Secondo Carlos Sainz, dietro alle ottime scelte strategiche della Ferrari in Giappone un ruolo fondamentale lo svolge proprio la SF-24.
Il Gran Premio di Giappone, che ha visto il quinto podio in quattro gare per la Ferrari grazie a Carlos Sainz, ha messo in mostra una nuova prestazione degna di nota da parte del reparto strategico del Cavallino.
La strategia adottata da Charles Leclerc ad una sosta sola gli ha permesso di risalire ben 4 posizioni in gara, concludendo in quarta posizione, appena dietro al suo compagno di squadra.
La gestione gomme sontuosa invece di Sainz gli ha permesso di svolgere un secondo stint più lungo sulle gomme medie per trarre vantaggio da un treno di hard più fresco per il finale di gara, assicurandosi un nuovo terzo posto in stagione.
Il pilota spagnolo, anche se riconosce i grandi passi in avanti fatti dal muretto di Ferrari negli ultimi anni, ritiene che questi miglioramenti siano dovuti ad una vettura più prestante e costante quale è la SF-24.
“Abbiamo fatto progressi sulla strategia negli ultimi tre anni, progressivamente, ma se vedi un salto di strategia quest’anno, è puramente dovuto alla macchina“, ha risposto Sainz ai media.
“Penso che avere una macchina che ti permetta di avere flessibilità nella strategia sia qualcosa che l’anno scorso non potevamo avere, quindi eravamo costretti a fermarci in certi giri”.

Il confronto con la SF-23
La stagione 2023 era infatti teatro di prestazioni ben peggiori per la scuderia di Maranello, che si trovava a crollare in gara pur qualificandosi nelle zone alte della griglia a causa della cattiva gestione gomme.
Sainz pensa che i problemi della scorsa stagione abbiano influenzato pesantemente le strategie degli ingegneri, apparendo ai Tifosi come scelte sbagliate in qualsiasi caso tentato dalla scuderia. Allo stesso tempo, una vettura non solo più veloce ma anche più gentile con gli pneumatici e più costante con la loro usura, riesce ad esaltare molte strategie messe in campo.
Ripensando alla stagione passata, Sainz ha dichiarato: “Non potevamo allungare. Avevamo così tanto degrado che sembrava sempre che le persone potessero allungare e poi tornare su di noi con una gomma più dura”, ha spiegato il pilota spagnolo.
“L’anno scorso non avevamo alcuna flessibilità e non potevamo fare nulla senza correre, quindi molte volte sembrava che non stessimo adottando la strategia giusta”.
“Ma quando hai una macchina che funziona meglio con le gomme, due piloti che possono spingere più spesso e hai quella flessibilità extra, anche la tua strategia sembra migliore“.
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