Sul cittadino di Jeddah, in una gara senza storia, la Ferrari si conferma seconda forza, con Bearman che riesce a distogliere le attenzioni dalla Red Bull.
Se il pilota più giovane della storia ad aver esordito su di una Ferrari, non lo avesse fatto in un circuito folle come quello saudita, forse non sarebbe riuscito a distogliere l’attenzione dal caos che sta caratterizzando il team campione in carica, catalizzatore totale di questa F1, sia in pista che fuori.
Ma Oliver Bearman, non si è limitato a non commettere errori (in un circuito che non concede nemmeno l’ipotesi di un pensiero di imprecisione) ed a portare a Maranello i punti della settima piazza, no, perché scendendo dalla sua F2 è salito a bordo di una Ferrari da F1 mostrando oltre che le proprie capacità, un sorriso da bambino.

Il sorriso di chi sta realizzando il proprio sogno, un sorriso spontaneo, un’immagine che fa bene a questa F1 moderna.
Bravo Oliver, perfetto a 300 all’ora tra muri da sfiorare, gomme e pulsanti da gestire, e velocità assurde da domare. Chissà se un giorno lo rivedremo indossare la tuta col Cavallino rampante.
Dall’altra parte del box Ferrari invece, come spesso capita, Leclerc ha fatto il massimo di quanto la sua SF-24 gli ha concesso, con lo sfizio del giro veloce finale su gomme dure usate. Sintomo che il rapporto con la gestione gomme a Maranello sta veramente cambiando. Di più era impossibile fare.
Con l’annuncio del futuro arrivo di Hamilton in Ferrari, si è concretizzata l’idea che a Maranello qualcosa stia realmente cambiando. Ma se la SF-24 è un grosso passo avanti rispetto allo scorso anno, il valore messo in campo da Red Bull e Verstappen resta comunque troppo lontano. Così, dopo le voci sul possibile arrivo di Jerome D’Ambrosio, la presenza del presidente John Elkann fa sognare in attesa di qualche nuovo acquisto, magari stavolta in casa Red Bull. Indice probabile che quello che la pista offre non è abbastanza per alleviare i patemi del tifo ferrarista.
Tra gossip, dichiarazioni, bocche tappate ed un’altra doppietta, la situazione in casa Red Bull non parrebbe idilliaca, ma nonostante questo il loro dominio in pista sembra inscalfibile. Chissà come si concluderà la soap opera del toro, se porterà a cambi di casacca illustri o se tutte queste speranze di ribaltoni non sono soltanto le briciole che Verstappen e i suoi stanno lasciando agli avversari.
Tra due settimane si correrà a Melbourne, con Sainz (già presente ieri in pista a sostenere i suoi compagni) che probabilmente sarà al via con la sua Ferrari numero 55.
Down under fantasticando su di un certo Adrian Newey.

