Aston Martin ha svelato la sua AMR24 per la nuova stagione, e da subito è parsa chiara la direzione intrapresa dagli ingegneri di Silverstone.
Ieri ha visto la luce la nuova vettura progettata da Aston Martin per la stagione 2024: l’estrema AMR24. Dalle bocche dei radiatori al nosecone ridotto, gli ingegneri della ‘verdona’ hanno voluto portare al limite ogni concetto su cui si poteva lavorare per creare una vettura aerodinamicamente efficiente in ogni punto.
Un radiatore…invisibile!
Con l’introduzione delle vetture ad effetto suolo, gli ingegneri hanno iniziato a cercare disperatamente di chiudere la bocca dei radiatori per massimizzare la portata d’aria al fondo.
Fino alla stagione scorsa, solo Adrian Newey e compagni si sono avvicinati all’obiettivo con la dominante RB19, ma adesso c’è una nuova vettura da battere. Tra tutte le vetture presentate finora, la Aston Martin del 2024 è sicuramente la più estrema se andiamo ad analizzare proprio questo aspetto, ora quasi completamente chiuso se non per uno spazio ristrettissimo.
Il vassoio d’entrata è molto più avanti rispetto alla presa e l’inclinazione maggiore di questo fa si che il flusso d’aria tenda a confluire tutto verso il fondo della vettura, generando una quantità enorme di downforce.
Dan Fallows a quanto pare non ha voluto darsi limiti nel sfruttare ogni minimo aspetto della power unit Mercedes, mettendola sotto sforzo per quanto riguarda l’affidabilità. Per creare un canale più importante sotto la pancia, aumentando il flusso al fondo, è stato necessario sollevare i radiatori, rinnovando quindi l’impianto di raffreddamento.

Scivolo stile RB19? No grazie, teniamo il Canyon
Gli ingegneri di Aston Martin hanno voluto tenere la loro strada durante la progettazione della AMR24, lasciando in disparte le influenze di Red Bull, ormai visibili in quasi tutte le vetture in griglia, e adottando di nuovo il canyon visto durante la scorsa stagione.
Il “muro” esterno è meno vistoso di quello proposto sulla AMR23, ma resta fondamentale per allontanare le turbolenze e l’aria sporca generata dalle ruote anteriori dal corpo della vettura e dagli elementi del posteriore. Lo scavo ora segue anche l’idea di Alpine, tenendo uno scivolo più piatto all’inizio per poi andare molto più nel profondo man mano che ci si avvicina al retrotreno della vettura.
Le sospensioni sono push-rod sia all’anteriore che al posteriore
Lo schema sospensivo anteriore resta fedele al concetto push-rod, anche se il nuovo disegno della AMR24 permette di accentuare l’effetto anti-dive, aiutando inoltre i canali Venturi ad acchiappare più aria grazie alle sospensioni rinnovate. Il braccio anteriore del triangolo superiore inoltre è stato sollevato, portandolo quasi in linea con la scocca della vettura.
Cambia invece il disegno delle sospensioni posteriori: si pensiona lo schema pull-rod per passare al puntone marchiato Mercedes. Con lo schema push-rod, Aston Martin ha voluto liberare spazio al retro dell’auto, spostando i cinematismi all’altezza della scatola del cambio, per dare maggiore respiro al diffusore.


Se le sospensioni e la trasmissione sono prodotti a Brackley dalla Stella d’Argento, non si può dire lo stesso delle cover dei braccetti, marchiati Aston Martin, che da quest’anno ha ridisegnato e prodotto in casa anche i porta mozzi e i condotti dei freni.
Ali anteriori e posteriori: tra novità e incognite
Colpisce da subito il naso, ora più stretto quasi in stile Ferrari F1-75, che si attacca al secondo elemento per sfruttare le flessioni dell’ala concesse nei limiti del regolamento. L’ala anteriore adotta nuove soluzioni, abbandonando la corda larga dell’ultimo flap aggiuntivo in corrispondenza della “M” di Aramco, preferendo una soluzione più sobria per aumentare anche l’effetto out wash.
Il complesso posteriore, così come il fondo, resta un’incognita che verrà svelata solo ai test in Bahrain. Dalle immagini vediamo un’ala sostenuta da un monopilone e con un taglio molto netto per aumentare i vortici generati.
Pilota più arretrato grazie al cambio Mercedes.
Aston Martin continua a collaborare con Mercedes in attesa della nuova galleria del vento che arriverà alla sede di Silverstone. La scatola del cambio della scuderia di Brackley ha sbloccato la possibilità agli ingegneri della “verdona” di posizionare il pilota in una posizione più arretrata per fare in modo da sentire meno vibrazioni possibili, aspetto determinante per trovare il feeling giusto con l’auto.

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