Leclerc Ferrari GP Australia 2024

F1 | ANALISI TELEMETRIA – Australia: rimpianto Pole per Leclerc?

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Nelle Qualifiche Ferrari non va oltre la P2 di Sainz e la P5 di Leclerc, affidando la Pole nelle mani di Verstappen. Ma in che modo l’olandese ha battuto la concorrenza e in che misura Ferrari ha “regalato” la Pole a Verstappen? Vediamo qualche dato…
 

Assalto francese e ritirata spagnola: verrebbe da parafrasare così le ultime 48 ore in casa Ferrari, specie box Leclerc, dopo le recenti Qualifiche del Gran Premio d’Australia. Le Prove Libere hanno illuso un po’ tutti suscitando un certo ottimismo tra le fila del team di Maranello e dei suoi tifosi, complice una Ferrari insolitamente competitiva sul giro secco e per certi aspetti superiore alle Red Bull di Verstappen e Pérez, ancora in balia dell’instabilità.

Tra venerdì e sabato il monegasco ha monopolizzato per due volte consecutive (FP2 e FP3) la prima posizione in classifica, talvolta anche con pesanti distacchi di 4 decimi, lasciando trapelare un discreto ottimismo in vista delle Qualifiche. Qualifiche che però, con il loro verdetto, hanno riportato tutti con i piedi per terra: solita Pole di Verstappen, ormai avvezzo alla prima piazzola in griglia di partenza, seguito da uno stoico Sainz alla sua prima gara dopo l’appendicectomia di qualche settimana fa. Solo quinto Leclerc, a mezzo secondo dal leader del Mondiale, nonostante domani potrà scattare dalla quarta posizione in virtù della penalità di Sergio Pérez.

Si può dunque parlare di rimpianto Pole per Leclerc? La risposta breve è sì, quella estesa è un po’ più articolata. A ben vedere è un vero e proprio rimpianto corale per Ferrari, con Sainz che ha avuto fino all’ultimo una concreta possibilità di strappare dalle mani di Verstappen la prima posizione in griglia di partenza. Analizziamo dunque le telemetrie emerse al termine delle Qualifiche del GP d’Australia per vedere chi ha avuto le migliori chanche tra le curve dell’Albert Park di Melbourne.

 

Uno sguardo alle velocità

Il seguente tracciato mostra le velocità sfiorate dai tre piloti in analisi (Verstappen, Sainz e Leclerc) nel loro miglior giro durante la sessione di Qualifiche del GP d’Australia. Nel grafico sottotante, così come in tutti gli altri grafici dell’articolo, analizzeremo dati prelevati con un periodo di campionamento pari a 18 metri. Tali grafici non possiedono pertanto un’elevata precisione, ma sono da intendersi uno strumento sufficientemente adeguato per trarre opportune conclusioni.

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Il tracciato evidenzia in maniera inequivocabile la superiorità della RB20 sul dritto. La creatura di Adrian Newey è incredibilmente efficiente e il poco drag accusato dalla monoposto di Verstappen si traduce con velocità di punta superiori al resto dei piloti in analisi. Il vantaggio in termini di velocità massima si manifesta soprattutto nei pressi di curva 11, dove Verstappen non ha eguali: guadagna 3 km/h su Leclerc e addirittura 5 su Sainz, quest’ultimo autore di una sbavatura che gli costerà circa tre decimi sul crono finale. Del resto anche la speed trap posta nel rettilineo principale prima di curva 1, la prima delle due zone DRS dell’Albert Park Circuit, evidenzia una maggiore velocità dell’olandese a discapito dei due ferraristi più lenti.

Anche i microsettori confermano il trend evidenziato dal precedente grafico. Verstappen è il più veloce nei settori più esigenti in termini efficienza aerodinamica, soprattutto nei lunghi tratti tra curva 8-11 e tra curva 12-13, mentre i due ferraristi si esaltano soprattutto nel terzo settore e nel guidato del secondo settore. Buone le velocità in percorrenza curva, il che lascia presagire giusti livelli di carico per le due SF-24.

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Analisi frenate: SF-24 regina del guidato, ma non basta

L’analisi delle frenate convalida quanto appena ipotizzato: le Rosse di Maranello, al contrario della scorsa stagione, sono anche in Australia il miglior compromesso tra downforce e drag. Le SF-24 di Leclerc e Sainz perdono in termini di velocità di punta – dove Max e Red Bull, da due anni e mezzo a questa parte, la fanno da padrone – ma al tempo stesso recuperano terreno nelle curve che richiedono maggiori livello di carico aerodinamico. Interessante in tal senso il confronto in curva 6-7: a prescindere dal chiaro vantaggio di Verstappen in termini di trazione, Sainz risulta essere il migliore nella fase di percorrenza curva, mentenendo una media oraria più alta rispetto al lotto dei quattro piloti in analisi.

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Curioso notare come lo spagnolo utilizzi un approccio diverso da quello dei restanti tre piloti in analisi, preferendo di gran lunga l’ingresso curva salvo poi frenare per qualche decina di metri in uscita. La stessa tecnica è usata nella rapida successione di curva 9-10, sebbene in questo caso il “sacrificio” in uscita sia molto più accentuato del precedente: Sainz lascia in questo tratto di circuito tra i tre e i quattro decimi e, a posteriori, la Pole Position.

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Altrettanto curioso notare come l’unica monoposto in grado di avvicinarsi agli alti livelli di trazione della RB20 è, per assurdo, la McLaren MCL38 di Norris. Le due vetture di Woking perdono però parecchio in termini di velocità massima – il confronto con le Red Bull è impietoso: lo scarto di velocità tra le due monoposto oscilla tra i 5 e gli 8 km/h – e di conseguenza non c’è molto che l’inglese possa fare al momento per colmare questo deficit pauroso e provare a contendersi la prima fila.

 

Analisi Leclerc: il monegasco non ha assemblato il giro perfetto

Altra grande occasione sprecata in questa Qualifica è il giro di Leclerc, non brillante a differenza del solito: il giro lanciato assemblato dal monegasco nel Q3 non è il tempo più veloce collezionato in questi due giorni di Melbourne. Senza andare troppo indietro nel tempo, già durante il Q2 il pilota numero 16 ha segnato un tempo più rapido rispetto al suo ultimo tentativo prima della bandiera a scacchi (1:16.304 nel Q2, 1:16.435 nel Q3).

Volendo poi essere più meticolosi, il miglior giro di Leclerc in questo inizio di fine settimana risale al time attack che lo ha condotto in prima posizione durante le FP2 di ieri mattina, quando la Ferrari numero 16 ha congelato le lancette del cronometro sull’1:16.277. Siamo certamente lontani dal tempo di Verstappen nel Q3 (1:15.915), ma quantomeno il distacco sarebbe stato meno pesante.

Nei confronti dell’olandese, Leclerc perde terreno soprattutto in corrispondenza del rapido scambio tra curva 9 e curva 10: nonostante i due piloti usino in maniera identica il freno (e quasi identica l’acceleratore), la Ferrari numero 16 davvero nulla può contro il vantaggio in trazione della RB20 di Verstappen.

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Del resto Leclerc è noto chiedere il massimo dalla propria monoposto, ma questa volta lo scarso feeling tra il monegasco e la sua SF-24 hanno giocato un tiro mancino. L’aver sbagliato l’ultimo time attack del Q3 (i dati di Leclerc si riferiscono al Q2), unito alla sorprendente capacità di Verstappen di trovare sempre il decimo giusto al momento giusto, hanno spezzato le speranze di gloria dei ferraristi.

 

Considerazioni finali

Alla luce dei dati appena visti possiamo affermare con franchezza che la Pole Position fosse alla portata delle due Ferrari. Le Prove Libere non hanno mentito: sul giro secco la SF-24, specie in piste come quelle di Melbourne, dove il carico aerodinamico gioca un ruolo fondamentale, può dire la sua e imporsi anche su vetture virtualmente superiori. Quest’oggi il Cavallino Rampante paga caro, in ordine, l’errore di Sainz tra curva 9-10, l’incapacità di Leclerc di assemblare il giro perfetto al momento giusto e la capacità di Verstappen di tirare dal cilindro una magia delle sue. Nulla è ancora deciso, però: i punti si conquistano la domenica e anche sul passo gara Ferrari sembra avere qualche asso nella manica.

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