La Ferrari è interessata ad assumere quattro importanti dipendenti della Red Bull. A riportarlo è la Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna.
La Ferrari starebbe cercando di reclutare quattro importanti ingegneri della Red Bull. La Gazzetta dello Sport riporta che il quartetto è oggetto di interesse, e di contatto, da parte della Ferrari. Il dramma e l’incertezza della Red Bull significano che altri team si sono “mossi con grande tempismo” per contattare alcuni dei loro dipendenti cruciali. Un anno fa la Ferrari non riuscì a reclutare il direttore tecnico della Red Bull Pierre Wache. Più volte il team di Maranello ha provato ad ingaggiare Newey, senza successo.
Ma nel corso del Gran Premio dell’Arabia Saudita è stato rivelato che la Ferrari è interessata ad altri quattro membri dello staff della Red Bull.
Enrico Balbo, responsabile dell’aerodinamica della Red Bull. È italiano ed è stato contattato per la prima volta dalla Ferrari in occasione del Gran Premio dell’Azerbaijan dello scorso anno, ad aprile.

David Morgan, leader del team di prestazioni aerodinamiche in pista della Red Bull, ha lavorato con il team di Milton Keynes per sei anni da quando ha lasciato la Williams.
Ben Waterhouse, il capo dell’ingegneria delle prestazioni, conosceva ogni complessità dell’auto più dominante della F1.
Alessandro Germani, anche lui italiano, sarebbe un esperto di fluidodinamica computazionale (CFD).
L’incontro tra Elkann e Mintzlaff
Curiosamente, il CEO della Red Bull Oliver Mintzlaff è stato avvistato in colloqui privati con il presidente della Ferrari John Elkann nel paddock del Gran Premio dell’Arabia Saudita. I colloqui si sono svolti all’interno dell’hospitality della Red Bull.

La Gazzetta ritiene che l’incontro fosse finalizzato a discutere del Patto della Concordia piuttosto che dei quattro dipendenti della Red Bull a cui sta guardando la Ferrari.
Elkann ha “abilmente cercato di percepire in prima persona” i possibili problemi che esistono all’interno della Red Bull nelle ultime settimane. La sua presenza in Arabia Saudita è stata un “segnale forte” di “vicinanza” al team Ferrari, ma anche di “coinvolgimento diretto nel progetto di crescita del team”.

