James Vowles ha parlato degli effetti del regolamento introdotto nel 2022, sottolineando come le nuove vetture abbiano avuto successo.
Una delle questioni più dibattute degli ultimi anni all’interno del paddock è senza dubbio l’effetto dei nuovi regolamenti. Sulla carta, le vetture del 2022 avrebbero dovuto portare più spettacolo e battaglie nel corpo a corpo. L’obiettivo finale, di fatto, era quello di costringere le squadre a “sporcare” di meno l’aria, così da permettere battaglie più ravvicinate. Nel corso del tempo, però, lo sviluppo è andato nella direzione opposta, e la ala anteriore della Mercedes (il famoso “contro lo spirito del regolamento”) ne è un esempio. Ad ogni modo secondo molti, tra cui James Vowles, le nuove monoposto hanno avuto un effetto complessivamente positivo.
Secondo il team principal della Williams, infatti, la situazione è comunque migliore rispetto al biennio 2020-21. Come ha spiegato ad autosport.com, non mancano battaglie e sorpassi, soprattutto a centro gruppo. Il problema sorge con i top team, che hanno cercato più downforce con il passare delle gare.
“Non credo che i nuovi regolamenti abbiano fallito. Penso che sarebbe ingiusto dirlo. Penso che la competizione sia piuttosto serrata a centro gruppo. Ci sono diversi sorpassi. Guardando anche i dati, possiamo vedere che queste vetture sono ancora migliori rispetto a quelle del 2021 o del 2020. Ma soprattutto le squadre di testa hanno sviluppato la macchina in un modo straordinario. Questo però fa si che si sviluppi downforce, che sta rendendo più difficile seguire per gli avversari” ha detto il britannico.

In seguito, Vowles ha parlato delle prospettive future della Formula 1 da questo punto di vista. Secondo James, non ci saranno grossi cambiamenti nel 2025, ed è ancora troppo presto per prendere posizione sul 2026.
“Come ho detto, penso che dai dati possiamo vedere che è più facile seguire gli altri rispetto a prima. Questa era un’intenzione fondamentale del nuovo regolamento. Allo stesso tempo, non credo che la situazione migliorerà nel 2025. Non c’è motivo di pensarlo. Per quanto riguarda il 2026, invece, le regole sono ancora in fase di ratifica, perciò è ancora piuttosto difficile valutarle” ha concluso Vowles.

