Adrian Newey

Adrian Newey, genio invisibile

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Adrian Newey, colui che ha dato vita ad opere d’arte motoristiche. La mente geniale che ha portato al successo la Red Bull.

Adrian Newey, classe 1956, è un ingegnere, progettista britannico e, dal 2006 direttore tecnico della Red Bull.

Anzi, Newey è l’Ingegnere.

Considerato uno dei migliori ingegneri nella storia della Formula 1, nonché il progettista più vincente; grazie ai tredici titoli mondiali piloti; vinti con Williams, McLaren e Red Bull. A questi si aggiungono altri dodici titoli costruttori.

Inoltre vanta diversi successi anche in Formula Indy; nonché l’onorificenza personale di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico; che gli è stata conferita direttamente dalla Regina Elisabetta II, il 31 dicembre 2011.

Personaggio discreto e riservato, ha fatto parlare di sé tramite il suo genio, che si è riversato negli anni nella concezione e sviluppo di quelle che, alla luce dei fatti, sono come “figlie”; estensioni rombanti della sua fiamma geniale, le monoposto.

Non a caso, fra i giganti, rimane solo lui; ultimo ingegnere e progettista capace di tenere con uniche redini tutte le esigenze di una vettura sempre più complessa.

La presenza di Newey nel paddock è sempre apprezzata e fondamentale.

Adrian Newey, colui che ha dato vita ad opere d'arte motoristiche. La mente geniale che portato al successo la Red Bull.

Tutto ciò è apparso ancora più lampante nel 2021, quando la Red Bull si è imposta ad interrompere l’egemonia delle Frecce d’Argento ed il regno di Sir Lewis Hamilton.

Certo, Max Verstappen ci ha messo del suo, ma senza Adrian Newey nulla sarebbe servito.

La storia ce lo insegna; dietro le ere della Formula 1 c’è un team dominante ed un campione che non lascia niente a nessuno; ma ancora più dietro le quinte?

Dietro le quinte c’è sempre una figura fondamentale; lontana dai riflettori, invisibile e, per la Red Bull, risponde all’identità di Adrian Newey.

Una conferma? Sempre nel 2021 l’ingegnere britannico, a causa di un grave infortunio ciclistico, è stato assente per un po’. Bene, è bastato il suo ritorno al muretto per portar ulteriore linfa alle motivazioni della squadra, nonché, cosa più importante, a capire e risolver qualche piccola sbavatura della RB16B.

Studi… fuori dagli schemi

A differenza di quanto si potrebbe pensare, Adrian Newey non è laureato in ingegneria meccanica. Proprio così, Newey si è laureato nell’Università di Southampton in ingegneria aeronautica.

Una scelta curiosa certo, ma dettata da un’importante intuizione.

“Semplicemente ho pensato che le auto da corsa fossero più vicine agli aerei che a qualsiasi altra cosa.…Andavo a vedere alcune gare, in particolare a Malory Park, che era vicino a dove andavo a scuola. Quindi si potevano vedere le auto, ascoltandole, annusandole, guardandole in grande dettaglio, e il paddock era completamente aperto, quindi a nessuno importava che questo ragazzino frugasse in giro. In realtà è successo il contrario. Molti di loro spiegavano cosa stavano facendo. Questa è stata senza dubbio la chiave”.

Intuizioni, curiosità ed intelligenza sono tratti distintivi della mente brillante di Adrian Newey. Come le menti più brillanti riesce a trarre dalle situazioni più disparate grandi illuminazioni.

Adrian Newey, colui che ha dato vita ad opere d'arte motoristiche. La mente geniale che portato al successo la Red Bull.

Un ingegnere all'”antica”

Una peculiarità significativa per quanto riguarda il suo modus operandi: non ama particolarmente i programmi.

Nello specifico è noto che Newey non ami utilizzare il CAD (Computer-Aided Design); infatti utilizza ancora la tavola da disegno per dare vita alle sue “creature”.

Ma perché di questa scelta?

“Beh, sono un dinosauro e va bene così. Il CAD o un tavolo da disegno sono un modo per mettere le idee dalla testa ad un mezzo con cui può essere sviluppato. Al giorno d’oggi, ovviamente, se si tratta di aerodinamica, guarderò alla fluidodinamica computazionale, che è uno strumento straordinario che non ha raggiunto la maturità in Formula 1 fino alla fine degli anni ’90. Guarderò il CFD e da lì trarrò alcune idee e poi disegnerò qualcosa. Ora utilizzo un tavolo da disegno perché per me è la lingua con cui mi sento più a mio agio e con cui ho più dimestichezza. Se provassi a usare il CAD, sento che non sarei mai così fluente e passerei troppo tempo a pensare a come operare. La parte del disegno deve essere subconscia, o almeno per me lo è”.

Questa la sua visione per tutto ciò che concerne la fase pratica.

Adrian Newey, colui che ha dato vita ad opere d'arte motoristiche. La mente geniale che portato al successo la Red Bull.

Una carriera di successi

Nell’arco della sua carriera, come abbiamo già detto, tanti sono i successi raggiunti dal genio invisibile.

Allo stesso modo diversi sono i grandi piloti per i quali ha progettato e dato vita a vere e proprie opere d’arte meccaniche. Da Ayrton Senna ai giorni nostri con Max Verstappen.

Negli ultimi anni abbiamo potuto assistere alle prodezze del Campione olandese; record e tre titoli mondiali di fila. Ma nulla di tutto ciò sarebbe potuto accadere senza il lavoro geniale di Newey.

Quando parliamo di Formula 1 non possiamo non citare la Ferrari. Ebbene, come i piloti, anche i progettisti ambiscono a lavorare per il Cavallino Rampante. Ma come accade in tanti casi, questo è un sogno che molto probabilmente Adrian Newey si terrà sempre nel cassetto.

“Emotivamente, immagino che fino a un certo punto sì, può essere un rimpianto. Ma allo stesso modo anche lavorare con Fernando o Lewis sarebbe stato favoloso. Purtroppo non è mai successo. Sono solo circostanze, a volte è così”.

Adrian Newey, colui che ha dato vita ad opere d'arte motoristiche. La mente geniale che portato al successo la Red Bull.

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