In una lunga intervista al podcast Beyond the Grid, Juan Pablo Montoya ha parlato dei duelli con Ferrari e i titoli mondiali sfiorati.
È un personaggio non semplice, quello di Juan Pablo Montoya. Il colombiano, considerato uno dei piloti più forti dei primi anni duemila, è ricordato anche per il suo carattere esuberante e per i tanti duelli in pista, soprattutto con Ferrari, che in quegli anni dominava la scena. Montoya ha raccontato il suo punto di vista al podcast di F1 Beyond the Grid, toccando tanti temi come quello sulla Rossa, sul rapporto con Michael Schumacher e le similitudini tra il team dominante di allora e l’odierna Red Bull.
Cicli vincenti
Il nativo di Bogotà si è concentrato sul momento in cui è stato più vicino a salire sul tetto della F1. Nel 2003, infatti, nel pieno del ciclo vincente di Ferrari, Montoya ha sfiorato l’impresa a bordo della Williams equipaggiata con motore BMW, inscenando fino alla fine un intenso duello con Schumacher e con l’allora giovane rampante Kimi Raikkonen, erede di Hakkinen in McLaren.

“Sconfiggere la Ferrari in quegli anni era come sconfiggere la Red Bull di oggi” ha detto Juan Pablo. “Quasi impossibile. Nel 2003 il motore BMW era il migliore, e quando le gomme Michelin si dimostravano migliori delle Bridgestone di Ferrari si potevano battere. Invece quando le prestazioni delle due gomme si eguagliavano, Ferrari aveva una macchina migliore nel complesso”.
Montoya sottolinea dunque come sia l’insieme del pacchetto, alla lunga, a permettere ad un team piuttosto che un altro di prevalere. L’insieme di telaio, motore e gomme, se funzione correttamente, non lascia scampo a nessuno.
Come si fa dunque a recuperare? Semplice, cercando di migliorare il pacchetto fino ad arrivare ad averne uno che possa andare più forte di quello dei propri rivali.
“Il 2003 è stata in ogni caso una stagione importante. A livello di evoluzione siamo riusciti a migliorare tanto nel corso dell’anno. All’inizio la FW25 non era così buona, ma abbiamo portato una quantita di sviluppi incredibile durante la stagione. Poi nel 2004 eravamo lì, ma credo che Honda a quel punto fosse un po’ meglio di noi”.
Il rapporto con Schumacher
Ma le battaglie di quegli anni non sono passate solo attraverso evoluzioni e aggiornamenti, ma anche in pista. E il rivale è stato, ovviamente, Michael Schumacher.
A Montoya è sempre stato imputato il fatto di essere troppo aggressivo e arrembante nei confronti del Kaiser, tratti che come detto prima delineano nella mente dei tifosi il Juan Pablo pilota.
“Sono stato più duro con Michael? No, il fatto è che nessuno correva contro di lui. Quando gli altri piloti lo vedevano arrivare da dietro sembrava dicessero: ‘Arriva Michael, non facciamo caz*ate’. Si spostavano, si toglievano di mezzo, e ciò mi faceva arrabbiare” ha detto Montoya, riferendosi soprattutto all’attacco inflitto a Schumacher ad Interlagos nel 2001, nel quale affondando il colpo alle S do Senna ha costretto il ferrarista ad andare sull’erba.

Un altro ruota a ruota che rimane nella mente dei tifosi è quello di Imola 2004, alla Tosa. “Nel complesso Ferrari aveva la miglior macchina, ma con le gomme fresche andavamo forti e l’ho attaccato. Lui mi ha buttato fuori pista, ma io avrei fatto lo stesso. Nelle interviste disse di non avermi visto facendo finta di niente. Avrei preferito fosse più onesto, avrebbe dovuto essere cieco per non vedermi” ha chiosato il colombiano riprendendo la celebre dichiarazione post-gara.
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