Oggi, nella sesta edizione di storie di F1, racconteremo la storia di un team molto recente per come lo conosciamo: è l’ora di Aston Martin.
Aston Martin per come la conosciamo oggi nasce nel 2018 con l’acquisizione dell’allora Force India da parte di Lawrence Stroll. La scuderia indiana risiedeva in difficoltà economiche e il canadese voleva un nuovo investimento oltre che trovare un sedile per suo figlio, Lance Stroll. Dopo l’ufficializzazione dell’acquisizione dopo il Gran Premio d’Ungheria nel 2018, la scuderia, non potendo cambiare del tutto il nome, venne rinominata Racing Point Force India F1 Team per i restanti GP di quella stagione. Nel 2019 e fino alla fine della stagione 2020 il team si chiamerà solamente Racing Point F1 Team. Così inizia dunque la nostra storia. La prima vettura della scuderia venne affidata nelle mani di Pérez, ereditato dalla precedente gestione, e Lance Stroll, che fino a quel momento aveva corso per la Williams. La line-up della scuderia colorata di rosa rimase la stessa anche per la stagione successiva.
L’apice
Il momento più alto della storia di Aston Martin, nella stagione 2020 ancora Racing Point, fu sicuramente il Gran Premio del Sakhir 2020. La gara iniziò con quel incidente a tre, con Pérez, Leclerc e Verstappen coinvolti. L’unico dei tre che riuscì ad evitare il ritiro dalla corsa a seguito dell’incidente fu proprio Pérez. A quel punto si trovò ultimo e con una macchina danneggiata ma riuscì comunque a rientrare ai box aiutato dalla Safety Car. Da quel momento iniziò una delle rimonte migliori degli ultimi anni. Inoltre, un’altra Safety Car nelle fasi finali della gara agevolò la rimonta del messicano. Questa gara, che potremmo definire iconica per i colpi di scena, i sorpassi e l’azione, portò Sergio “Checo” Pérez sul gradino più alto del podio per la prima volta in carriera. Proprio questa gara valse la chiamata di Red Bull per il messicano con quell’iconica frase pronunciata da Horner: “Hey Sergio, welcome to Red Bull!”

L’arrivo di Aston Martin
La stagione 2021 non significò solamente l’addio di Pérez dopo sette stagioni con il team, bensì anche l’arrivo del quattro volte campione del mondo Vettel. E proprio a partire dalla stagione 2021 avvenne il cambio dalla vecchia denominazione, Racing Point, ad Aston Martin. Le prime tre stagioni del marchio automobilistico britannico sono storie di metà classifica con qualche bel ricordo sui podi della Formula 1. Sicuramente, uno dei podi più memorabili è il primo del team, conquistato da Vettel a Baku nel 2021, che ha coinciso con il primo podio anche per Vettel dall’anno prima, quando però ancora correva per il Cavallino. Un’altra bella gara che è sicuramente nel cuore dei tifosi, anche non di questa scuderia, è stata la gara inaugurale della scorsa stagione. Un’altro podio conquistato, sempre da un campione del mondo, ma quella sera in Bahrain fu Alonso, arrivato proprio nel 2023 per sostituire Vettel a seguito del suo ritiro dalle competizioni. Il Principe delle Asturie conquistò un terzo posto nella notte araba e portò tante speranze per la stagione che, nonostante non sia andata tanto bene quanto quel podio iniziale fece sperare, si può comunque definire la stagione migliore di Aston Martin fino ad oggi.

Concludendo dunque questo breve racconto, Aston Martin non è ancora una realtà che si può definire sviluppata fino alla fine e pronta per lottare al titolo. Nonostante ciò, da quando Lawrence Stroll è arrivato (e Stroll Jr. lo ha seguito, essendo pilota titolare da quando il padre è arrivato) e ha portato investimenti e cambiamenti, il team ha fatto ottimi passi in avanti e la speranza è che un gigante dell’automobilismo come Aston Martin possa migliorarsi ancora di più per raggiungere la vetta anche in Formula 1.
Ambizioso, perfezionista ed in cerca di miglioramento.

