Kimi Antonelli ha trionfato anche nel GP di Monaco, mentre alle sue spalle ha impazzato il caos delle penalità. Hamilton e Hadjar sul podio, disastro Russell.
Tra incidenti, penalità e bandiere rosse, il GP di Monaco ha regalato più emozioni del solito. Kimi Antonelli ha trasformato la sua pole position in vittoria, mentre alle sue spalle un rampante Hamilton ha tenuto alta la bandiera della Ferrari e Hadjar ha sfruttato il caos delle penalità per conquistare un insperato podio. Gli spunti di riflessione non mancano: andiamo con ordine.
Antonelli, strappo mondiale?
Il nome di Kimi Antonelli continua a accumulare popolarità e rispetto all’interno del paddock settimana dopo settimana. A Monaco, il giovane italiano ha messo tutti in riga in qualifica e ha gestito al meglio ogni situazione in gara, mentre Russell ha arrancato più indietro per poi finire investito dal vortice delle penalità per poi concludere al di fuori della zona punti. La classifica parla chiaro, Antonelli comanda con +66.
Arrivati a questo punto, è impossibile non accorgersi di un aspetto che in pochi avrebbero previsto all’inizio della stagione: Kimi sta gestendo la sfida mondiale decisamente meglio del compagno di squadra. D’ora in avanti gli occhi saranno sempre più puntati su di lui, che sta dimostrando di non soffrire le luci dei riflettori e che potrebbe aver già piazzato un allungo importante.
È giusto chiamare le cose con il loro nome: quello di Antonelli nel Principato è stato un weekend da campione.

Rivali a due facce
Alle spalle della Mercedes #12, a Monaco è successo davvero di tutto. A parte sorpassi in pista, si intende. Ferrari, entrata con l’etichetta della favorita, esce con la certezza di avere a disposizione il miglior Hamilton da molto tempo a questa parte. Un Hamilton silenzioso, lavoratore e performante. Al contrario, Leclerc sembra tutt’altro che a suo agio con la SF26, con cui non è riuscito a fare la differenza in una pista amica. Le lamentele post gara non sono mancate, e la questione freni deve diventare la priorità nel box Ferrari. Anche perché con Antonelli che vola, il sogno mondiale si allontana sempre di più.
In casa Red Bull e McLaren continuano a preoccupare i problemi di affidabilità, che hanno costretto al ritiro sia Verstappen che Norris. Classifica alla mano, diventa quasi impossibile ipotizzare una rimonta dei 3 contendenti al titolo della scorsa stagione, attardati di un centinaio di punti malcontati. La nota lieta a Milton Keynes è Isack Hadjar, che corona con il suo primo podio in Red Bull un inizio di stagione convincente.

Penalità, che caos
Nelle ultime fasi di gara le vere protagoniste sono state le penalità, che hanno stravolto l’ordine d’arrivo anche dopo la bandiera a scacchi. Una quantità così elevata non si vedeva da tempo e di sicuro non si tratta della migliore delle figure da parte della FIA, ma risulta difficile recriminare su una regola chiara, per quanto l’infrazione possa essere minima (molti piloti sono stati puniti per 0,1 km/h).
La ghigliottina dello speeding in pitlane ha rovinato una prestazione da urlo di Pierre Gasly, che si era conquistato un podio a suon di ottime partenze. A prescindere dal risultato mancato, la coppia francese è in grande crescita e altre chance di questo tipo non sono da escludere in futuro.
Un discorso simile vale per Sergio Perez, dal canto suo colpevole di aver gettato alle ortiche il suo primo punticino stagionale (finito poi ad Alonso) con due posizionamenti errati in griglia. Lontani dai riflettori e a piccoli passi, il messicano e la Cadillac si stanno avvicinando al centro gruppo: chissà che nel breve futuro non possa esserci davvero un’altra possibilità di rivedere Perez in top 10.


