Cassidy ringrazia
Nelle tornate successiva il neozelandese perde terreno, tanto da staccarsi dal duo di testa e distanziarsi di ben 3 secondi. Evans deve pensare anche al passare sulla difensiva, in quanto incombono alle sue spalle Nato e Cassidy. Proprio Cassidy va poi a sopravanzare sia Nato, che Evans per salire in terza piazza. Il neozelandese è anche l’unico a possedere ancora tutti gli 8 minuti di boost aggiuntivo, che attiva al giro 29.
I minuti sfruttati sono solo 2, ma bastano per ri-sorpassare il compagno di squadra Evans, che si era preso la posizione dopo l’attivazione dell’attack mode da parte del suo connazionale. I restanti 6 vengono attivati alla 32esima tornata, quando entrambe le Jaguar si sono riavvicinate a Jean-Eric Vergne, che occupa la seconda posizione. Cassidy non si rivela troppo pericoloso, mentre Evans tenta diverse volte il sorpasso senza riuscirci. All’ultimo giro in curva 18 tenta il tutto per tutto, ma finisce lungo e scivola 5°.
Cassidy sale quindi 3° e nel frattempo cala la bandiera a scacchi, con Jake Dennis che domina in lungo e in largo e vince con 13 secondi di distacco da Vergne ed, appunto, Nick Cassidy.
Questo l’ordine d’arrivo:

Amante dei motori e del ciclismo, soprattutto su sterrato e Pietre. La Parigi-Roubaix e la 500 miglia di Indianapolis un mantra

