Dopo un venerdì in Messico complicato per molti top driver, i dati sono più incerti che mai, ma Ferrari, McLaren e Red Bull sembrano essere tutte potenziali candidate alla pole position.
Tra una sessione piena di rookie (il regolamento prevede che ogni team faccia correre due FP1 all’anno a “giovani piloti”) e un’altra dedicata al test delle gomme Pirelli 2025, il venerdì del GP del Messico ha dato risposte parziali per quanto riguarda il passo qualifica delle varie squadre.
Nonostante questo, però, i dati emersi dai 150 minuti di azione in pista vedono Ferrari, McLaren e Red Bull in lotta per la pole position. Il Cavallino sembra avere la vettura più competitiva sul giro secco, con il team di Norris e Piastri subito dietro (+0.01s). Anche i campioni in carica, però, non sono da escludere (+0.04s) e Verstappen cercherà di replicare la prima fila ottenuta una settimana fa ad Austin.

Dopo la doppietta nel GP degli Stati Uniti, Ferrari sembra avere il miglior passo in qualifica qui in Messico. Un anno fa, Leclerc e Sainz partirono primo e secondo, ma il passo gara poco competitivo non permise di lottare per la vittoria. Il trend del 2024 (ritmo migliore alla domenica che al sabato) fa sperare in un cambio di rotta. Prima, però, bisogna ottenere una buona posizione di partenza.
Quanto a McLaren, Lando Norris non ha sentito un gran feeling nelle FP2 (la sua unica sessione di giornata, dopo aver “prestato” la macchina a Pato O’Ward nelle FP1). Oscar Piastri, invece, è fiducioso di poter essere nella lotta per la prima posizione.

Animi sconsolati, invece, in casa Red Bull. Max Verstappen ha vissuto una giornata “inutile”, con problemi alla power unit nelle FP1 e nessun tempo fatto registrare nelle FP2. Dall’altra parte del box, Perez si è lamentato della poca fiducia con la vettura. Ciononostante, i dati dimostrano che il team di Milton Keynes potrà lottare per le zone alte della classifica anche oggi.

