È già ora di Giappone ed è già ora di Suzuka! Quest’anno si corre in primavera. Vediamo cos’ha scelto Pirelli per questo weekend.
“Che fretta c’era, maledetta primavera” cantava Loretta Goggi. E in effetti, che fretta c’era cara Suzuka? Ovviamente si scherza, ma fa effetto pensare che quest’anno il GP del Giappone si corra in aprile e non in settembre/ottobre come di consueto. Cambierà qualcosa anche per quanto riguarda gli pneumatici? Vediamolo con la Pirelli Preview!
Caratteristiche della pista

Il leggendario circuito di Suzuka, di proprietà di Honda e sito nella Prefettura di Mie, è unico nel suo genere, essendo esso contraddistinto da un’insolita forma ad otto che non è presente in nessun altro circuito del campionato.
È lungo poco più di 5,8 Km, ed è uno dei tracciati più impegnativi sia per i piloti, che per le monoposto e, ovviamente, per gli pneumatici. Il livello di abrasività dell’asfalto è alto [4] e il layout fa sì che le gomme vengano sottoposte a forze laterali elevatissime [5]. Tutti i punti della pista mettono a dura prova gli pneumatici, in particolare le S del primo settore e la famosa 130R prima dell’ultima chicane.
Lo stress esercitato sulle gomme, quindi, sarà molto alto [5], soprattutto per quelle posteriori. Alto anche il fattore deportanza [4], mentre gli pneumatici verranno sollecitati molto poco in frenata [2]. Livello medio per sollecitazione in trazione, aderenza asfalto ed evoluzione asfalto nel corso della sessione [3].
Si correranno 53 giri, per un totale di 307,47 Km di gara. Il giro record in gara appartiene a Lewis Hamilton, che nel 2019 ha fermato il cronometro sull’1:30.983.
Le scelte di Pirelli

Per ciò che si è detto prima, ovvero di sollecitazioni molto forti sugli pneumatici unite ad un’alta abrasività dell’asfalto, Pirelli ha deciso di portare in terra nipponica la gamma più dura di mescole. Come in Bahrain, quindi, avremo la C1 come Gomma Hard, la C2 come Gomma Medium e la C3 come Gomma Soft.
Di norma, la gara di Suzuka è tipicamente a due soste, visto anche l’elevato degrado termico. Lo spostamento dell’appuntamento in primavera però, con temperature in media comprese tra gli 8°C e i 13°C, potrebbe mitigare quest’ultimo fenomeno. I piloti particolarmente bravi nella gestione gomme potrebbero dunque azzardare una gara ad una sosta.
Di contro, però, le temperature più basse rischiano di mettere i bastoni tra le ruote ai piloti in fase di riscaldamento dello pneumatico, che richiederà più tempo ed una maggiore attenzione. Una variabile che potrebbe incidere molto in qualifica e appena usciti dai box durante la gara.
Occhio anche al fattore pioggia: negli ultimi anni Suzuka è stata spesso bagnata dalla pioggia, e nonostante lo spostamento in primavera, sembra che anche quest’anno il rischio ci sia. In questo caso, si potrebbero vedere anche delle Full Wet.

Pirelli raccomanda una pressione minima al via di 25,0 psi all’anteriore e 23,0 psi al posteriore, mentre il limite di angolo campanatura è fissato a -2,75° all’anteriore e -1,50° al posteriore.
Infine, martedì 9 aprile e mercoledì 10 aprile scenderanno in pista le vetture della Sauber e di Racing Bulls. Questi test serviranno per sviluppare i nuovi compound in vista della prossima stagione.
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