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Ricciardo, cosa c’è che non va?

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Quasi mezzo secondo di ritardo da Tsunoda in qualifica e una gara da dimenticare, con errori da parte sua e della squadra. Come mai Ricciardo ha faticato a Jeddah? Scopriamolo.

Il ritorno in Formula 1 di Daniel Ricciardo aveva portato con sé tanta speranza per il futuro. Dopo aver disputato parte della seconda metà di stagione nel 2023 (interrotta a causa dell’infortunio al polso), l’australiano era stato confermato “a tempo pieno” da AlphaTauri (ora Racing Bulls). Una discreta ultima parte di campionato e il suo ruolo come primo sostituto di Perez avevano portato a immaginare un 2024 in crescendo, che sarebbe perfino potuto sfociare in un sedile Red Bull.

Invece, per ora, non è così. Perez ha iniziato il 2024 in maniera convincente: non è ai livelli di Verstappen (Red Bull non gli chiede neanche questo), ma non si schioda dalla seconda posizione e si è momentaneamente lasciato alle spalle gli errori del 2023. Dall’altra parte della griglia, invece, Ricciardo sta faticando nel confronto con il compagno Tsunoda, battuto in Bahrain solo per un ordine di scuderia e vincitore del duello interno a Jeddah.

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Ora, dunque, è lecito chiedersi il perché di una tale involuzione da parte dell’australiano, dopo gare estremamente convincenti a fine 2023 come il GP del Messico. In Arabia Saudita, Ricciardo ha vissuto un weekend tutt’altro che positivo.

Un GP d’Arabia Saudita da dimenticare

Partito quattordicesimo, 5 posizioni e quasi mezzo secondo alle spalle di Tsunoda, ha chiuso sedicesimo, due posizioni dietro al compagno nipponico e davanti solo alle due Stake F1 (entrambe falcidiate da problemi). Se parte del risultato finale è da imputarsi alla squadra (Ricciardo ha perso più di 40 secondi al suo pitstop, crollando in ultima posizione), anche lui ci ha messo del suo, girandosi a pochi giri dal termine quando stava raggiungendo il gruppo davanti.

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Per aggiungere del sale sulla ferita, Perez (l’uomo che Ricciardo spera di sostituire in Red Bull) ha chiuso di nuovo comodamente secondo e si è preso anche il lusso di doppiare l’australiano proprio durante il suo testacoda.

Le due posizioni tra Ricciardo e Tsunoda non sono il problema maggiore: il numero 3 è stato semplicemente più lento tutto il weekend, così come in Bahrain una settimana prima. Ricciardo si è detto poco fiducioso alla guida della VCARB-01 e questo certamente non lo aiuta nel sperare in un futuro prossimo migliore.

Cambio di programma in casa Red Bull?

A suo riguardo, Helmut Marko ha spiegato che “dovrà inventarsi qualcosa presto”, facendo intendere che i piani che vedevano in lui il primo sostituto di Perez stanno andando in fumo gara dopo gara, prestazione insufficiente dopo prestazione insufficiente. Anche fuori dall’orbita Red Bull, poi, nessuno sta adocchiando il 34enne di Perth. Per lui, il rischio è che il 2024 sia come il 2022, con la differenza che il ritiro a fine stagione sarà definitivo.

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